martedì 31 dicembre 2019

Book Tag #16 READ BOOK TAG 2019


Oggi con Dolcissima (cliccate sul nome per leggere il suo articolo) vi presentiamo un book tag per raccontarvi le nostre letture di questo 2019.


1. Qual è il primo libro che hai letto nel 2019?



Il primo romanzo che ho letto quest’anno è stato Ho sposato un maschilista di Joanne Bonny. Un romanzo divertentissimo. Sono state 510 pagine di divertimento.


2. Qual è il libro più breve letto nel 2019?



Il secondo lavoro di Babbo Natale di Michele D’Ignazio. Un racconto per bambini con delle illustrazioni meravigliose.


3. Il libro più voluminoso?



Il primo dell’anno: Ho sposato un maschilista.


4. Quale libro ti ha sorpreso positivamente?



Sono indecisa fra due, che mi sono piaciuti per motivi diversi e per motivi diversi mi hanno sorpresa. Il primo che mi ha toccata è stato Quello che non siamo diventati di Tommaso Fusari. Forse perché parla del rapporto complicato che c’è tra fratelli. L’altro è L’anno in cui imparai a leggere di Marco Marsullo, perché presenta una realtà decisamente moderna e pone al centro il benessere e la serenità di un bambino.


5. Quale libro apprezzato da molti a te non è piaciuto?



Sinceramente non saprei. Ho letto alcuni romanzi che non mi hanno del tutto convinta, ma non saprei dire se da altri sono stati molto apprezzati.


6. Parla di un autore/autrice che hai letto per la prima volta nel 2019



Ho letto tanti nuovi autori. Molti dei quali mi hanno regalato bellissime emozioni. Però, se devo parlare di un solo “nuovo autore”, dico
Alice Basso. Ho letto durante l’estate tutta la serie che vede protagonista Vani Sarca e mi sono innamorata di questa ghostwriter, che fa tanto la dura e vuole apparire disinteressata a tutto e a tutti, ma che, sotto sotto, ha un cuore grande e sa donare affetto a tutti coloro che le stanno vicino. Va bene, poi c’è Berganza, il mio mito.


7. Parla di un libro che hai letto tutto d'un fiato.



Due cuori in affitto di Felicia Kingsley. Adoro questa autrice, è capace di farmi ridere e sognare contemporaneamente. Ho letto il suo romanzo in un soffio, un po’ perché lo stile di Felicia è molto scorrevole e piacevole, un po’ perché mi ha talmente catturato che non riuscivo a staccarmi.


8. C'è un libro che ti è stato consigliato da qualcuno e ti è piaciuto tanto?



Non ho dubbio alcuno: L’anno in cui imparai a leggere di Marco Marsullo. Me lo ha consigliato la zia LIBBBRI. Un consiglio meraviglioso, ma devo ammettere che tutte le volte che Laura (La Libridinosa) mi consiglia un libro ci prende sempre. Sotto suo suggerimento ho sempre letto storie belle e coinvolgenti. Ecco, di solito Laura mi consiglia libri che mi fanno emozionare.

sabato 28 dicembre 2019

The Best Book of… 2019


Quest’anno Simo Simis (Il mondodi SimiS) mi ha coinvolta in questa iniziativa. Simo ha curato sia l’organizzazione sia la grafica di questo evento.

Questo post vuole quindi essere una sorta di recap delle letture dell’anno che sta per concludersi e, per farlo, si è scelto di utilizzare uno stile diverso, simile ad una vera e propria premiazione hollywoodiana.

Ogni blog partecipante stilerà la propria “classifica”, assegnando il premio di Best of ad un solo libro per categoria. Quest’anno le categorie sono 25, scelte tramite sondaggio tra i blog partecipanti.

Chiaramente, io non ho letto tutti i generi che sono stati proposti, ma ho voluto partecipare dando il mio voto nelle categorie che rientrano nelle mie letture.

Ecco i miei “premiati” per le categorie selezionate…

Romance o romanzo rosa. Sono i romanzi che parlano di storie d’amore.

