lunedì 24 febbraio 2020

Review Party: Molto amore per nulla di Anna Premoli


Apro la settimana con la recensione del romanzo di Anna Premoli, che da oggi è in libreria! Prima di tutto ringrazio la CE Newton Compton per avermi permesso di partecipare a questa iniziativa e per avermi omaggiata della copia digitale, dandomi l’opportunità di leggere in anteprima questa storia. 






Autore: Anna Premoli

Titolo: Molto amore per nulla

Editore: Newton Compton editori

Data di pubblicazione: 24 febbraio 2020

Pagine: 319

Viola Brunello ne ha abbastanza degli uomini. Soprattutto di quelli che pensano di poter sfruttare la sua brillante intelligenza per i propri scopi. Avvocato d’affari e con uno studio avviato da poco, Viola non vuole perdere tempo a inseguire sogni romantici che in fondo al cuore ritiene del tutto irrealizzabili. Preferisce concentrarsi sulle sfide lavorative e sulla sua famosa “lista”, quella che ha compilato in una serata dall’elevato tasso alcolico. Sebbene l’idea sia nata per caso, ben presto Viola si lascia entusiasmare dall’idea di eliminare tutti i punti della sua “bucket list”: è così che decide di buttarsi in avventure che non pensava potessero proprio fare per lei… Una cosa è certa: le sfide filerebbero più lisce se Lorenzo Vailati, uno dei partner di una società che le ha da poco affidato un incarico, non avesse scoperto a sua volta il contenuto della lista e non ne fosse rimasto intrigato. Perché Viola ne ha abbastanza degli uomini. Di tutti, ma soprattutto di quelli come Lorenzo.




Molto amore per nulla è un romanzo rosa, un chick-lit ben strutturato, ironico e divertente, in cui la figura della donna, in questo caso Viola Brunello, ha la parte preponderante. Questa volta, oltre la bella storia tra Viola e Lorenzo, il tema che viene messo in evidenza è molto attuale: la parità tra donna e uomo. Non è un femminismo esagerato, ma sicuramente viene messo il “puntino sulla i” in merito ad alcuni atteggiamenti maschili. Viola è indipendente in tutto e per tutto e ci tiene a far valere la sua autonomia, in tutti i sensi.

Non è certo un mistero che io ami leggere le storie di Anna Premoli. In questo caso sono stata piacevolmente colpita nello scoprire come questo romanzo sia legato al precedente, Questo amore sarà un disastro. Cambiano i protagonisti, perché questa volta la narrazione riguarda l’integerrimo avvocato Viola Brunello e Lorenzo Vailati. I due si sono conosciuti grazie all’acquisizione della società di Elena Longo, che è appunto l’argomento del precedente libro; ritroviamo infatti tutti gli “attori” già conosciuti e questo fa piacere, perché riesci a vedere come anche la storia tra Edoardo ed Elena prosegue. Chiaramente si ritrova anche la mia cara vecchietta: la signora Fumagalli! Un mito quella donna, la adoro.

Dico subito che, benché i due romanzi siano legati, le storie sono autoconclusive, ma sicuramente conoscere i personaggi aiuta ad entrare subito in sintonia con la vicenda (se volete, potete leggere la mia recensione al romanzo precedente qui).

Avendo letto tutti (e sottolineo tutti) i romanzi della Premoli, posso affermare che troviamo anche in questo ironia, comicità, fine senso dell’umorismo, tempi ben azzeccati, dialoghi mai banali. I personaggi sono ben delineati e anche il loro interagire è bilanciato. Il loro coinvolgimento avviene con il tempo, tanto che lo stesso Lorenzo, osservando le sue reazioni, si ritrova a pensare...

È la stessa persona che ho conosciuto ormai qualche mese fa, eppure è come se non lo fosse. La mia percezione di Viola sta cambiando, lo sento forte e chiaro e non so bene cosa pensare.

