mercoledì 17 ottobre 2018

WWW Wednesday #15


Mercoledì: www… wednesday. Facciamo il punto delle letture di questa settimana!

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Cosa stai leggendo?

Sto leggendo Tuo, Simon di Becky Albertalli. Una lettura un po’ noiosa, benché avesse del potenziale (ahimè, rimasto sopito).



Cosa hai appena finito?

Ho appena terminato la lettura di un libro giallo divertentissimo La briscola in cinque di Marco Malvaldi. Subito prima ho finito di leggere un bel thriller psicologico: L’illusione della verità di Wendy Walker.



Cosa pensi leggerai in seguito?

Se sopravvivo, alla lettura di Tuo, Simon, leggerò Quanto ti ho odiato di Kody Keplinger, un romanzo da cui è stato tratto un film che mi è piaciuto (L’A.S.S.O. nella manica).

Ora sono curiosa di conoscere le vostre letture, raccontatemi un po’ di voi…

Angolo Vintage #2: La briscola in cinque di Marco Malvaldi




Oggi (17 ottobre 2018) è il secondo appuntamento con questa rubrica ideata da Chiara (La lettrice sulle nuvole). Lo scorso mese questa rubrica è piaciuta a molte altre blogger e quindi abbiamo deciso di fare, di volta in volta, un mini calendario (e qui ringraziamo Dolci, che è l’autrice delle immagini della rubrica).
Bene, passiamo a noi… Quale libro ho scelto per questo appuntamento? Ho deciso di leggere un romanzo che mi era stato suggerito (non chiedetemi perché, ma è successo proprio così) durante un Convegno di Matematica con l’università Bocconi di Milano. Durante una relazione, uno degli organizzatori suggerì alcuni romanzi che meritavano di essere letti e fra gli altri fu nominato questo: La briscola in cinque di Marco Malvaldi.  Come spesso accade, io ho segnato i titoli ripromettendomi di leggerli (alcuni li ho letti, altri sono ancora in attesa). Lo scorso anno a dicembre ho assistito ad alcune presentazioni di libri di Malvaldi durante la manifestazione Più libri più liberi a Roma. Sono rimasta affascinata dall’autore e quindi ho approfittato di questa rubrica per leggerlo.

Autore: Marco Malvaldi

Titolo: La briscola in cinque

Editore: Sellerio editore

Data di pubblicazione: 5 luglio 2007

Pagine: 163

La rivalsa dei pensionati. Da un cassonetto dell'immondizia in un parcheggio periferico, sporge il cadavere di una ragazza giovanissima. Siamo in un paese della costa intorno a Livorno, l'immaginaria Pineta, "diventata località balneare di moda a tutti gli effetti e quindi la Pro Loco sta inesorabilmente estinguendo le categorie dei vecchietti rivoltandogli contro l'architettura del paese: dove c'era il bar con le bocce hanno messo un discopub all'aperto, in pineta al posto del parco giochi per i nipoti si è materializzata una palestra da body-building all'aperto e non si trova più una panchina, solo rastrelliere per le moto". L'omicidio ha l'ovvio aspetto di un brutto affare tra droga e sesso, anche a causa della licenziosa condotta che teneva la vittima, viziata figlia di buona famiglia. E i sospetti cadono su due amici della ragazzina nel giro delle discoteche. Ma caso vuole che, per amor di maldicenza e per ammazzare il tempo, sul delitto cominci a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare il gruppo dei vecchietti del BarLume e il suo barista. In realtà è quest'ultimo il vero svogliato investigatore. I pensionati fanno da apparato all'indagine, la discutono, la spogliano, la raffinano, passandola a un comico setaccio di irriverenze. Sicché, sotto all'intrigo giallo, spunta la vita di una provincia ricca, civile, dai modi spicci e dallo spirito iperbolico, che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico modellato dalla televisione.




Alle prime battute del libro mi sono trovata a pensare a mio zio, che, da quando è andato in pensione (no, per essere precisi anche prima della pensione), si reca a giocare a carte nel bar del paesino toscano dove abita; infatti spesso lo si sente urlare dalla porta di casa “Io vo’ ai’ bar!”… Bene, forse aiutata da questo ricordo, ho letto il romanzo in un baleno e mi sono potuta ben immaginare la situazione. Avevo anche nelle orecchie il suono dell’intercalare toscano, tanto che spesso ho sorpreso me stessa a rileggere le frasi con quell'accento e a ridere di gusto (immaginavo ora uno zio ora l’altro, il “guaio” di essere di origini toscane!!!).

