martedì 30 luglio 2019

Facciamo quattro chiacchiere #30: Giornata mondiale dell’amicizia



Il 30 luglio è la giornata mondiale dell’amicizia. E io nell’amicizia ci credo!
Anche lo scorso anno ho scritto un piccolo post in questa giornata. In quell’occasione ho parlato delle persone che porto nel cuore, quelle che posso chiamare amiche. Sicuramente il mio legame con loro in questo anno è cresciuto e si è consolidato. Ho tanti piccoli ricordi che mi rammentano quanto sia bello avere amiche, e amici, come loro. È vero che ho avuto anche delle piccole delusioni, ma questo serve a crescere. Forse sembra assurdo parlare di crescita a quasi cinquant’anni, ma in realtà sono convinta che si cresce sempre un po’ ogni giorno e quindi anche capire quali siano gli amici veri è motivo per maturare.

Per questa giornata mi è venuto in mente di raccontarvi di una delle pazzie di qualche anno fa. Per un bel periodo di tempo sono stata iscritta in un gruppo (dove ho conosciuto anche Dolci, Le mie ossessioni librose) che proponeva tutorial di grafica digitale e che si chiamava Salottino della Grafica. Giorno dopo giorno, questo gruppo di svago e divertimento è anche diventato una valvola di sfogo. Dopo qualche tempo ci siamo accorte che eravamo diventate un bel gruppo di donne che si confrontavano, si confidavano e si supportavano a vicenda. Così ci è venuto in mente di scrivere un libro corale… e lo abbiamo fatto. Abbiamo scritto un libretto con i nostri pensieri, molto libero sia nello stile che nei racconti. Abbiamo messo insieme pagine di diario, poesie, racconti e anche i nostri lavori con la grafica digitale. Personalmente ho dedicato questo mio lavoro, o meglio la parte a me affidata, alle mie amiche. Le mie amiche sono per me il mio arcobaleno, sono i colori della mia vita.

Quindi oggi ho deciso di presentare questo libro scritto da un gruppo di “amiche” e, per farlo, riporto il contenuto della scheda: Questo libro è l'insieme delle esperienze e ricordi di alcune di noi, che hanno deciso di raccontarsi per dimostrare che possono nascere amicizie anche via internet e non solo reali.



Autore: Lpam

Titolo: Salottino Grafico - Donne, unite dall'interesse per la grafica, diventano amiche virtuali e confidenti

Editore: self

Data di pubblicazione: 19 settembre 2011

Pagine: 152

Patrizia Morassut (Lpam), che è stata la coordinatrice del gruppo di scrittrici, ha presentato il libro con una veloce recensione 


lunedì 29 luglio 2019

Segnalazione: Matrimonio per procura di Mariangela Camocardi


Titolo: "Matrimonio per procura"

Autore: Mariangela Camocardi

Collana: DriEditore Historical Romance (vol.14)

Editore: Dri Editore

Genere: Storico

Pagine: 334

Formati disponibili: ebook 2.99/ cartaceo 12.99

Lancio ufficiale 29 luglio (in preorder dal 26 luglio)




Sinossi:

Corinna è costretta dal padre a sposare uno sconosciuto, dopo essersi compromessa con l’uomo di cui è innamorata. Come primo affronto lo sposo non si presenta alla cerimonia di nozze, mandando un sostituto in vece sua: un’umiliazione che grida vendetta! Corinna è una donna dalla forte personalità, orgogliosa, e non accetta di farsi bistrattare da un individuo così irrispettoso. È pronta anzi a sfidare quello screanzato e persino le rigide regole della società, chiedendo l’annullamento del matrimonio. Diamine, le ha addirittura taciuto di essere vedovo, nonché di avere due pestiferi ragazzini per figli! Non bastasse, aleggia un mistero inquietante circa la scomparsa della prima moglie di Rodolfo, per non parlare degli stravaganti parenti con i quali Corinna “dovrebbe” convivere... ma assolutamente no! Il neo marito, tuttavia, non ha alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire una moglie che gli è subito piaciuta, e le aspre divergenze che esplodono tra loro due sono uno stimolo a conquistarla.