In questa bella storia la parte più emotiva è quella maschile, messa in crisi da una donna molto emancipata, determinata, volitiva. Sembra quasi di leggere un rosa a parti invertite. Non che Viola sia poco emotiva, ma sembra più sicura di sé. Lorenzo si analizza di più, capisce meno il proprio comportamento, i propri gesti. Viola è più misurata e controllata… poi anche lei sa farsi le proprie auto-analisi emotive.

Mi è piaciuto molto anche lo spazio dedicato all’amicizia. Nel racconto Lorenzo e Viola sono i protagonisti, ma anche i loro amici concorrono a rendere il tutto molto armonico. Elena ed Edoardo in primo luogo, la signora Serena Fumagalli, che sa dire la cosa giusta al momento giusto, certo accompagnata da una buona dose di alcool, e infine Ludovico, che compare poco, ma fa percepire il suo sostegno e la sua complicità in tutta la situazione.

Per me Anna Premoli è una garanzia! Se voglio un bel libro, per nulla banale, ma carico di emozioni diverse, un suo romanzo è l’ideale. È capace di farmi ridere e sospirare. Un bel romanzo per passare delle ore molto piacevoli.

Ah! In questo caso è riuscita a far stilare anche a me una “bucket list”! Mi sono trovata a pensare a cosa vorrei davvero fare e inavvertitamente, quasi per gioco come Viola, ho stilato la mia lista delle cose che vorrei proprio fare. Realizzabili? Non saprei, forse sì…



Le immagini che ho usato sono state fornite dalla CE. Ho avuto anche la possibilità di inserire le citazioni da me scelte nella cornice-tag creata dalla Newton Compton. #prodottofornitodaCE Newton Compton editori #MoltoAmorePerNulla


domenica 23 febbraio 2020

Segnalazione eventi librosi


Save the date
Girovagando sul web e attraverso contatti social (in questo caso possiamo dire che Facebook è stato utile), ho scoperto questa iniziativa molto interessante e nelle vicinanze.

L’associazione A TUTTO CAMPO Associazione Culturale – qui la loro pagina FB – ha organizzato un evento che mi incuriosisce molto: Il Passalibro a Ostia.


Vi lascio di seguito alcune informazioni che potete trovare anche sulla pagina Facebook dedicata all’evento (qui).


Domenica 1° Marzo ci incontreremo in Piazza Anco Marzio, puntuali alle ore 16, e ognuno porterà con sé un libro incartato da regalare. Al momento del via inizierà lo scambio del libro, che verrà fatto passare di mano in mano. Al termine ognuno avrà ricevuto un nuovo libro, tutto da scartare e da leggere.

Poche e semplici regole: portare libri che leggeresti (no testi scolastici, no enciclopedie, no manuali, no riviste e simili); incartare con materiale riciclato (è economico e l'ambiente ringrazierà); se il libro ricevuto non è di tuo gradimento, puoi cercare uno scambio con un altro partecipante, altrimenti regalalo o conservalo per il prossimo bookmob; dopo aver scartato il libro, ricordati di gettare la carta nel secchio o, se riesci, tienila per il prossimo appuntamento; divertiti.

Il Passalibro nasce dalla voglia e dall'impegno di un piccolo gruppo di donne, accomunate dalla voglia di condividere e diffondere la cultura. Ci siamo ispirate al bookmob di Napoli, dove da anni si è soliti incontrarsi e, formando un bel cerchio, scambiarsi i libri. A partire da ciò abbiamo deciso di creare degli incontri tutti nostri, che rappresentino il territorio e noi organizzatrici. Incontro dopo incontro, troveremo la nostra identità anche grazie a voi che parteciperete. La cultura, i libri e la passione per essi sono sinonimo di condivisione e apertura agli altri; insieme ci divertiremo molto. :-)