Il romanzo rosa è uno dei miei generi preferiti. È il genere che prediligo quando ho voglia di leggere un libro che mi faccia compagnia. Quest’anno uno dei miei libri preferiti della categoria è stato sicuramente L’amore secondo me di Cassandra Rocca.

Historical romance. Romanzi le cui storie sono ambientate prima del 1945.

Purtroppo non ho letto romanzi per questa categoria, forse perché non amo molto gli storici in generale.

Erotico. Romanzi in cui le scene di sesso sono molto esplicite.

Pur non amando questo genere, quest’anno ho letto alcuni romanzi di questo tipo. Credo che quello che ho preferito sia stato Vicious – Senza pietà di L.J. Shen.

Dark romance. È un genere che è arrivato recentemente anche da noi. Non è per tutti. È un genere duro, con tematiche molto forti che spaziano dalla violenza, agli stupri e al sesso promiscuo. Insomma non è un genere per persone sensibili.

Non amo proprio questo genere. Non ho letto nulla per questa categoria.

Chick-Lit. È un’espressione inglese che deriva da chick, termine informale per "ragazza" derivato da chicken ("pollastrella"), e lit, abbreviazione di literature ("letteratura"). Con questa denominazione si definisce un genere letterario emerso negli anni novanta. Il romanzo Chick-Lit è un romanzo rosa, ma tende a essere umoristico e post-femminista. Le protagoniste sono di solito donne dinamiche, alla moda, fra i venti e i quarant'anni, che vivono in grandi città.

Ho letto la regina del chick-lit, Sophie Kinsella, ma mi ha delusa. Ho però letto una autrice che sta superando in bravura la regina del genere. Il mio premio va sicuramente a Due cuori in affitto di Felicia Kingsley.

M/M. Male/Male. Sono storie d’amore con protagonisti uomini.

Ecco una casella nuova che si riempie. Non avevo mai letto questo genere, mentre quest’anno ho deciso di leggere alcuni romanzi di questo tipo. Quello che mi è piaciuto di più è stato Dimmi chi sei di Giacomo Assennato.

New Adult. Molto simile agli YA, le differenze stanno nell’età dei protagonisti, che va dai 18 ai 25 anni, e nelle tematiche, che si fanno più forti senza mai sconfinare nel volgare. Hanno una sfumatura più matura rispetto agli YA.

Sei il mio danno di Jamie McGuire.

Libri per ragazzi. Romanzi rivolti a ragazzi, adolescenti.

Sentirai parlare di me di Sara Rattaro. Un bel libro che parla della storia del giornalismo.

Libri per l’infanzia. Romanzi rivolti ai più piccoli.

Il secondo lavoro di Babbo Natale di Michele D’Ignazio. Un bel racconto natalizio per i bambini, con delle illustrazioni fantastiche.

Narrativa. Con questo termine si indicano romanzi o racconti che non abbiano specifiche connotazioni.

Qui ne ho tre a pari merito e sarebbe doloroso per me scegliere, quindi li metto tutti e tre: Quello che non siamo diventati di Tommaso Fusari, So che un giorno tornerai di Luca Bianchini e L’anno in cui imparai a leggere di Marco Marsullo. Tre romanzi molto diversi, ma tutti hanno come tema centrale le relazioni all’interno di una famiglia. 


Classici. Dare una definizione di questa categoria è un po’ difficile. Sono romanzi dedicati ad un pubblico generico. Solitamente è un genere legato alla tradizione.

Non amo molto leggere i classici, quindi quest’anno non ho letto nulla di questa categoria.

Romanzo storico. È un'opera narrativa ambientata in un'epoca passata. L’autore cerca di ricostruire le atmosfere dell’epoca narrata raccontando gli usi, i costumi, la mentalità e la vita in generale, così da farli rivivere al lettore.

Pur non essendo un’amante del genere, quest’anno ne ho letti alcuni. Quindi il mio premio va a L’apprendista di Goya di Sara di Furia. Un bel romanzo storico con un giallo da risolvere. Molto ben strutturato ed interessante.

Mistery. Si tratta di romanzi thriller in cui, più che al piano dell’investigazione, si presta attenzione alla psicologia dei personaggi, alla loro disfunzionalità. Solitamente sono storie a più livelli.