Matrimonio per procura è una storia dove speranze, rimpianti e passione si intrecciano a conflitti e incomprensioni, ma anche al desiderio dei sensi. E l’amore rappresenta la chiave per aprire la porta alla felicità.

Recensione #36: So che un giorno tornerai di Luca Bianchini


Autore: Luca Bianchini

Titolo: So che un giorno tornerai

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 2 ottobre 2018

Pagine: 264

Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un "jeansinaro" calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: "Se sarà maschio, lo riconoscerò". Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da babysitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre e per lui questa sarà l'occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.


e anche di più
Sono convinta che il momento in cui scegli di leggere un libro è il momento che quel libro “doveva essere letto”. Avevo nella “pila” dei libri da leggere So che un giorno tornerai da quando è stato pubblicato e solo ora ho scelto di leggerlo… Bene, mentre mi lasciavo avvolgere dalla storia, questo romanzo mi ha parlato. È arrivato dritto al cuore!

Complice, certo, l’abilità narrativa di Bianchini. Questo autore è capace di rendere straordinaria una storia normale. Avevo già letto un romanzo di Bianchini, Dimmi che credi al destino, e avevo già notato questa sua capacità di raccontare il passato, ma non mi aveva molto convinto. Con So che un giorno tornerai invece l’autore ha fatto tombola! È un libro meraviglioso, che sa farti emozionare. Anche con questo lavoro, Bianchini ci racconta l’Italia che cambia. Lo fa parlando di Emma, una ragazza sfortunata per alcuni versi, ma che ha avuto la forza di credere in se stessa. Oppure lo fa parlando di Angela, una donna infelice che solo in età adulta, dopo essere diventata nonna, riesce a maturare e a capire che la vita le aveva dato tanto, ma che lei non era riuscita ad apprezzare niente, persa a rincorrere un amore adolescenziale.

Emma mi è piaciuta tanto, una ragazza che veramente è cresciuta da sola, con il supporto di nonni e zii meravigliosi (specie lo zio Riccardo). Angela mi ha fatto tenerezza per alcuni versi, rabbia per altri. Una donna che non riesce a vedere il bello che la vita le offre; una donna per età anagrafica, ma una ragazzina ferma all’adolescenza quanto a maturità emotiva.

In questa storia ci sono poi anche altri personaggi importanti: Pasquale e Ferruccio. Il primo è un pusillanime, il secondo è l’uomo capace di restare perché ama come uno non può credere. Il suo amore si manifesta nel volere la felicità di Angela, ma anche nel saperla aspettare.

In questo romanzo tante frasi mi sono arrivate dritte al cuore, a volte facendomi male, altre facendomi riflettere. Così ho deciso di farvi partecipe dei miei pensieri. Ho scelto alcune (tra le mille mila) frasi e da lì parto per parlare di questa meravigliosa storia carica di amore, dolore e solitudine.

Credo sia la frase che più di tutte mi ha toccato. È vera al cento per cento. A una mamma puoi dire di tutto, fare i peggiori torti di questo mondo, eppure lei sarà sempre pronta ad accoglierti senza chiedere nulla. Ogni madre è capace di sopportare tutto e di tutto per il bene di un figlio. Angela non è stata in grado di farlo perché immatura emotivamente, tanto da sembrare egoista; Nerina è invece una mamma.

Bianchini ci parla di grandi amori, come quello di Angela per Pasquale, un amore che non è cresciuto; è rimasto un amore solo perché mantenuto in vita dai ricordi e dai rimpianti. Ci parla anche dell’amore forte e profondo di Ferruccio verso Angela, un amore difficile, a tratti infelice, fatto di lunghe attese. E poi ci racconta quello di Emma e Darko, un amore fatto di ribellione, ma anche di scelte.