Io ci sto facendo un pensierino per partecipare…

giovedì 20 febbraio 2020

Recensione #58: Scrivimi di Paolo Longarini


Autore: Paolo Longarini

Titolo: Scrivimi

Editore: HarperCollins Italia

Data di pubblicazione: 6 gennaio 2020

Pagine 376

Fabrizio De Santis è l'erede di un'illustre famiglia di notai che da secoli presiede alla stipula di atti e contratti a Milano. Ha scoperto un'irregolarità in un documento redatto dallo studio e ha deciso di denunciarsi alle autorità competenti. Ma proprio mentre è alla sbarra, pronto a costituirsi e affrontare le conseguenze del proprio gesto, irrompe suo padre, che non ha mai mostrato particolare entusiasmo per quel figlio sognatore, svagato e buono. Lo afferra per un braccio e, senza fargli finire la sua deposizione spontanea, lo trascina via rivelandogli quello che era chiaro a tutti tranne che a lui: l'irregolarità c'era e tutto lo studio lo ha sempre saputo, sfruttandola per arricchirsi. Fabrizio obietta e il padre può fare quello che desiderava da tempo: lo disereda e obbliga Loris, il suo guardaspalle, un passato tra criminalità e guerra del Vietnam, ad allontanarlo da Milano. Per sua fortuna Fabrizio ha un angelo custode: il suo migliore amico Saverio, che gli affida un casale un po' diroccato nei pressi di San Gimignano... Caterina Vanoli invece vive a Boston, dove insegna architettura del paesaggio. Non è un buon periodo. La madre è scomparsa da poco. Il fidanzato con cui è stata cinque anni l'ha lasciata. Per telefono. E il suo sacerdote di riferimento, padre Joseph (che al liceo era stato il fidanzatino di Caterina), deve farle una rivelazione: l'uomo anaffettivo e violento che l'ha cresciuta non era suo padre. Suo padre era, o forse è, italiano, toscano e viene da un paesino medievale chiamato San Gimignano... Si innesca così la catena di formidabili coincidenze che porterà a incrociarsi le strade dei due protagonisti: Caterina, donna forte e fragile al tempo stesso, e Fabrizio, puro di cuore, idealista e un po' imbranato. Longarini regala al lettore una storia di destino, di fedeltà a se stessi. E, ovviamente, d'amore.





Caterina e Fabrizio si ritrovano all’improvviso soli: Caterina a seguito di un lutto, mentre Fabrizio per aver osato contraddire il proprio padre. Ora, trovandosi nel vuoto più totale, devono reagire…

Caterina scopre un segreto, leggendo una lettera che la madre le ha lasciato in punto di morte. L’uomo che l’ha cresciuta non è suo padre, suo padre biologico è un italiano. Per tutti i suoi trentasei anni di vita, il padre le ha mandato delle lettere ed ora lei può imparare a conoscerlo leggendole. Questo la spinge a volare in Italia alla ricerca delle proprie radici. È proprio per questo motivo che entra in contatto con Fabrizio. Ci troviamo di fronte a due storie che si intrecciano. Caterina alla ricerca del proprio passato, Fabrizio che invece deve cominciare una nuova vita.

Ho faticato con questo libro poiché la prima parte non decolla, o meglio ci fa conoscere i personaggi e le loro aspettative, le loro emozioni, ma per far questo rimane fermo. Sicuramente la parte che riguarda Fabrizio è più coinvolgente e in qualche modo procede, la parte di Caterina è invece molto statica. La narrazione migliora verso la fine, quando finalmente Caterina e Fabrizio si incontrano. Pur essendo a tratti divertente e ironico, in alcuni momenti ho desiderato “mollare” a causa di questa estrema lentezza.