La briscola in cinque è ambientata sul litorale della Toscana, in un tipico paesino dove tutti sanno tutto di tutti, dove quando dici a qualcuno di non riferire una cosa puoi stare certo che diventa di dominio pubblico. «Il paese è piccolo… E la gente mormora», diceva Giorgio Faletti quando faceva il comico, e la stessa battuta viene ripresa all’interno del romanzo di Malvaldi, proprio a mo’ di battuta…

Ora, figuratevi questo paesino alle prese con un delitto, specie se questo delitto ha come vittima una bella ragazza del luogo, certo un po’ allegra nei costumi, ma pur sempre una “figliola” del paese. Mettiamoci poi che il commissario è un forestiero (è calabrese!!!) e allora appare chiaro che il vero detective, suo malgrado, diventa il barista, il quale ha l’unica colpa di aver trovato il corpo della ragazza nel cassonetto vicino al suo bar.

In questo romanzo giallo la storia diventa divertente, quasi comica. Il motivo lo si deve sia al linguaggio, che spesso è abbastanza colorito e tipico del dialetto toscano, sia ai protagonisti. I quattro vecchietti, che bivaccano al bar di Massimo, sono qualcosa di speciale. Sono quattro comari, che non fanno altro che commentare e fare battute, molto spesso manifestando i pregiudizi tipici dei “vecchietti” toscani, per i quali tutti sono fascisti e tutte le brutte cose le fanno gli stranieri. Si sente l’atmosfera razzista, che è quasi tipica dei piccoli paesini; lo stesso dottor commissario Fusco, che non brilla per intelligenza, è deriso per il fatto di essere di origine calabrese e quindi non viene tenuto in considerazione; diversa storia per il dottor Carli, che, essendo uno del paese, è degno di stima.

Ho divorato questo romanzo, è ben scritto; il delitto è ben strutturato e segui l'evolversi delle indagini con piacere, soprattutto ti affezioni a Massimo. Egli vorrebbe stare in pace, invece deve combattere con il nonno Ampelio (e i suoi amici) e poi si trova immerso nelle indagini di un delitto in cui si è trovato coinvolto a causa del ritrovamento del cadavere. Il suo bar si trasforma in confessionale o in commissariato a seconda delle situazioni, chiunque voglia informazioni passa di là, anche solo per sentire i commenti dei vecchietti. Ho amato i quattro vecchietti… Come i veri toscani avevano sempre la battuta pronta, la parolina adatta ad ogni situazione.

Un libro davvero godibile. Una lettura rilassante e che ti tiene ottima compagnia, consigliata veramente a tutti.



Blog che partecipano questo mese


martedì 16 ottobre 2018

Facciamo quattro chiacchiere #12


Oggi mi trovo a pensare che “finalmente ho scoperto il mondo delle biblioteche”! Sembra una cosa sciocca, ma non è così banale. Fino a questa estate, per me, le biblioteche erano dei luoghi sconosciuti. O meglio, conoscevo le biblioteche scolastiche, luoghi in cui ho versato lacrime e sudore ai tempi dell’università. Non avevo mai provato a frequentare le Biblioteche comunali.

Molto spesso mia cugina Sabrina mi diceva che lei non comprava i libri, ma li prendeva in prestito dalla biblioteca, poi quelli che preferiva li acquistava. Ero giustamente incuriosita, perché io continuavo a comprare libri o e-book, spendendo un capitale ogni mese (visto quanto leggo!!!).

Quando ho conosciuto Mariarosaria (Librintavola) anche lei mi ha raccontato che spesso i libri che recensiva li prendeva in prestito dalla sua biblioteca. Anzi mi ha anche detto che la sua biblioteca di fiducia era fornitissima.

Ora immaginate la mia curiosità? Questo mondo doveva essere speciale… Così mi sono decisa. Una volta, mentre accompagnavo mio figlio a scuola, ho visto che accanto al suo liceo c’è una biblioteca comunale. L’immagine dell’edificio è rimasta impressa nella mia mente, ma poi l’ho sepolta sotto tanti strati di impegni, lavoro, famiglia…

A giugno, un periodo più tranquillo per me, sono di nuovo passata davanti alla biblioteca, ma questa volta sono voluta entrare… vi lascio immaginare il mio stato d’animo. Ero affascinata!!!