Tutte le famiglie sono un po’ sgangherate. Ogni famiglia al suo interno ha le sue difficoltà, i suoi dolori e tutte cercano di risolverli. Certo, a volte si sbaglia, ma la famiglia è ciò che ci tiene insieme, l’unico luogo dove sai che puoi trovare amore, affetto, solidarietà, complicità. La famiglia Pipan è bellissima, perché Igor e Nerina sono due fari luminosi, attenti e silenziosi.

Sono contenta di aver letto questo romanzo, una storia ben narrata, scritta in modo fluido e scorrevole. Sono felice di aver dato una seconda possibilità a questo autore, perché è veramente bravo. Quando una lettura sa suscitarti emozioni vuol dire che ha raggiunto il suo scopo, perché ti ha lasciato parte del suo messaggio. Consiglio questo libro a chi ama le storie "vere".

sabato 27 luglio 2019

Segnalazione: Una ragazza incantevole di Jill Barnett


Vi segnalo che è stato messo online anche su Amazon di “Una ragazza incantevole” di Jill Barnett, traduzione integrale di “Bewitching”, già uscito in precedenza in versione sensibilmente ridotta come “Joy la strega” con Mondadori (luglio 2011).



Titolo: Una ragazza incantevole (titolo originale: Bewitching)

Autore: Jill Barnett

Traduttore: Isabella Nanni

Editore: Babelcube

Genere: Romance regency

Prezzo ebook: € 4,63, al momento in offerta al -30% su Amazon

Prezzo cartaceo: non è al momento prevista l’edizione cartacea

Data pubblicazione: luglio 2019

Serie: Magia Regency



Trama/Sinossi

Inghilterra, 1813. Che cosa può mai fare un duca quando la promessa sposa che aveva accuratamente selezionato lo abbandona piuttosto che sposarsi senza amore? Per salvare il suo orgoglio non gli rimane che sposare la prima donna che gli cade tra le braccia.

Joyous Fiona MacQuarrie ha stregato il Duca di Belmore appena è apparsa dal nulla e lo ha steso… letteralmente. Quando l’orgoglio di Alec lo porta a sposarla, la giovane sconvolge la vita di questo serissimo e altezzoso duca inglese. Joy è una strega scozzese che non sempre riesce a controllare i suoi poteri magici. Ben presto la vita di Alec piomba nello scompiglio. Questa bellissima ragazza incanta chiunque gli stia intorno, accende la sua passione quando la bacia, ma rischia di causare uno scandalo mai visto con i suoi poteri magici.  Stregati dalla passione, questi due cuori solitari sono i classici opposti che si attraggono in una storia irresistibilmente divertente e tenera.

Questo libro è la traduzione integrale di “Bewitching”, precedentemente pubblicato da Mondadori in forma sensibilmente ridotta con il titolo “Joy la strega”. Se avete amato Joy e Alec, adorerete la traduzione integrale del testo originale e la apprezzerete a maggior ragione se vi fosse sfuggita la precedente edizione.

Biografia autore

Definita “la maestra dei romanzi dell’amore e della risata”, Jill Barnett è un’autrice di fama internazionale con oltre 8 milioni di copie cartacee vendute ed è stata spesso al vertice delle classifiche dei best seller del New York Times, USA Today, The Washington Post, e Publishers Weekly. Con l’avvento dell’era digitale Jill Barnett è stata numero 1 con i suoi 18 libri nella classifica dei titoli a pagamento più venduti su Amazon e ha venduto oltre un milione di copie digitali. In Italia alcuni suoi libri sono stati pubblicati da Mondadori.



Estratto

Addolcì lo sguardo e la fissò in volto, osservandole a lungo la bocca, in silenzio. Le massaggiò le braccia e poi con un dito le inclinò il mento e la guardò dritto negli occhi.

“Sposatemi.”

Joy lo fissò per un minuto eterno, incapace di pensare, incapace di muoversi o parlare. Si disse che stava dando i numeri. Non poteva aver detto una cosa del genere.

“Sposatemi,” disse di nuovo il duca.