I personaggi sono ben caratterizzati e inseriti perfettamente nella narrazione, questo mi è piaciuto molto. Chi è il mio preferito? L’amico di Fabrizio: Saverio. Come spesso nel romanzo fa Fabrizio, anche io mi sono ripetuta spesso: avercene di amici come Saverio (nel bene e nel male). Saverio è un amico vero, quello che un vecchio proverbio definirebbe come tesoro. È quello che, tra una facezia e un discorso semiserio, ti darebbe tutto, compresa la propria vita. In realtà, con Fabrizio fa proprio questo: gli dona l’occasione di una seconda possibilità. È proprio grazie a Saverio che Fabrizio torna a vivere.

Caterina mi è piaciuta meno. È una donna che va per i quaranta, eppure in alcune occasioni sembra una adolescente. Mi ha fatto tenerezza, sicuramente ho provato simpatia per lei. Però la sua impulsività mal si sposa con la sua età e la sua carriera professionale. Fabrizio invece è un bel personaggio.  Ha perso tutto, ma non molla.



Ultimo aspetto del romanzo che ho amato è la location. Qui ha prevalso la parte più sentimentale: San Gimignano è uno dei luoghi della mia infanzia. Leggendo le avventure di Fabrizio, mi sono ritrovata bambina e poi adolescente in giro per le strade del paesino toscano. Ho respirato nuovamente i profumi della campagna toscana… ho ripercorso i miei ricordi.



Non conoscevo questo autore, è stata una bella scoperta, anche se lo stile narrativo non mi è stato subito congeniale.



Libro consigliato a chi crede nelle “seconde possibilità”.


Ringrazio la Casa Editrice per avermi omaggiata della copia digitale di questo romanzo.


domenica 16 febbraio 2020

Segnalazione prossima uscita





In libreria dal 24 febbraio 2020


Torna Anna Premoli con il romanzo Molto amore per nulla, i cui diritti sono già stati opzionati da una grande casa di produzione cinematografica.

Autrice da 850 mila copie e regina del romanzo rosa in Italia, vincitrice del premio Bancarella con il suo romanzo d’esordio Ti prego lasciati odiare, pubblicata in 12 Paesi, Anna Premoli ha trasformato ogni suo romanzo in un bestseller ed è l’autrice di commedie romantiche più amata dalle lettrici. La delicata alchimia di romanticismo e ironia ha reso celebri le sue storie, che hanno il merito di aver rilanciato il genere chick-lit.


Viola Brunello ne ha abbastanza degli uomini. Avvocato d’affari e con uno studio avviato da poco, Viola non vuole perdere tempo a inseguire sogni romantici che in fondo al cuore ritiene del tutto irrealizzabili. Preferisce concentrarsi sulle sfide lavorative e sulla sua famosa “lista”, quella che ha compilato in una serata dall’elevato tasso alcolico. Sebbene l’idea sia nata per caso, ben presto Viola si lascia entusiasmare dall’idea di eliminare tutti i punti della sua “bucket list”: è così che decide di buttarsi in avventure che non pensava potessero proprio fare per lei…Una cosa è certa: le sfide filerebbero più lisce se Lorenzo Vailati, uno dei partner di una società che le ha da poco affidato un incarico, non avesse scoperto a sua volta il contenuto della lista e non ne fosse rimasto intrigato. Perché Viola ne ha abbastanza degli uomini. Di tutti, ma soprattutto di quelli come Lorenzo.





ANNA PREMOLI è nata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Ha lavorato per un lungo periodo per una banca privata, prima di accettare una nuova sfida nel campo degli investimenti finanziari. Ti prego lasciati odiare è stato per mesi ai primi posti nella classifica e ha vinto il Premio Bancarella. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurro, Finché amore non ci separi, Tutti i difetti che amo di te, Un giorno perfetto per innamorarsi, L’amore non è mai una cosa semplice, L’importanza di chiamarti amore, È solo una storia d’amore, Un imprevisto chiamato amore, Non ho tempo per amarti, L’amore è sempre in ritardo e Questo amore sarà un disastro. Sono tutti bestseller, tradotti in diversi Paesi. I diritti di Molto amore per nulla sono stati opzionati da una grande casa di produzione cinematografica.

venerdì 14 febbraio 2020

5 cose che… #55: 5 libri da leggere e regalare a San Valentino


5 cose che…, una rubrica nata dall’idea del blog Twins Books Lovers. A loro volta ripresa dalla Top Ten Tuesdays (per chi non la conoscesse, si tratta di una rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish, che prevede di inserire ogni settimana una lista di 10 "cose").