Il mio mito: Angela Marsons con Le verità sepolte (D.I. Kim Stone #6). Tutta la serie è bellissima, cito questo solo perché è il più recente come uscita.

Thriller. È un genere carico di suspense. La trama parte con la scoperta di un crimine e si sviluppa con la ricerca dei colpevoli. Solitamente il finale è chiarificatore.

Le bambine dimenticate di Sara Blædel.

Horror. È un genere narrativo che nasce dall’innesto del soprannaturale sulla realtà quotidiana e suscita nel lettore sentimenti di repulsione istintiva e terrore.

Non leggo horror.

Epic Fantasy. È un genere i cui elementi dominanti sono il mito, il soprannaturale, l'immaginazione, l'allegoria, la metafora, il simbolo e il surreale.

Ho letto alcuni fantasy, ma erano romanzi soprattutto rivolti ai ragazzi. Quindi anche questa categoria rimane senza premio.

Urban Fantasy. È un sottogenere del fantasy, di cui ha chiaramente le caratteristiche ma dal quale si differenzia perché ha delle limitazioni spaziali; infatti gli elementi fantastici sono strettamente legati agli ambienti urbani.

Non ho letto nulla di questa categoria.

Fantascienza. È un genere letterario, estesosi poi al cinema, in cui l’elemento narrativo si fonda su ipotesi o intuizioni di carattere più o meno plausibilmente scientifico e si sviluppa in una mescolanza di fantasia e scienza.

Anche qui non posso dare il mio premio.

Distopico. Sono storie di fantasia ambientate in un mondo post-apocalittico, dove la tecnologia ha una parte preponderante.

Non posso dare un premio perché quest’anno non ho letto nessun romanzo di questo genere.

Steampunk. Genere che appartiene alla letteratura fantastica. Sono romanzi in cui è presente una tecnologia anacronistica, cioè dove le avanzate tecniche e le strumentazioni avveniristiche si innestano in un arco temporale storico.

Non leggo questo genere.

Paranormal. È un termine con il quale si indica un sottogenere del fantasy e in particolare del fantasy contemporaneo. Solitamente sono storie ambientate nel mondo reale e, generalmente, nella nostra epoca. Si caratterizzano per la presenza di elementi e creature paranormali ed esoteriche.

Non ho letto nulla.

Retelling. Sono romanzi che reinterpretano le antiche favole.

Quest’anno non ho letto nessun retelling.

Biografia/Autobiografia. È un testo che “racconta” la vita di una persona e può essere a carattere narrativo o di saggio.

Nessun libro letto per questa categoria.

Graphic novel. Romanzi a fumetti.

Purtroppo non ne leggo.

Humor. È un genere letterario caratterizzato dalla presenza di umorismo; descrive la realtà enfatizzandone alcuni aspetti e facendone una vera e propria parodia, che ha lo scopo di divertire il lettore, ma anche di farlo riflettere su un determinato aspetto della realtà.

Amo i libri divertenti. Quest’anno però ho letto solo un romanzo con queste caratteristiche, ma non me la sento di premiarlo.

Romanzo psicologico. Nel romanzo psicologico viene messa in risalto la parte inconscia, psicologica, dei personaggi.

Ho letto alcuni thriller psicologici, ma un romanzo psicologico nel senso generale no. Quindi non posso dare il premio per questa categoria.

Raccolta di racconti/Antologia

Ho letto alcune raccolte di racconti, ma sinceramente non me la sento di premiarne nessuna.

Ho messo alcuni “chiarimenti” sul genere rappresentato dalla categoria. Ho cercato di fare chiarezza anche in me stessa per stabilire quale fosse il titolo più adeguato a rappresentare una categoria piuttosto che un’altra. Per trovare le informazioni ho preso come riferimento il sito della Treccani e poi anche Wikipedia.

venerdì 27 dicembre 2019

5 cose che… #52: 5 libri migliori letti nel 2019


5 cose che…, una rubrica nata dall’idea del blog Twins Books Lovers. A loro volta ripresa dalla Top Ten Tuesdays (per chi non la conoscesse, si tratta di una rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish, che prevede di inserire ogni settimana una lista di 10 "cose").