Scaffali di libri, computer per la consultazione, salette studio, divanetti per la lettura, tavoli per la lettura e la consultazione… insomma il paradiso di una amante dei libri!!!

Il primo giorno mi sono limitata a guardare e a fare la mia richiesta di iscrizione. Poi sono tornata per prendere un libro… e da quel momento è stato “amore”.

Inoltre ho scoperto che la biblioteca non è un luogo silenzioso. È un luogo magico, dove spesso vengono organizzati eventi interessanti: laboratori per i ragazzi, cineforum, concerti, conferenze…

Ho scoperto che le Biblioteche sono luoghi fantastici, dovremmo tutti tornare a visitarle.

lunedì 15 ottobre 2018

Recensione #17: L'illusione della verità di Wendy Walker


Autore: Wendy Walker

Titolo: L’illusione della verità

Editore: Nord

Data di pubblicazione: 8 marzo 2018

Pagine: 322



Due sorelle scomparse. Una sola torna a casa, raccontando una verità sconcertante…

Quella sera, in casa scoppia una lite furiosa. Dopo le urla e i pianti, si avverte il rombo di un motore, poi il silenzio. La mattina seguente, le sorelle Tanner sono scomparse. L’auto della diciassettenne Emma viene ritrovata nei pressi della spiaggia: all’interno, solo la borsa e le scarpe della ragazza. Della quindicenne Cassandra, invece, nessuna traccia. Senza ulteriori indizi, le autorità vagliano tutte le ipotesi, per poi congelare il caso.

Tre anni dopo, Cassandra torna a casa… da sola. Racconta che lei ed Emma sono state rapite e tenute prigioniere su una misteriosa isola del Maine, senza telefono, televisione o elettricità. La sua versione dei fatti, però, è piena di buchi; in particolare, il racconto del giorno della scomparsa non coincide con le deposizioni raccolte dai detective. Sembrerebbe che la memoria della ragazza sia ancora compromessa dal trauma, eppure, per la psicologa forense Abby Winter, i conti non tornano. È successo qualcosa quella notte di tre anni prima, qualcosa che la famiglia Tanner sta tentando disperatamente di nascondere. In cerca di risposte, la dottoressa rivolge quindi lo sguardo verso la madre, il patrigno e il fratellastro di Cassandra. A poco a poco, nel quadro apparentemente perfetto di quella famiglia come tante, Abby intuisce inquietanti crepe e indizi che conducono lungo una strada costellata di menzogne, inganni e tradimenti. Una strada che Abby sarà costretta a percorrere, se vuole salvare Emma…

Dopo Non tutto si dimentica – romanzo d'esordio tradotto in oltre 20 Paesi –, Wendy Walker ci riporta tra le ombre più oscure dei rapporti familiari, con una storia che coniuga magistralmente suspense, introspezione psicologica e perturbanti colpi di scena.



Non è facile scrivere questa recensione e proverò a spiegarvi il perché... Sinceramente non so neanche come impostarla: il mio “solito schema” non mi è funzionale, quindi ho deciso di scriverla “di pancia”, lasciando parlare i miei più profondi pensieri.

Sono convinta del fatto che ogni libro abbia un proprio tempo per essere letto e forse questo libro non è arrivato nel momento opportuno. Perché l’ho letto? Beh, ho dovuto, fa parte di uno degli obiettivi della Challenge che sto seguendo e quindi non potevo esimermi.

L’illusione della verità è un thriller psicologico scritto in modo magistrale, dove la paura, la ricerca della verità, la soluzione del caso sono dosate e calibrate. I piani narrativi sono due. Il primo è quello di una delle protagoniste, Cassandra Tanner. È scritto in prima persona e ci fa vivere i suoi sentimenti di angoscia, dolore, soddisfazione, nonché i suoi piani di vendetta a tutto tondo. Il secondo è lo sguardo, forse non proprio obiettivo, della psicologa dell’FBI che collabora con l’investigatore, Abigail Winter. Questa parte è narrata in terza persona e cerca di farci vedere, in modo “distaccato”, il lavoro di indagine.