5 libri da leggere e regalare a San Valentino

San Valentino… e tutto ruota intorno all’amore, ai baci, ai cuori… A volte penso che tutto questo atteggiamento non sia poi espressione sincera, ma altre volte immagino che dedicare un giorno per dire Ti amo sia veramente bello. Quindi per “festeggiare” questo giorno ho pensato alle cinque storie che più di tutte mi hanno fatto battere il cuore, quelle che davvero ho sentito vicino a me. Insomma vi presento le 5 storie d’amore che mi hanno fatto emozionare.

Ho voglia di innamorarmi di Cassandra Rocca. Una favola d’amore che ti scalda il cuore.

L’incastro (im)perfetto di Colleen Hoover. Non mi stancherò mai di dire che questo romanzo è forse il mio preferito di questa autrice.

Ti aspettavo di Jennifer L. Armentrout. Credo sia stato il primo romanzo in cui mi sia lasciata affascinare dal protagonista maschile. Raramente mi lascio coinvolgere emotivamente, ma Cam è entrato davvero nel mio cuore.

Una Cenerentola a Manhattan di Felicia Kingsley, perché è romantica e perché è la mia favola preferita. Felicia poi è riuscita a farla vivere e diventare attuale.

Sorprendimi! di Sophie Kinsella, perché a volte in un matrimonio c’è bisogno di una “sorpresa”.

Come sempre ce ne sarebbero altri da indicare, ma mi fermo qui.

giovedì 13 febbraio 2020

Recensione #57: Cadrò, sognando di volare di Fabio Genovesi


Autore: Fabio Genovesi

Titolo: Cadrò sognando di volare

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 14 gennaio 2020

Pagine 298

Hai presente quando la radio passa la canzone che ascoltavi sempre alle superiori e ti immaginavi nel futuro, libero e felice di fare quel che volevi... be', se a sentirla il cuore ti si stringe e alla fine devi cambiare stazione, vuol dire che in quel futuro qualcosa non è andato come sognavi. Così è per Fabio, che ha ventiquattro anni e studia giurisprudenza. La materia non lo entusiasma per niente, ma una serie di circostanze lo ha condotto lì e lui non ha avuto la forza di opporsi. Perciò procede stancamente, fin quando - siamo nel 1998 - per evitare il servizio militare obbligatorio viene spedito in un ospizio per preti in cima ai monti. Qua il direttore è un ex missionario ottantenne ruvido e lunatico, che non esce dalla sua stanza perché non gli interessa più nulla e tratta male tutti tranne Gina, una ragazza che si crede una gallina. Diversi come sono, qualcosa in comune Fabio e don Basagni ce l'hanno: la passione per il ciclismo. Così iniziano a guardare insieme il Giro d'Italia e trovano in Marco Pantani l'incarnazione di un sogno. Un uomo coraggioso, tormentato e solo, che si confronta con campioni colossali che hanno il loro punto di forza nella prudenza e nel controllo della corsa. Pantani invece non fa tanti calcoli, lui dà retta all'istinto e compie sforzi immani che gli permettono di spostare il confine, "il terribile confine tra il possibile e l'impossibile, tra quel che vorremmo fare e quel che si può". Grazie a questa meravigliosa follia, Fabio e don Basagni troveranno in sé un'audacia sepolta e metteranno in discussione l'esistenza solida e affidabile che ormai erano abituati a sopportare. Fabio Genovesi ci racconta cosa vuol dire credere in qualcosa. Qualsiasi cosa. Che sia però magica e ci accenda, spingendoci avanti o da qualsiasi parte, senza progetti o direzioni già tracciate. Si rischia di cadere, sì, ma quando alla radio passeranno la canzone della nostra adolescenza allora, cantandola a squarciagola coi finestrini abbassati, di sicuro voleremo.