“Oh ...” Si mise una mano sulla bocca e fece un passo indietro. Lo aveva detto. Lo aveva detto davvero.

Era morta ed era andata nel paradiso delle streghe.

Con poco più del suo pollice e indice, le tirò il mento in avanti e la baciò ancora e ancora e ancora, sempre molto gentilmente. “Sposami,” le sussurrò contro la bocca. “Sposami.”

“Non posso.” Ma la sua bocca traditrice cercò quella del duca.

“Certo che puoi. Sei maggiorenne.” Le passò di nuovo le labbra sulle sue, sfiorandole appena la bocca.

“No, voglio dire che posso, ma non posso.”

Le erano appena uscite le parole di bocca quando la baciò, a lungo e profondamente, una carezza umida e languida che le fece scordare come si faceva a pensare. Le avvicinò le labbra all’orecchio.

“Sarai una duchessa.”

“No...”

La zittì con un altro bacio, tirandola tutta contro di sé. Poi la bocca del duca lasciò la sua…

“Non posso.”

…e si spostò al suo orecchio. “Sposami, Joyous MacQuarrie.”

“Ummmmmm.”

Le sfiorò l’orecchio con la lingua facendola rabbrividire.

“Non vi conosco.” Voleva guardarlo in viso e cercò di tirarsi indietro.

Cominciò a baciarle il collo. “Col matrimonio risolveremo questo dettaglio. Fidati di me.”

“Ma l’amore?”

Si fermò vicino alla sua spalla. “Sei innamorata di qualcuno?”

“No.”

“Allora non c’è niente che possa fermarci.”

“Ma ci siamo appena incontrati, e solo per caso.”

“Si fanno in continuazione matrimoni combinati tra persone che non si sono mai incontrate.”

“Ma voi siete il Duca di Belmore.”

“Lo so,” le sussurrò all’orecchio ormai umido. “E tu sei scozzese.”

“Ma… ma…”

“Non ti piacerebbe essere una duchessa?” La sua voce profonda era così dolce, così tranquilla.

Joy era ormai persa nei sogni evocati dalle sue parole.

“La mia duchessa.”

Lei non disse una parola. Le labbra del duca la coprivano di baci leggeri come farfalle.

“Mmh?” La bocca del duca le sfiorò la tempia. “Non ti piacerebbe?”

“Non ne sono sicura… Be’, voglio dire, sì… cioè, no.”

“Sei senza argomenti.” La baciò ancora.

Joy sospirò.

“Sposami, Scozzesina.”

“Sono una strega.”

“La maggior parte delle donne lo diventa prima o poi.”

“No. Voi non capite. Io sono una vera strega.”

“E io posso essere un vero bastardo. Ci abitueremo l’uno all’altra. Non m’interessa cosa pensi di essere. Voglio che tu mi sposi.”

“Non possiamo sposarci.”

“Sì che possiamo. Adesso. Oggi.”

“Adesso?”

“Sì, adesso.”

Le venne da ridere. “Non ci si può sposare come se nulla fosse.”

“Sono il duca di Belmore. Farò tutto ciò che voglio,” disse con tale convinzione che Joy ne rimase sbalordita. La guardò, con il volto rilassato e occhi imperscrutabili. “Nessuno metterà in discussione il matrimonio, perché io sono il Duca di Belmore.”

Non poteva dargli torto. Un duca faceva come voleva.

“Vivrai a Belmore Park.” Le accarezzò la mascella con i pollici.

“Ma…”

“Avrai tutto ciò che vuoi.”

“Ma…”

“Ti piacerebbe, vero?”

“Be’, sì, ma va tutto troppo in fretta.”

Col dito le percorse dolcemente la linea della mascella. Le posò le labbra sulle sue e sussurrò, “Sposami, Scozzesina.”