Personalmente ho preferito questa seconda parte. Abby riesce ad entrare nelle pieghe della mente di tutti i personaggi, compresa se stessa. Anzi, è forse il suo passato che la aiuta a risolvere il caso, a capire quale filo della matassa seguire e a trovare il bandolo meno prevedibile. Dalla metà del romanzo, quando un po’ la situazione cominciava a delinearsi, ho provato a fare delle ipotesi, che puntualmente venivano confutate; ero forse sulla giusta via per risolvere il caso, ma non avevo capito in pieno i meccanismi. Infatti, con un perfetto “colpo ad effetto”, l’autrice svela la soluzione dell'enigma, incasellandola perfettamente nei racconti di Cassandra e tra le deduzioni psicologiche di Abby.

Il “lavoro” psicologico e lo studio della malattia mentale sono ben inseriti nella narrazione ed è proprio questo grande risalto alla psicologia dei personaggi che mi ha spinto a continuare la lettura. Ammetto però che non mi ha del tutto coinvolta. Non ho provato emozioni. Continuavo a leggere la storia, senza però esserne attirata.

Termino questa mia opinione con una frase; l’ho scelta perché racchiude tutti gli aspetti del romanzo, nel senso che fa capire quanto, di fronte ad una storia, non sia possibile una versione univoca della sua interpretazione.

La nostra storia è composta da tanti pezzi.





venerdì 12 ottobre 2018

Recensione #16: La chimera di Praga di Laini Taylor


Il gruppo di lettura è giunto al termine… abbiamo terminato la lettura di questo romanzo…



Titolo: La Chimera di Praga

Autore: Laini Taylor

Pagine: 383

Editore Fazi

Data di pubblicazione: 11 febbraio 2016

Karou ha 17 anni, è una studentessa d'arte e per le strade di Praga, la città in cui vive, non passa inosservata: i suoi capelli sono di un naturale blu elettrico, la sua pelle è ricoperta da un'intricata filigrana di tatuaggi, parla più di venti lingue e riempie il suo album da disegno di assurde storie di mostri. Spesso scompare per giorni, ma nessuno sospetta che quelle assenze nascondano un oscuro segreto. Figlia adottiva di Sulphurus, il demone chimera, la ragazza attraversa porte magiche disseminate per il mondo per scovare i macabri ingredienti dei riti di Sulphurus: i denti di ogni razza umana e animale. Ma quando Karou scorge il nero marchio di una mano impresso su una di quelle porte, comprende che qualcosa di enorme e pericoloso sta accadendo e che tutto il suo universo, scisso tra l'esistenza umana e quella tra le chimere, è minacciato. Ciò che si sta scatenando è il culmine di una guerra millenaria tra gli angeli, esseri perfetti ma senz'anima, e le chimere, creature orride e grottesche solo nell'aspetto esteriore; è il conflitto tra le figure principi del mito cristiano e quelle dell'immaginario pagano. Nel disperato tentativo di aiutare la sua "famiglia" Karou si scontra con la terribile bellezza di Akiva, il serafino che per amore le risparmierà la vita.


La chimera di Praga è il primo romanzo di una trilogia fantasy scritta da Laini Taylor. È una storia che parla di ragazzi giovani o, meglio, apparentemente giovani. Di un legame che va al di là del tempo, dello spazio e delle differenze di razza. Un romanzo che parla di speranza.

La storia è ambientata a Praga, anche se poi ci trascina in posti lontani e misteriosi, alcuni di pura fantasia. Praga però è descritta in un modo magico che ti fa respirare l’atmosfera di questa città. Ti trovi a passeggiare con la fantasia per le sue vie e ad assaporare il loro gusto medioevale. Ammetto che il fatto di aver visitato Praga di recente mi ha fatto vivere meglio queste sensazioni.

Mi è piaciuta molto la caratterizzazione dei personaggi; quello che mi sta a cuore è Zuzana. Una ragazza vivace, delicata nell’aspetto… Solo nell’aspetto, perché ha un bel caratterino!!!

Ho amato sia Karou sia Akiva. Due ragazzi che sperimentano cosa vuol dire il vero amore, quel legame che senti e riconosci. Hanno sofferto per il loro amore e in gran parte questo sentimento è ancora in pericolo (del resto ci sono ancora due libri per farci capire come evolverà la loro storia…).

Immagine presa da Pinterest
Devo però ammettere che mi è piaciuta anche Madrigal, una figura che scopriamo solo alla fine del romanzo, ma che aleggiava già da prima nel racconto. I flashback che ci presentano il suo vissuto mi sono piaciuti molto.