Fabio Genovesi ci racconta un avvenimento autobiografico, un ricordo che è talmente tanto assurdo da far ridere, ma, tra una battuta e un ricordo semiserio, ci parla direttamente al cuore. Mi sono trovata a riflettere sul valore delle scelte fatte, perché qui tutto ruota intorno a una scelta non fatta: quella di studiare giurisprudenza.

Fabio si trova a fare cose che in realtà non vuole; lui sogna la libertà che può dargli lo scrivere e invece deve studiare qualcosa che il destino ha scelto per lui. Un destino che si è portato via sua cugina. Praticamente si ritrova a percorrere le strade che voleva lei. E in questo percorso ad ostacoli, che è stato il suo, trova un parallelismo con un grande del nostro ciclismo: Marco Pantani.



Personalmente non seguo il ciclismo, lo trovo noioso, eppure Fabio è riuscito a farmelo amare. Ho persino ricordato le imprese di Pantani, che avevo distrattamente seguito al telegiornale.



In questo romanzo Fabio ci parla di libertà. Quella che provava ascoltando le fughe sulle montagne del suo idolo Pantani durante il Giro d’Italia. Sembra quasi che l’autore viva attraverso le gare di Pantani. Il grande ciclista ha tante caratteristiche in comune con Fabio, tanto che lui lo definisce il suo gemello.



Personaggio che mi ha incuriosito, a tratti mi è anche piaciuto, ma per lo più rappresenta un grande misero, è Don Basagni. Sembra una guida, qualcuno che ha talmente tanta esperienza che può essere un faro… ma il missionario non vuole questo ruolo e quindi rimane scostante e criptico nelle poche frasi che rivolge a Fabio. Una figura molto anticonvenzionale. Un prete così proprio non te lo aspetti.



Mi è piaciuto questo modo di intessere il racconto personale, i ricordi dell’infanzia e la storia di un personaggio famoso. La vita di Fabio e quella di Marco, seppur distanti, si intrecciano, quasi si toccano.

Inizialmente ho faticato un po’ con lo stile narrativo, mi sembravano appunti di diario buttati lì, sì ben collegati, ma spesso si saltava da un ricordo all’altro e faticavo a seguire il filo. Andando avanti con la lettura però, questa difficoltà è diminuita, perché ti immergi completamente in questo racconto. Ti lasci prendere dalle considerazioni che lo stesso Fabio fa. E spesso ho sorpreso me stessa a rivolgermi quelle domande implicite che trovi tra le sue parole.



Ringrazio la Casa Editrice per avermi omaggiata della copia digitale di questo romanzo.

martedì 11 febbraio 2020

Incontro con… Cinzia Giorgio


Mercoledì 5 febbraio 2020 alle ore 18 presso LaFeltrinelli di Roma ho partecipato alla presentazione del romanzo di Cinzia Giorgio: I migliori anni, edito Newton Compton editori.



Non ho letto il romanzo, ma ne ho sentito parlare entusiasticamente da Dolcissima, che ha avuto il privilegio di leggerlo in anteprima (recensione).



Nota: le parole dell’autrice in blu e in corsivo, le domande e le affermazioni di Luca Ricci in verde, quelle di Alessandra Penna in arancione.



Ad aprire l’evento c’è Alessandra Penna, l’editor che collabora con la Giorgio. Alessandra inizia a spiegare in quale modo questo romanzo abbia visto la sua genesi, raccontando l’episodio legato ad un pranzo durante il quale si trovava a parlare con Cinzia. Dopo aver accennato a questo momento personale, ella introduce il libro dando piccoli cenni caratteristici: Questo romanzo parla di una donna, una donna un po’ particolare. La donna protagonista è la nonna di Cinzia. Certo un po’ romanzato, ma fondamentalmente è una storia vera. È una donna che vive la storia degli ultimi anni del fascismo, siamo nel 1943. Matilde è una donna determinata, che ha delle caratteristiche molto forti.