5 libri migliori letti nel 2019

Giunti ormai a fine anno, siamo sempre lì a fare bilanci su ogni cosa e qui facciamo quello relativo ai 5 libri migliori letti in questo 2019.






So che un giorno tornerai di Luca Bianchini,






Quello che non siamo diventati di Tommaso Fusari,





Colpo su colpo di Riccardo Gazzaniga,





L’anno in cui imparai a leggere di Marco Marsullo


e tutta la serie di Alice Basso con protagonista Vani Sarca, perché dal primo all’ultimo sono tutti bellissimi. Il mio preferito è il terzo: Non ditelo allo scrittore. Però tutta la serie è meravigliosa ed è scritta in modo magistrale.

Non li ho inseriti in ordine di preferenza, ma semplicemente in ordine di lettura; non riesco a dire quale tra questi cinque io abbia preferito. Ognuno mi ha lasciato qualcosa in termini di emozioni e di riflessione personale. Grazie a questi libri sono un po’ cresciuta e tutti mi hanno fatto vivere sensazioni forti. Per alcuni ho anche pianto. Altri mi hanno devastato il cuore. Tutti rappresentano però delle letture che sono felice di aver fatto.

Quali sono i vostri libri più belli letti in questo anno? Io spero ardentemente di leggere romanzi meravigliosi anche durante il prossimo anno.


martedì 24 dicembre 2019

Recensione #49: Volevo essere Maradona di Valeria Ancione


Autore: Valeria Ancione

Titolo: Volevo essere Maradona

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 14 maggio 2019

Pagine: 189



Non è facile la vita se sei femmina fuori e calciatore dentro. Patrizia però ha talento da vendere, non demorde e imbraccia il suo pallone come uno scudo, senza fermarsi davanti a niente e nessuno: né davanti alla madre, che le ripete di continuo di scendere dalle nuvole e studiare, né davanti ai ragazzi della borgata, convinti che una femmina non possa giocare a calcio. Grazie alla sua tenacia entra in una vera squadra e, di sfida in sfida, il suo sogno spicca il volo, portandola lontano, tra serie A e Nazionale. Patrizia però non dimentica mai il vero significato che ha per lei il pallone: è un rifugio, un amico fidato, un'ancora di salvezza negli anni dell'adolescenza. In una parola: è tutta la sua vita. Una storia vera, che tra realtà e finzione ci accompagna nella vita di una ragazza che ha fatto del calcio la sua più grande avventura. Il racconto di un sogno straordinario, la prova che sulle ali di un sogno chiunque può volare.






Volevo essere Maradona è un libro per ragazzi e racconta la biografia di Patrizia Panico, una calciatrice. È una biografia romanzata che focalizza l’attenzione sulla bambina Patrizia, che sogna di giocare a calcio come professionista.

A parte il fatto che parla della Lazio e io sono giallo-rossa nel midollo, questo romanzo è veramente bello. Si rivolge ai ragazzi che hanno un sogno e li sprona a lavorare per raggiungerlo.

La Ancione ci racconta di quella che è stata la voglia di arrivare a realizzare un sogno, della fatica fatta per raggiungere il traguardo. Ci racconta la vita della giovane Patrizia, una ragazzina di borgata. Patrizia deve superare tanti piccoli e grandi dolori, come la separazione dei genitori, le difficoltà nello studio, le ore di fatica degli allenamenti.

Ci sono poi delle pagine stupende che descrivono il bellissimo legame tra Patrizia e la sorella Sabrina…



Nella nostra totale diversità restiamo sempre l’incastro perfetto, non ci sfugge nulla dell’altra.



Raccontando la vita di Patrizia, vengono messi in evidenza tanti aspetti della vita dei ragazzi. Patrizia (attraverso le parole scritte da Valeria Ancione) illustra quello che significa per lei l’amicizia con i ragazzi del pratone, Mirko e Checco, la lealtà nel tifo e il rispetto delle regole, anche quelle del calcio.