Ma il mio preferito è Sulphurus. Avevo intuito che questo “mostro” non era un reale mostro; certo si capisce solo verso il finale la sua vera indole e il perché di alcuni suoi atteggiamenti, ma mi è piaciuto sempre. Ho provato del vero affetto per lui.

Al fianco di tutti questi aspetti positivi, devo sottolineare anche un neo… L’estrema lentezza della storia. In alcuni passi ho faticato a stare dietro al racconto. Ci sono capitoli che volano via, altri che ti trascini. Non per la lunghezza concreta, ci sono capitoli di tre righe e altri di massimo una decina di pagine, ma è la storia che si trascina dietro, come una persona che cammina strusciando i piedi.

Per quanto sia scritto bene, ben descritto e ben strutturato, con inserimento dei flashback al punto giusto, non mi sono trovata coinvolta. Tanto che, arrivata in fondo al romanzo, non ho avuto alcun desiderio di andare oltre, come se questo primo appuntamento sia fine a se stesso. Si capisce che il racconto va avanti, che c’è ancora tanto da scoprire, ma io non ho la minima curiosità.



Prima di salutarci voglio ricordare che l’8 dicembre 2018 al Più libri più liberi a Roma l’autrice sarà presente… io ho già deciso che sarò in prima fila!

giovedì 11 ottobre 2018

Purché sia di Serie!


Bene… ci siamo di nuovo… La lettrice sulle nuvole, Chiara, ha messo in moto i suoi cricetini (qualcuno dovrebbe darle un po’ di sonnifero!!!). Quindi, la nostra Comandante ha dato vita a una nuova rubrica dedicata alle Serie. E poteva lei dimenticare noi “socie”? Lo ammetto, ogni volta che su messenger vedo un messaggio di Chiara impallidisco. Il primo pensiero è: Che ha pensato stavolta? E poi le sue idee finiscono sempre per catturarmi, è bravissima a ideare rubriche o iniziative, ma ancor di più è bravissima a organizzare e seguire tutti.


Torniamo alla rubrica appena “partorita”: Purché sia di Serie! Beh, ormai lo sapete: io sono una lettrice seriale. Eppure, quando si seguono diverse serie, è facile tralasciare qualche “episodio”; questa rubrica ha l’obiettivo di farci proseguire le serie iniziate (sempre che non siano state interrotte dalla casa editrice…).

La rubrica consiste nel leggere, con una cadenza mensile, un libro facente parte di una serie già cominciata (quindi non il primo) e di parlarne sul blog, però con una recensione un po’ diversa dal solito.

Capiterà forse qualche spoiler, potrei cercare e dare risalto a fan-art o crearle io stessa, dare maggiore risalto ai personaggi che mi hanno colpito, magari confrontando la loro “crescita” durante l’evoluzione della serie.

Quindi: ogni 11 del mese troverete sui blog un libro che fa parte di una serie. Non sempre parteciperemo tutte, io questo mese non sarò tra coloro che presentano un “seguito”. Questa “prima volta” saranno coinvolti i seguenti blog:


Non mi resta quindi che dirvi di passare dai miei blog-amici e, per quel che mi riguarda, rimando l’appuntamento ad uno dei prossimi mesi. Non so se riuscirò ad unirmi alla compagnia già dal mese prossimo… C’è un’alta probabilità che io prenda parte alla rubrica da gennaio 2019… del resto “Anno nuovo, vita nuova”, no?

Però, ricordatevi questo appuntamento fisso: ogni 11 del mese ci vediamo per parlare di Serie.

mercoledì 10 ottobre 2018

Cover reveal: La mia rivincita sei tu di Manuela Ricci


Autrice: Manuela Ricci
Titolo: La Mia Rivincita Sei Tu (5’ volume serie The Bruins)
Data di uscita: 17 Novembre 2018
Già in pre order su Amazon dal 10 ottobre
Genere: Romance Sport Young Adult
Prezzo: Ebook 0,99
             Cartaceo 12,50