Quindi è proprio Cinzia a raccontare il suo lavoro e anche lei parte proprio da quel pranzo citato poco prima da Alessandra: Durante il pranzo con Alessandra non facevo che raccontare di quello che mia nonna aveva fatto. Perché era una donna all’avanguardia. Così Alessandra ha proposto di portare alle stampe questa storia così avvincente.

Interviene quindi il moderatore di tutto l’evento, Luca Ricci, il quale parte subito facendo notare che l’avantesto del libro è un album di famiglia. Questo è un modo insolito di cominciare il racconto, perché noi siamo abituati a vedere la parte “documentale” al termine dello stesso. Luca suggerisce che questa modalità sia stata scelta intenzionalmente proprio per farci vedere le persone che poi si ritrovano nel romanzo. Sono le persone che Cinzia “ha ricamato” nel suo libro.

Luca: Il dato biografico nel tuo racconto è stato trasfigurato. Come hai usato la vita in questo romanzo?

Cinzia: Questo romanzo è nato più come un diario dei ricordi. Appuntavo per me le storie che nonna mi raccontava. Dopo aver perso nonna avevo accantonato questi ricordi, poi parlando con uno storico di Venosa mi sono accorta che dietro quei racconti c’era la Storia. Quindi i ricordi di mia nonna potevano essere lo spunto per un bel racconto. Ho quindi scritto il romanzo, ma poi l’ho lasciato da parte. Solo grazie ad Alessandra questo libro è diventato pubblico.

Luca: Questa storia familiare è poi stata veicolata anche dal tuo lavoro di storica. Insomma “non è la storia di mia nonna”. Nel romanzo è bella la struttura temporale; questa divaricazione tra il 1975 e il 1943 è lo spunto per inserire la parte romanzata sulla struttura della Storia, tanto che il romanzo si apre con un ricordo che ci presenta da subito la caratterizzazione di Matilde.

Cinzia: Il fatto che dà l’avvio al racconto è un episodio che mia nonna raccontava molto. È l’incontro con Achille Starace, ma soprattutto è la presentazione di mia nonna e del suo carattere forte e determinato. Mia nonna si lamenta con Starace perché le erano state rubate cinque lire. Il gerarca, presente al castello di Baia per una parata, si intrattiene con la bambina e, sentite le sue ragioni, le regala cinque lire. Mia nonna ha sempre conservato questa moneta. Questo elemento è così importante per me che inizialmente il romanzo si intitolava Cinque lire.

Luca parla di alcuni episodi del libro, senza fare spoiler (e qui, devo dargliene atto, è stato molto bravo perché ha messo curiosità, ma non ha detto troppo).

Luca: Matilde fa tante scelte, anche molto azzardate.

Cinzia: Matilde è una tosta. È una donna caparbia a cui la provincia sta stretta. Lei apparteneva a una famiglia in vista, è la figlia del vice prefetto. Matilde sa che la sua vita si può elevare solo grazie allo studio. Lei legge tanto e vuole studiare. Lascia la provincia per studiare alle magistrali. Matilde ha voglia di indipendenza.

Luca: Ma questa è anche una storia d’amore, un amore vero e perciò tragico. Matilde trova un tal Gregorio, che poi la accompagnerà per un po’ di tempo. Gregorio è la parte maschile in un romanzo che è molto femminile.

Cinzia: Gregorio è un bel personaggio, fa ciò che ci si aspetta che faccia. Non è il classico uomo di quegli anni. Gregorio è una persona molto coerente. Era una bella persona. Mia nonna continuava a ripetere che non tutte le persone che si amano stanno insieme. E questo mi aveva molto incuriosito, è così che ho trovato questa storia importante con Gregorio.

