Bianca Luce di Claudia Santrolli: un’avventura fantasy tra magia e amicizia

Un viaggio tra magia, amicizia e crescita personale: Bianca Luce è un fantasy per ragazzi che parla di squadra, coraggio e scoperta di sé, accompagnando il lettore in un’avventura ricca di mistero e immaginazione.

 

Autore: Claudia Santrolli

Titolo: Bianca Luce

Editore: self publishing

Data di pubblicazione: 12 dicembre 2025

Pagine: 312

Ogni due generazioni, nei cinque angoli del pianeta, nascono cinque bambine destinate a proteggere la Magia Bianca. Quattro di loro sono le Custodi degli Elementi. La quinta è la Deade, discendente della Grande Dea e Custode dell'Akasha, l'essenza più profonda dell'universo. Bianca Luce ha un paio di insoliti occhi d'argento proprio come sua Nonna, ma non ha mai pensato di avere nulla a che fare con la Magia. Quando Miss May, un'eccentrica vecchina con la passione per i fiori, si presenta a casa sua la sera di Natale per portarla con sé, Bianca Luce scopre che il suo destino è legato a una battaglia ancestrale che minaccia l'universo intero. Insieme ad Abigail, Evangeline, Bani e Nadira, intraprenderà un viaggio straordinario, tra mondi segreti, creature incantate e nemici spietati. Ma un mistero si cela in un'antica profezia: solo una delle due Deadi Gemelle può risvegliare il potere della Dea Oscura. E se Bianca Luce non ha una sorella gemella... allora chi può farlo?


Bianca Luce è arrivato a me per caso, grazie a un messaggio dell’autrice che mi ha proposto una collaborazione. Ho accettato con entusiasmo, poiché si tratta di un romanzo fantasy per ragazzi in cui un ruolo importante è dato al valore dell’amicizia.

Bianca Luce, anche se porta il nome della protagonista nel titolo, è in realtà un romanzo corale: le vicende riguardano infatti un gruppo di cinque ragazzine. La storia si conclude con un cliffhanger e non nego che mi piacerebbe vedere nuovamente in azione queste intrepide ragazze.

Ho apprezzato molto il fatto che il romanzo sia perfettamente inserito nel mondo contemporaneo: ci sono tanti riferimenti alla vita quotidiana e anche a film e prodotti televisivi che mi hanno subito riportato alla mia infanzia. Allo stesso tempo, però, la storia ci trasporta in un mondo al di fuori del tempo e dello spazio, dove la magia ha un ruolo importante.

Le nostre cinque eroine dovranno imparare a conoscersi e a diventare una vera squadra per collaborare e arrivare alla soluzione dell’enigma. Non posso svelare di più, rischierei di togliere il gusto della lettura. Posso solo dire che il romanzo contiene tutti gli elementi di un bel fantasy per ragazzi: troviamo la lotta tra il Bene e il Male e la ricerca di qualcosa che possa servire a salvare il mondo.

È proprio la ricerca di questo misterioso elemento che porterà Bianca Luce e le altre ragazze a intraprendere un viaggio magico e avventuroso, durante il quale metteranno a frutto i loro talenti e le loro qualità, ma soprattutto scopriranno l’importanza della collaborazione. È durante questo percorso che da sconosciute diventeranno vere amiche. Affronteranno le loro paure, i dolori del passato e si proietteranno verso il futuro.

Molto curata è la caratterizzazione dei personaggi. Ognuna delle cinque ragazze ha la sua storia e il proprio temperamento, guidato anche dall’elemento che domina. In alcuni momenti questa caratterizzazione può sembrare un po’ stereotipata, ma non disturba più di tanto: anzi, ci si abitua talmente ai tratti distintivi di ciascun personaggio che alla fine ci si aspetta che alcune frasi vengano dette proprio da quella determinata ragazza.

La forte personalizzazione aiuta anche a immaginare bene l’aspetto dei personaggi, compresi quelli che ruotano intorno all’avventura.

In alcuni passaggi l’ambientazione fa venire in mente il mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie, mentre in altri ci troviamo in un’atmosfera che ricorda Harry Potter, soprattutto per quanto riguarda la ricerca del manufatto e le creature magiche che si incontrano. C’è anche un richiamo al film La storia infinita, perché Pan ricorda molto il Fortunadrago Falkor. Possiamo dire che, in alcuni momenti, ci troviamo persino nel magico mondo delle Winx!

Ho apprezzato la storia raccontata dall’autrice, Claudia Santrolli, e trovo che il racconto sia molto adatto a un pubblico giovane. Il linguaggio è adeguato e anche le scene in cui il sentimento predominante è la paura non risultano eccessivamente spaventose, ma lasciano il giusto grado di inquietudine. Sono presenti anche momenti divertenti e scene in cui i ragazzi possono facilmente immedesimarsi, spesso legate a momenti di vita quotidiana.

L’aspetto che ho trovato più difficile riguarda la lunghezza dei capitoli. Alcuni sono molto lunghi, arrivando anche a quasi trenta pagine e spesso non ci sono pause naturali dell’azione in cui interrompere la lettura. Se da un lato la storia invoglia ad andare avanti, dall’altro alcuni giovani lettori potrebbero faticare a terminare il capitolo (in certi momenti è capitato anche a me!).

Benché la storia nel complesso sia piacevole, ci sono alcuni passaggi che rendono un po’ più difficile seguire il filo della narrazione. Forse anche a causa della lunghezza dei capitoli, a volte si rischia di perdere un po’ il ritmo della storia.

Un aspetto che ho fatto fatica a ignorare sono stati i numerosi refusi: parole mancanti, parole ripetute, dialoghi in cui non sempre è chiaro chi stia parlando e qualche concordanza maschile/femminile non del tutto corretta. In un libro per ragazzi tendo a tollerare ancora meno questi errori, perché possono creare difficoltà proprio ai lettori che stanno formando la loro competenza di lettura.

Concludendo, posso affermare che la storia ha un potenziale molto alto: è un racconto che lascia la curiosità di scoprire cosa accadrà in seguito. Mi piace molto il fatto che sia un romanzo per ragazzi che affronta temi importanti come il dolore per la perdita di persone amate, il bullismo e il rispetto per il diverso.

Nel complesso salvo quindi la storia narrata, che trovo interessante e ricca di spunti, anche se ci sono alcuni aspetti editoriali che avrei preferito vedere più curati.

Menzione d’onore alla copertina, che è davvero spettacolare.

Consigliato a giovani lettori che siano già abbastanza abituati a leggere: il romanzo è lungo e piuttosto impegnativo. Se dovessi consigliare l’età, direi che è adatto da 10 anni in su.

Ringrazio l’autrice che mi ha omaggiata della copia cartacea del suo romanzo.





 

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