Le si chiusero gli occhi. Avrebbe fatto quasi qualsiasi cosa per sentirlo chiamarla di nuovo in quel modo. La baciò di nuovo. Dopo alcuni momenti lunghi e teneri, si ritrasse. “Come ho detto, sei senza argomenti.”


venerdì 26 luglio 2019

5 cose che… #39: 5 serie tv perfette per il binge watching


5 cose che…, una rubrica nata dall’idea del blog Twins Books Lovers. A loro volta ripresa dalla Top Ten Tuesdays (per chi non la conoscesse, si tratta di una rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish, che prevede di inserire ogni settimana una lista di 10 "cose").

5 serie tv perfette per il binge watching

Premessa fondamentale: non sapevo cosa fosse il binge watching e quindi sono andata a cercare la definizione nel web. Come accade ai miei studenti, mi è subito arrivata in aiuto quella fonte inesauribile che si chiama Wikipedia (ok, i miei alunni mi rimprovererebbero per essere ricorsa a questa enciclopedia telematica, ma non potevo fare diversamente). Quindi ho scoperto che: binge watching è un termine della lingua inglese con cui si indica l'atto del binge-watch, ossia il guardare programmi televisivi per un periodo di tempo superiore al consueto, particolarmente l'usufruire della visione di diversi episodi consecutivamente, senza soste.

Solitamente io guardo serie poliziesche e le guardo a ripetizione, non me ne staccherei mai (cosa che irrita mio marito), ma con questo genere di serie ogni tanto bisogna fermarsi perché effettivamente, in alcune occasioni, mettono un po’ di ansia. Ci sono però anche altre serie che possono essere guardate senza tanti problemi e costituiscono un modo piacevole di passare le serate.

Le serie televisive che più spesso mi trovo a vedere e rivedere sono:

Sex and the city. Mi piace da matti questa complicità tutta al femminile e poi vogliamo mettere la presenza di Big?

Friends. Chi non vorrebbe condividere il proprio appartamento con gli amici?

Happy days. Ok, lo so, è un po’ datata, ma è bellissima! Io preferisco gli episodi con Scott Baio (ne ero segretamente innamorata).

La signora in giallo. Credo sia la mia serie preferita. Adoro Angela Lansbury e il suo Cabot Cove.

Willy, il principe di Bel-Air. Con Will Smith ho riso tantissimo, era un appuntamento fisso da ragazzina ed è diventato uno di quei telefilm che, quando metto su, guardo fino alla noia (che non arriva mai!!!).

Queste sono le serie che amo guardare quando ho voglia di perdermi in momenti piacevoli; quali sono invece le vostre?

Review Party: La spia di Richelieu di M. G. Sinclair


Oggi partecipo al Review Party per questo romanzo storico molto interessante. Mi sono immersa nella vita di Corte, non una corte qualsiasi, ma quella fastosa del Re di Francia. Ringrazio fin da subito la Casa Editrice per avermi omaggiata della copia digitale e ringrazio Desirèe Melano (La Biblioteca dei Desideri) per avermi coinvolta in questa iniziativa.

Solitamente non scelgo romanzi storici per le mie letture, ma sono rimasta incuriosita da questa figura particolare. Amo molto il periodo in cui è ambientata questa storia e questo mi ha spinto ad accogliere la proposta di partecipare a questo evento.



Autore: M. G. Sinclair

Titolo: La spia di Richelieu

Editore: La Corte Editore

Data di pubblicazione: 23 maggio 2019


Francia, XVII Secolo. Nato in un villaggio estremamente povero, Sebastian Morra è un nano ed è costretto a crescere in un mondo che non gli appartiene. Ha un cervello sopraffino, eppure tutti si fermano solo al suo aspetto, deridendolo e trattandolo come un abominio. La sua vita sembra segnata, ma grazie alla sua intelligenza e alla sua caparbietà riesce ad arrivare fino a Parigi, per diventare un giullare alla corte reale. Qui conoscerà un mondo totalmente diverso da quello a cui era abituato, un mondo fatto di ricchezze ma anche di terribili intrighi e segreti. Con i nemici che avanzano da tutte le parti e la salute del Cardinale Richelieu compromessa, il regno di Luigi XIII sembra avere i giorni contati. In maniera del tutto inaspettata Sebastian entrerà nella cerchia degli uomini più fidati del Cardinale, scoprendo che potrebbe essere l'unico ad avere le abilità giuste per salvare la Francia dai suoi nemici più letali. Grazie alla sua astuzia e alla sua sfrontatezza riuscirà a dimostrare al mondo intero che, nonostante la sua statura, la sua grandezza è ineguagliabile.