Mi sono piaciute tanto le parole che ha poi scritto Patrizia stessa al termine della storia. Sono parole che voglio trascrivere qui perché siano da sprone ai ragazzi. Patrizia spinge i ragazzi a sognare e a lottare per realizzare i loro sogni. E sinceramente questo è l’augurio più bello che si possa fare ai ragazzi.



Vivere di sport, qualsiasi esso sia, non è una scappatoia al “non so che fare” perché è davvero difficile, serve moltissima determinazione, ma significa anche dare voce alle proprie pulsioni, al coraggio e ai sogni per trasformarli in desideri.



Consiglio questo romanzo con tutto il cuore ai ragazzi e alle ragazze che desiderano realizzare il loro sogno di diventare campioni. Campioni si può diventare solo se si è disposti a lavorare sodo, a sacrificarsi. 

domenica 22 dicembre 2019

Segnalazione: Uscite del 2 gennaio 2020 per Newton Compton


E sì, già sto pensando al nuovo anno… Ecco che vi presento due uscite che ho già deciso di leggere. Sono due libri diversi per genere e per argomento, ma entrambi hanno attirato la mia curiosità. Sono entrambi pubblicati dalla Newton Compton editori.


Il primo che vi presento è un libro che tratta un argomento non facile, parte della nostra storia “recente”.

Otto B Kraus


IL MAESTRO DI AUSCHWITZ

3.0 
In uscita il 2 gennaio 2020
Traduzione: Laura Miccoli

Pagine: 288
Prezzo: € 9.90
E-book: € 5.99

Un romanzo autobiografico ispirato alla vita del suo autore, Otto B Kraus, che durante la sua prigionia ad Auschwitz sfidò le regole dei nazisti e diede lezione di nascosto ai bambini ebrei raccolti nel Blocco 31.

«Impressionante. Quando ho letto il manoscritto ho pensato che dovesse essere assolutamente pubblicato.»
Elie Wiesel

«Fa commuovere profondamente. Questo libro è parte di una memoria collettiva che deve essere preservata.»
Yossi Sarid, ex ministro dell’istruzione israeliano

«È fondamentale che storie come questa vengano pubblicate. Mi aspetto che questo libro diventi un bestseller.»
Judith Kestenberg

«Otto Kraus unisce un talento narrativo eccezionale alla potenza di un’esperienza personale incredibile, tra le baracche immerse negli orrori di Auschwitz. Da oggi in poi il suo nome entrerà di diritto tra gli scrittori fondamentali del ventesimo secolo.»
Antonio Iturbe
Alex Ehren è uno dei prigionieri di Auschwitz-Birkenau. Ogni giorno che passa la lotta per sopravvivere all’orrore del campo di concentramento si fa sempre più dura. Eppure Alex ha deciso di contravvenire agli ordini dei suoi spietati aguzzini e, di nascosto, dà lezione ai bambini raccolti nel famigerato Blocco 31. È un piccolo gesto di coraggio, che ha però un incredibile valore sovversivo, perché è il solo modo per tentare di proteggerli dalla terribile realtà della persecuzione che sperimentano sulla propria pelle. Eppure, insegnare ai bambini non è l’unica attività proibita a cui Alex si dedica…
Questo romanzo è ispirato alla vera storia di Otto B Kraus, che durante la prigionia nel campo di concentramento osò sfidare le inflessibili regole imposte dai nazisti e creò per i suoi piccoli allievi un’oasi di normalità.

OTTO B KRAUS è nato nel 1921 a Praga. Lui e la sua famiglia furono deportati nel maggio 1942 nel Ghetto Terezin e da lì ad Auschwitz. Fu tra i mille uomini inviati nel campo di concentramento di Schwarzheide-Sachsenhausen in Germania. Dopo la guerra, tornò a Praga dove apprese che né i suoi genitori, né suo fratello erano sopravvissuti. Si iscrisse all’università per studiare Letteratura, Filosofia, Inglese e Spagnolo. Ricevette una modesta borsa di studio e iniziò a ricostruire la sua vita. È morto il 5 ottobre 2000, a casa, circondato dalla sua famiglia.