Luca: La vita non è fatta solo di scelte fatte da noi, c’è anche la persona giusta al momento sbagliato. Matilde e Gregorio sono personaggi forti che agiscono in un quadro vero.

L’elogio finale che Luca rivolge a Cinzia riguarda la sua “forma narrativa”; a seguito della lettura di un brano (lettura fatta da Alessandra), Luca fa notare quanto la narrazione sia cristallina e come non si abbia difficoltà a seguire il racconto.



Ci sono poi state domande da parte del pubblico alle quali l’autrice ha risposto in modo chiaro ed esaustivo. Ha fatto presente che questo suo romanzo ha poi forti basi storiche, tanto che le sono stati di supporto proprio i suoi studi di storica. Questo perché basarsi solo sui ricordi, anche di altri testimoni, avrebbe comunque portato in luce più le sensazioni e le emozioni che non la realtà. Quindi le ricerche documentali sono state una parte importante del suo lavoro.

In molte parti le hanno dato aiuto i suoi studi di storica. Cinzia con una battuta ha detto che la fatica più grande l’ha fatta con il capitolo 20, il capitolo che parla del bombardamento di Bari.

Poi si è soffermata sulla copertina che però è stata una scelta univoca dell’editore. Cinzia ha messo in evidenza che, sebbene la donna della copertina appartenga ad un’epoca diversa da quella narrata, non stride con il romanzo perché rappresenta una persona con un piglio deciso e determinato, come in fondo è la protagonista del romanzo.

Ultima cosa riguarda un vezzo personale dell’autrice. In tutti i romanzi, questo non fa eccezione, la Giorgio inserisce le letture fatte dai personaggi, questo perché presentare la mappa delle letture del personaggio ci permette di avere chiara la mappa del personaggio stesso. In questo caso è stata anche aiutata dal fatto che la nonna fosse una forte lettrice.



La presentazione è stato un bel momento e il tempo è davvero volato. Sono stata molto contenta di aver partecipato a questo evento.


L’autrice del bestseller La collezionista di libri proibiti e di Storia pettegola d’Italia, studiosa di Storia delle donne e direttrice di Pink Magazine, torna in libreria con un’appassionante saga familiare ambientata nell’Italia del Novecento. I migliori anni di Cinzia Giorgio narra la storia di una donna forte, piena di coraggio, che ha inseguito i suoi sogni e lottato per i suoi sentimenti. Attraverso i racconti autobiografici di sua nonna, l’autrice ha ricostruito in modo autentico e realistico le vicende della propria famiglia e dell’Italia negli anni di agonia del Fascismo.


Aprile 1975. A soli quarantotto anni, Matilde Carbiana sta per diventare nonna. Il nipote ha deciso di nascere proprio il giorno del suo compleanno. Eppure, quello che dovrebbe essere un momento di grande gioia pare turbarla. E il turbamento arriva da lontano…

Estate 1943. La cittadina di Venosa è occupata dai nazisti, che terrorizzano gli abitanti. Matilde, giovane e determinata, non ha intenzione di rimanere confinata nella provincia lucana: vuole convincere il padre, viceprefetto della cittadina, a lasciarla andare a Bari per completare gli studi. Fausto Carbiana accetta, ma a patto che la accompagni suo fratello Antonio. A Bari, nella pensione che li ospita, vivono altri studenti, tra cui Gregorio, un giovane medico. L’antipatia iniziale che Matilde nutre per lui si trasforma ben presto in un sentimento profondo. Ma la guerra e gli eventi avversi rischiano di separarli proprio quando hanno capito di non poter più fare a meno l’una dell’altro. Matilde si troverà suo malgrado di fronte a scelte più grandi di lei, che cambieranno per sempre la sua vita. E non soltanto la sua…