La spia di Richelieu è un romanzo storico ben strutturato. Molto accurato. Mentre leggevo la storia di Sebastian Morra, sentivo il sapore delle avventure de I tre moschettieri o La maschera di ferro di Dumas.

Sinclair racconta la vita a Corte dall’ottica di uno spettatore particolare, un uomo a cui nessuno presta attenzione e per questo molto prezioso…

Sebastian Morra è un nano, arrivato alla corte di Luigi XIII come buffone. Ma, sotto quell’aspetto strano e stravagante, si cela un uomo astuto, con un intelletto particolarmente arguto. Forse perché aveva sempre curato la propria istruzione e…

considerava i libri molto meglio della compagnia degli umani. Le parole erano più ponderate, i ragionamenti più strutturati e quando non lo erano… beh, poteva sempre girare pagina.

In tutto il volume viene messa in risalto la figura di Richelieu. Tutti noi abbiamo studiato la figura di questo abile uomo di Stato. Un cardinale che aveva molto a cuore il potere. Un consigliere fidato del Re, ma che alla Corte aveva tanti nemici. 

Personalmente ho faticato ad entrare in sintonia con il romanzo, ma, una volta respirata l’atmosfera ambientale e appena la storia è diventata più viva, sono rimasta affascinata dalla narrazione.

Sinclair ha raccontato l’uomo Richelieu, un uomo avido di potere, complottista all’occorrenza, molto spesso spietato verso gli altri dignitari e nobili di Francia. L’unico intento di Richelieu è quello di rimanere al potere fino all’ultimo. 

Mi è piaciuta la scelta di narrare le gesta del Cardinale Richelieu attraverso i suoi intrighi di palazzo, mettendo a nudo le strategie politiche, militari e anche i vizi dei nobili, gli “intrallazzi” amorosi, i favoriti che oggi sono potenti e domani perdono tutto perché appesi solo al capriccio del Re.

Leggendo questo romanzo, sono andata a riprendere i miei libri di storia, cercando maggiori dettagli sulla Storia narrata; i complotti di Corte si sono arricchiti anche dei “retroscena” raccontati da Sinclair.

Tutti i fatti narrati sono ben riconoscibili, così come i personaggi. Tutto è ben dettagliato e si respira davvero il mondo del XVII secolo.

Ammetto che alla fine provavo pena per la fine dell’uomo e del politico Richelieu.

Libro ben scritto, storia interessante, certo non scorrevole. Merita una lettura attenta. Tutto questo mi porta a consigliare questo romanzo a chi ama la Storia, a chi vuole conoscere ciò che i libri di testo ci nascondono, a chi vuole andare più in profondità.

 Come aveva detto una volta il Cardinale, aveva compiuto molte più cose di quelle che ci sarebbe aspettati da lui. Era nato deforme e contadino, era stato ignorato e deriso, incapace di usare una rete o una falce. Eppure era sopravvissuto. […] Il suo nome non sarebbe stato ricordato negli annali di storia, ma lui era uno dei grandi anonimi: i negoziatori, i diplomatici e le spie che componevano le mani dello Stato.

giovedì 25 luglio 2019

Segnalazione: Cercasi amore a tempo pieno di Zara Raheem








ZARA RAHEEM
CERCASI AMORE
A TEMPO PIENO



Anagramma 
In uscita: 25 luglio 2019
Traduzione: Anna Vivaldi

Pagine: 288
Prezzo: € 9.90
E-book: € 4.99



La trentenne Leila deve trovare il suo futuro marito entro tre mesi, altrimenti i suoi genitori tradizionalisti organizzeranno il suo matrimonio per lei.