L’altro romanzo che vorrei leggere è di una autrice che lo scorso anno mi ha fatto molto divertire con il suo romanzo di esordio.

JOANNE BONNY

CI VEDIAMO DOMANI

SE NON PIOVE

Anagramma 
Pagine: 288
Prezzo: € 9.90
E-book: € 4.99

Dopo il romanzo d’esordio Ho sposato un maschilista, che è diventato un bestseller, arriva in libreria Ci vediamo domani se non piove di Joanne Bonny, una nuova commedia romantica, brillante, divertentissima. Autrice che proviene dal fantasy e dai libri per bambini, Joanne Bonny ha scritto sulla piattaforma wattpad prima di arrivare al successo con il genere rosa.

«Ironia e romanticismo conquistano i lettori.»
La Lettura

«Perché non farci un film? Romantico senza essere sdolcinato, esilarante e piacevole. Una brava autrice.»

Ma dai, che sarà mai organizzare una mostra di un artista ucraino sconosciuto che ritrae solo animali spappolati? In fondo sei la direttrice della nuova galleria di arte contemporanea in Brera a Milano e questa mostra sarà solo… determinante! Non è facile addormentarsi quando i pensieri si scontrano e rimbalzano come tante palline di un flipper, e la testa di Sara sta letteralmente andando in tilt. E come se non bastasse l’ansia da inaugurazione, ci si è messa anche sua madre, che vuole trovarle un fidanzato… Proprio a lei, che sogna l’amore quello vero, romantico, con la A maiuscola, quello che capita una volta sola nella vita. Se e quando, però, non è dato saperlo… La sera dell’inaugurazione è arrivata e Sara non deve distrarsi se vuole che tutto vada per il verso giusto… ma chi è quel tipo che sta denigrando senza mezzi termini le opere esposte facendo ridere tutti? No, no, Sara, non è così che doveva andare…

JOANNE BONNY è nata a Milano nel 1986, con un altro nome. Lo pseudonimo nasce dalla sua passione per i pirati. È stata finalista al Premio Il Battello a Vapore con un libro per bambini. Ho sposato un maschilista è il primo libro pubblicato dalla Newton Compton divenuto un vero e proprio caso editoriale. Ci vediamo domani se non piove è il suo secondo romanzo.

sabato 21 dicembre 2019

Recensione #48: I Love Mammy in Montecarlo di Silvia Alonso

Ringrazio anche l’autore per avermi omaggiata della copia digitale del romanzo.



Titolo: I Love Mammy in Montecarlo - Come sopravvivere a una vita glitter -

Autore: Silvia Alonso

Editore: Genesis Publishing

Data di uscita: 16 dicembre 2019



“Se nell’arco di centro metri c’è un problema, io ci scivolo sopra come su una buccia di banana. Fin qui tutto bene. Normalmente mi immaginerei di essere su una tavola da surf e navigherei serena... Il problema è che, onde a parte perché siamo al mare, a Montecarlo non esistono le bucce di banana. E quindi, al solito, lo sporco lavoro di metterle in giro deve toccare a me. Un po’ come i piccioni, del tutto introvabili perché vietati dalla Costituzione: finché non la fanno profumata, qui al massimo sono tollerate solo le tortore. Con netta preferenza per le bianche colombe, che ve lo dico a fare? Ça va sans dire.”



Non è facile sopravvivere a una vita glitter. Perché, come giustamente ricorda il proverbio, se l’abito non fa il monaco e una rondine non fa primavera, una rondine monegasca sul giusto abito già può candidarsi a icona chic dell’universo modaiolo. Un universo in cui si muove disinvolta e sagace la protagonista del romanzo, Sylvie Labella, brillante mamma italiana dall’ironia tagliente e dalla simpatia travolgente. Tranne il fatto che, tacco dodici a parte (l’unico a essere perfettamente sincronizzato con “la Città dei Glitter”), Sylvie si sente un pesce fuor d’acqua. Uno di quelli che ha difficoltà ad andare d’accordo persino coi pesci meno grossi del Museo Oceanografico, principale attrazione turistica della città.

