Facciamo quattro chiacchiere #32: I pregiudizi




A metà agosto su Instagram ho letto un post di @lalibridinosa in merito ai Pregiudizi del lettore. Laura si rifaceva anche a un post di qualche tempo prima di @chiaraspini84. Sono andata a leggere entrambi i post e qui riporto quello di Laura:


Pregiudizi del lettore. Prendo spunto dal post di qualche settimana fa di @chiaraspini84 in cui si parlava di pregiudizi del lettore, mi sono ritrovata a pensare molto e a chiedermi se io ne abbia. Ebbene, la risposta è sì! Ovviamente, ritengo che ognuno sia libero di leggere ciò che più gli aggrada, ma spesso mi rendo conto di chiedermi come si faccia a... Come si fa a leggere solo romance? Con tutto il rispetto per chi ama questo genere, non vi pare di leggere sempre lo stesso libro? Non avete mai la sensazione che l'unica cosa che cambi siano i protagonisti e l'ambientazione? E, soprattutto, non sentite i neuroni che muoiono lentamente?!! Ma i miei pregiudizi non sono rivolti solo ad alcuni generi letterari. Mi rendo conto di essere prevenuta verso gli autori emergenti/esordienti/autopubblicati... Spesso, troppo spesso (e scusate se faccio di tutta l'erba un fascio), sono maleducati, spocchiosi, arroganti, convinti di essere il nuovo astro nascente della letteratura italiana. Come dico sempre: se si è bravi, prima o poi qualcuno vi noterà!

Infine, le Case Editrici! Beh non è un segreto che tra me e la Newton Compton non corra buon sangue: nulla di personale, per carità, ma li trovo un po' poco selettivi. Le loro edizioni sono poco curate, le traduzioni approssimative e le copertine... oddio, stendiamo un velo su quella roba! È anche vero che i loro libri costano poco, quindi non potremmo aspettarci di meglio, no?!

E quindi sì, lettori: ho dei pregiudizi e non mi vergogno ad ammetterlo. E penso che tutti noi abbiamo dei pregiudizi nei confronti di qualcosa, anche se spesso è più facile non dirlo!

#qotd voi avete dei pregiudizi letterari? Ci sono generi o autori o editori che non leggete?


Chiaramente ho letto anche i commenti ai due post.


Ora, essendo passati alcuni giorni in cui io mi sono messa a pensare se mai avessi dei pregiudizi su generi/autori/case editrici, forse posso dire che molto probabilmente ho tanti pregiudizi e sicuramente ho delle preferenze.

Ho paura che il mio post sarà un po’ lungo, ma le parole di Laura (che io adoro e che stimo tanto e lei lo sa bene) mi hanno punto sul vivo.

Io leggo romance e leggo la CE che lei non ama. Verissimo che molte volte la grafica delle copertine non è proprio il massimo (purtroppo, spesso le copertine mi hanno lasciata perplessa); vero che a volte ci si trovano errori anche grossolani, ma le storie sono carine. Ultimamente infatti ho letto belle storie, sia tra i romance sia tra i thriller.

Mi piace leggere romanzi rosa perché servono per staccare dalla quotidianità, come mi piace leggere gialli o thriller perché mi tengono con il fiato sospeso. Sono un modo come un altro per evadere dal quotidiano. Come quando guardiamo una commedia brillante o un film comico al cinema. Beh, io spesso guardo film animati o comunque per bambini proprio per staccare la spina. Quando leggo romance, non lascio il “cervello sul comodino” (come ha scritto in alcuni commenti Laura), ma sicuramente ci sono storie che non hanno bisogno di un impegno intellettuale eccessivo. Quando leggo però, cerco sempre di trovare qualcosa, per esempio un’emozione, un messaggio, una morale. Insomma, ogni romanzo che leggo dovrebbe lasciarmi qualcosa, se non mi lascia nulla o semplicemente mi annoia vuol dire che proprio non sono riuscita a salvarlo. Eppure mi è capitato di leggere libri che non mi hanno lasciato nulla!

Leggo romance, sì, ma non solo quelli. Forse proprio perché sono curiosa. Ho letto m/m, perché me li decantavano, ma non ne sono attratta. Forse perché cerco la classica storia d’amore tra un ragazzo e una ragazza, la sento più vicina. Ho letto due romanzi male to male, li ho trovati interessanti, ma sicuramente non scelgo il genere di mia iniziativa. Come non amo gli erotici. Non mi piace il sesso tanto per… In un romanzo cerco un po’ di sentimento. Mi piacciono molto gli Young Adult, quelli rivolti agli adolescenti, dove le tematiche adolescenziali, di bullismo, evasione, difficoltà legate all’evoluzione psicologica hanno un risalto.

Non amo gli sci-fi, non riesco a seguire le trame, non li capisco. Sono troppo lontani da me.

Non vado matta per i distopici. Ho provato a leggerli, ma non mi fanno impazzire. Anche questi forse non li capisco.