Trama

Perché alle volte non basta una sola partita per vincere…

Non è facile per Carter Kinney essere il Long Snapper dei The Bruins, specie se il suo tempo sta per scadere. Suo padre gli ha dato una sola possibilità per entrare a far parte di una delle squadre della NFL o dovrà tornare nella Silicon Valley a occuparsi degli affari di famiglia. Ma il grande salto sembra lontano per Carter, la fine dei Draft è ormai vicina. La sua preoccupazione però non è solo questa, a tormentarlo sono due occhi azzurri, capelli corvini e un carattere frizzante. Lui non dovrebbe nemmeno lontanamente pensare a Roxenne, la sorella minore di Mitch, il suo compagno di squadra, ma è inevitabile, come se il loro destino avesse deciso di correre tutte le yards di un’intera partita senza respiro. Carter però è impegnato, ha una ragazza, Stacia, alla quale è difficile rinunciare, specie se a tenerli legati non sono i sentimenti, ma un accordo scritto che non può essere ritrattato. Roxenne diventa quasi un bisogno impellente per Carter, dimenticare ciò che esploso fra di loro dopo la festa dei The Patriots è impossibile, anche se Roxenne non è disposta a spingersi oltre, fingendo che fra di loro non ci sia altro che una semplice amicizia e niente di più. Basta un attimo che sfugge rapido dalle loro mani per ribaltare le loro vite, le scelte e tutto ciò che è stata la loro esistenza fino a questo a punto. Perché alle volte il destino ha già vinto la sua partita e avere la rivincita è quasi impossibile.





Estratto

   «Rox, aspetta! Posso spiegarti» la supplico, rincorrendola lungo il viale di casa mia, i suoi capelli danzano fra la brezza dell’oceano, le braccia strette al petto e un cielo che in questo momento non sta coprendo le nostre teste ma nascondendo le nostre anime.

   «Non sarei dovuta venire, scusami» l’afferro dal gomito attirandola a me con prepotenza, con possesso, con tutto ciò che inizia a implodermi dentro e credo di impazzire mentre i suoi occhi si schiantano nei miei ricordandomi di esserci annegato da troppo tempo.

   «Da cosa stai scappando?» soffio contro la sua bocca, un sorriso leggero a incresparle le labbra carnose di un rosa caldo, intenso.

   «Da cosa dovrei scappare Carter?» domanda a sua vola sfidandomi. Resto in silenzio, come se le parole mi fossero state strappate e se le avesse risucchiate le onde del mare.

   «Come immaginavo» aggiunge quando il mio silenzio si condensa fra di noi colmando lo spazio che ci separa. Serro la mascella, i muscoli si tendono e sono pronto a scattare quando è lei a farlo per prima, a innalzare la solita barriera che ci separa.

   «Non sai quanto sia difficile starti vicino Rox…io, merda sto impazzendo» impreco con le mani che si perdono fra i capelli.

   «Siamo solo amici Carter, niente di più di questo, giusto?» sto per urlarle in faccia che si sbaglia, che ogni dannata notte resto a fissare il soffitto con la sua sola immagine a stagliarsi di fronte ai miei occhi. Sto per dirle che desidero perdermi in lei con la consapevolezza che sarebbe una follia, che noi lo saremo. Sto per dirle che il solo vederla aggirarsi fra il Campus e alle feste della squadra è una tortura estenuante, ma non lo faccio, non posso, perché la ragazza che mi aspetta dentro casa ha in mano la mia vita, la stessa che vorrei poter resettare per ricominciare tutto da zero. Perciò, anche se fa male da morire, la guardo dritta negli occhi e le dico:

   «Si Rox, siamo solo amici, hai ragione» annuisce, nello stesso momento in cui io caccio le mani in tasca, le volto le spalle e scappo, scappo dalla sola ragione che saprebbe farmela perdere in uno schiocco di dita. 



Biografia

Manuela Ricci, classe 1984. Vive a Budoni, un paesino turistico situato sulla costa orientale della Sardegna. Da ragazza frequenta il liceo classico, ma la sua più grande passione resta la scrittura. Fin da adolescente non fa altro che riempire il suo portatile di storie, finché un giorno si imbatte su una piattaforma on line, Wattpad, dove poter far leggere le sue storie. Dopo un anno pubblica i suoi primi romanzi: UN AMORE PROIBITO, appartenenti ad una trilogia, di seguito arriva anche la serie THE BRUINS che dopo mesi resta ancora ferma nella classifica dei Bestseller, con l’ultimo romanzo, LA MIA SFIDA SEI TU fra i più venduti. Madre di un bambino di sette anni, non abbandona la sua passione, e divide le sue giornate per essere una madre e una moglie di giorno e una sognatrice che dà vita ai suoi personaggi di notte. Torna su Amazon con i suoi giocatori di football per sperare di segnare un altro touchdown nei vostri cuori.