E così, tra avventure alla Sex and the City e ispirazioni in stile “Shopa-holic”, dove non mancano di certo le gag divertenti e persino gli scontri con agguerrite nemiche, Sylvie e il suo amato bimbo Luchino ci portano per mano in una Montecarlo da sogno, la cui vita è apparentemente fatta di feste fiabesche, boutique principesche e... tanto fumo negli occhi, con poco arrosto di sincerità per chi volesse spiccare il volo verso altre mete.

Uno sguardo sagace, ironico e divertente sulle diversità sociali e gli scontri culturali della modernità, anche se si tratta di relazionarsi con i vicini di casa di sempre, quando a dividere è una fitta catena alpina a volte invalicabile, come quella dei pregiudizi.

Con uno sguardo divertito e arguto, Sylvie ci ricorda che le sfide della donna di oggi non finiscono mai. Come quella di conciliare maternità e modernità, senso di inadeguatezza dell’essere mamma e voli pindarici che ci riportano a ritornare le ragazze di una volta, che ballano Zumba, seguono i corsi di pole dance e sognano di incontrare prima o poi il Vasco Rossi dei loro sogni. Pur vivendo a Montecarlo.






Non è facile recensire questo libro. Mi è piaciuto? Direi di sì, quanto meno è stato in grado di farmi sorridere e a volte ridere di gusto. Eppure non mi ha coinvolta completamente. Non sono riuscita a trovare il filo conduttore della narrazione. Forse perché mi aspettavo un romanzo, una storia unitaria, mi aspettavo una storia chick lit. Invece questo volume è diverso.


Ok, cerco di spiegarmi meglio. Leggendo questo libro, ti sembra di assistere a uno spettacolo di cabaret (avete presente Zelig?). È come se ogni capitolo fosse un monologo divertente per prendere in giro gli stereotipi italiani e monegaschi.

I racconti di Sylvie sono divertenti quadri di vita di una mamma italiana che si trova a vivere a Montecarlo. Benché la protagonista voglia, desideri, provi ad adattarsi alla vita nel Principato, si sente sempre un po’ persa.

La nostra Sylvie racconta alcuni aneddoti arricchendoli di citazioni letterarie, cinematografiche e musicali.

Sylvie è una mamma, del tutto dipendente da suo figlio di due anni e mezzo, con il suo bimbo fa di tutto. Ora però Luchino inizia a frequentare l’asilo e Sylvie si trova a riprendere la vita di sempre.

In tutte queste pagine, ripeto spesso divertenti, c’è un aspetto che non mi è piaciuto molto. Sylvie è ossessionata dalla forma fisica. È tutto un rimarcare che lei fa “la sua bella figura”. Sebbene sia una ragazza simpatica, dalla battuta sempre pronta e anche intelligente e arguta, questa sua maniacale attenzione all’esteriorità e alle apparenze me l’ha un po’ resa antipatica; vuole “colpire” gli altri, ma, più che puntare sulla sua vivace e spigliata intelligenza, preme sull’esteriorità.

Ogni capitolo è un racconto (che a volte sembra fantozziano) di cosa le accade in particolari situazioni e termina con una lettera di reclamo/segnalazione all’ufficio che è il nucleo del capitolo stesso. Ci parla di ingresso all’asilo, di lezioni di ginnastica, di yoga, serate di gala, giornate alla SPA… insomma tutto quello che riguarda la vita nel mondo principesco di Monaco.

Fra tutti quale racconto mi è piaciuto di più? Quello che riguarda la sua serata di San Valentino. Ecco, la descrizione della cena di San Valentino mi ha fatto venire in mente un ricordo della mia Luna di Miele. Quando mi sono sposata, ho fatto il viaggio di nozze a Parigi e, mentre eravamo lì, abbiamo deciso di provare una vera cena in stile francese. Insomma, dovevo provare la nouvelle cuisine! Bene, il risultato è stato più o meno quello descritto da Silvia Alonso. Morale? Cucina italiana vs Cucina francese: 110 a zero!!!

Ora, anche se mi aspettavo qualcosa di diverso e ho faticato ad apprezzare la figura di Sylvie (non ho provato per niente empatia per lei), ammetto che il risultato finale è stato molto divertente.