Gli storici… dipende. A volte sono interessanti, altre volte sono pedanti lezioni di storia. Recentemente ne ho letti alcuni e mi sono piaciuti. Molto dipende dall’epoca storica che trattano. Uno che per me è stato un forte cruccio è l’ultimo che ho letto: La chimera di Vassalli. Parla di un processo alle streghe. Un processo nato dai pregiudizi e dalle “voci”.

Non amo le biografie, neanche quelle romanzate. Eppure le ho lette!

Anzi, spesso leggo anche romanzi che non mi attirano per nulla, proprio perché non voglio giudicare a priori. Se avessi giudicato a priori, non avrei mai letto una perla come il romanzo di Silvio Muccino: Quando eravamo eroi.

Però riconosco che, se un autore non mi ispira simpatia, difficilmente lo leggo. Per esempio, sono andata alla presentazione di Carrisi e, benché lui sia stato coinvolgente e carismatico, non riesco a decidermi a leggere i suoi romanzi. Stesso vale per la Postorino. Non discuto sulla loro bravura, ma io non sono attratta. Sono estremamente convinta che il mio sia un pregiudizio, ma non riesco a superarlo. Perché lo so? Semplice, perché avevo detto la stessa cosa per Balzano e il suo Resto qui, dicendo che non lo avrei mai e poi mai letto; tuttavia, complice una lettura assegnata a mio figlio, l’ho letto anch’io e l’ho pure apprezzato. Non mi ha coinvolto completamente, ma è stata una lettura interessante.


Siamo umani, abbiamo le nostre idee, le nostre fissazioni, le nostre simpatie/antipatie, le nostre percezioni… è giusto che sia così, ma è anche giusto (a volte quando ci sentiamo pronti) di metterci alla prova. Di solito lo faccio. Anche normalmente. Anche nella vita lavorativa. Anche quando si tratta di provare qualcosa di nuovo o di diverso dal solito. È così che si cresce!


Oddio! Mi sono accorta che ho lasciato vagare il mio pensiero proprio come se stessi parlando a cuore aperto. Si vede che l’argomento mi ha davvero toccato. Spero di non essere stata noiosa e chiedo a voi lo stesso che ha chiesto Laura nel suo post su IG:

voi avete dei pregiudizi letterari? Ci sono generi o autori o editori che non leggete?


Commenti

  1. Un post davvero molto interessante! Spesso anche io mi pongo certe domande. Ma penso che ognuno di noi si senta a nostro agio nella propria 'comfort zone' 😊😊 un tempo io leggevo solo fantasy, adesso, a eccezione della saga di Nevernight, che ha conquistato anche me, non ne voglio vedere nemmeno l'ombra 😊😊 il tempo, l'esperienze, ci fanno crescere anche in questo ☺️☺️

    RispondiElimina
  2. Allora...Io leggo romance, ma con le pinze. Sesso facile e una storia ai limiti della banalità non mi piacciono. Ci sono autrici di fiducia, trame che mi ispirano, ma, per "l'incarto", tre quarti non li leggerei. Leggo quasi tutto con gusto, in particolare fantasy e distopia, apprezzo romance, storico e contemporaneo, ma mal sopporto erotici e gialli classici, libri e romanzi sullo/di sport e poco altro, magari spettacolo.
    Se voglio staccare...leggo comunque quel che amo, qualunque genere o ispirazione io abbia! Certo non vado a scegliere saggi o mattoni storici dettagliati, ma un romance, un fantasy o un contemporaneo (siano essi Young adult, new adult o semplicemente romanzi non etichettabili come YA e NA), possibilmente sottili e sotto le 400 pagine. Magari anziché leggere Philip Pullman mi butto su Licia Troisi o qualche altro fantasy leggero, o Stelle minori di Mattia Signorini rispetto a La Scuola cattolica (che non ho letto, ma immagino indigesto vista la mole), o ancora un libro di Angela Contini all'ennesimo polpettone glassato pubblicato.
    Come letture raramente leggo self, CE minori solo se mi ispira il libro o di fiducia. Altrimento preferisco le big. Lo dimostrano le mie letture: sto finendo la serie di Alice Basso di Garzanti, leggerò Bella mia della Di Pietrantonio di Einaudi, leggerò la trilogia di Zilahy di Longanesi...
    Però vinci la tua sofferenza verso Carrisi. Non l'ho mai visto, ma l'ho trovato geniale per i due libri che ho letto. La Postorino l'ho amata, ma capisco che tu possa, più o meno a ragione, diffidare.
    Grazie per questa chiacchiera interessante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io preferisco i libri sotto le 400 pagine. Io spesso leggo spinta dall'ispirazione del momento e di solito trovo sempre il libro adeguato. Ultimamente mi soffermo molto sulla trama e mi lascio guidare dalle sensazioni che mi suscita. Carrisi anche altri mi hanno detto di superare la mia "antipatia a pelle"... mai dire mai

      Elimina

Posta un commento