Una commedia irresistibile, fresca e divertente, in cui il lieto fine ha una data di scadenza.



«Fate un favore a voi stessi: cancellate tutti i piani e cominciate la lettura. Una volta sfogliate le prime pagine è impossibile staccarsi.»

Cosmopolitan



«Una commedia romantica e intelligente che ironizza sui metodi vecchi e nuovi di cercare l’amore.»

Booklist



«Leila deve affrontare una serie di difficoltà e pressioni per trovare “l’uomo giusto”, ma soprattutto per scoprire cosa vuole davvero.»

The Washington Post



«Un delizioso punto di vista sulla vita di una giovane ragazza schiacciata dalle pressioni della famiglia. Non riuscirete a staccarvi!»

Susan Elizabeth Phillips



I genitori di Leila Abid sono molto legati alla tradizione. Per loro è inaccettabile che la loro figlia, a quasi trent’anni, non sia ancora sposata con un bravo ragazzo. Ma Leila ha passato la vita a sognare un grande amore come quello dei suoi adorati film di Bollywood. Secondo lei la scintilla dovrebbe scattare prima del matrimonio, e non dopo! Il problema è che del colpo di fulmine ancora non si vede neanche l’ombra e l’insistenza dei suoi genitori comincia a renderla piuttosto nervosa. Possibile che il problema siano le sue aspettative troppo alte sull’amore? Forse è davvero arrivato il momento di guardarsi intorno. E così, stringe un patto con i suoi genitori: avrà tempo fino alla festa del loro anniversario di nozze, alla quale mancano tre mesi esatti, per innamorarsi. In caso contrario, accetterà un matrimonio combinato. In una corsa contro il tempo tra appuntamenti al buio, siti di incontri e speed date, Leila dovrà fare del suo meglio per trovare a tutti i costi “l’uomo giusto”. 

ZARA RAHEEM ha un master in Drammaturgia e ha insegnato per otto anni inglese e scrittura creativa. Vive nel sud della California. Cercasi amore a tempo pieno è il suo primo libro.

mercoledì 24 luglio 2019

Facciamo quattro chiacchiere #29


Anche quest’anno ho fatto l’esperienza di accompagnare alcuni alunni in college per una vacanza studio. Questa volta abbiamo scelto l’Irlanda e precisamente Dublino, dove sono stata dal 1° al 15 luglio.

Non ero mai stata in Irlanda ed ero molto curiosa di vedere Dublino. Mio figlio spesso è stato in questa capitale europea e mi ha sempre detto che gli piace molto, che è facile da visitare e che è molto affascinante. Io poi sono sempre più affascinata dal mondo anglosassone e dalla civiltà celtica.

Griffith College
Il college che ho scelto per questa esperienza si trova in centro città. Avevo infatti deciso di portare i ragazzi presso il Griffith College. La posizione così centrale della nostra scuola si è rivelata un punto di forza, perché ci ha permesso di vivere la città nel migliore dei modi. Infatti l’abbiamo girata in lungo e in largo. Abbiamo anche visitato città vicine, scoprendo paesaggi meravigliosi.

Cattedrale di St. Patrick
Rispetto allo scorso anno, ho avuto meno tempo per leggere. Non che il tempo libero fosse poco, ma, mentre i ragazzi erano a lezione, io ne ho approfittato per scoprire la città. Ho visitato alcune zone che con i ragazzi non abbiamo visto, come la cattedrale di Saint Patrick. Sono anche andata ad una messa cattolica in inglese. Infatti, vicino al Griffith College c’è la chiesa di St. Kevin. Leggendo gli orari delle funzioni, ho notato che avrei potuto partecipare a una celebrazione e la mia curiosità è stata grande!

St. Kevin Church
St. Stephan Green Parck
Ho trovato Dublino una bella cittadina, ordinata e pulita. Spesso sono rimasta affascinata dall’architettura, ma anche dalla vitalità. Ci sono poi tanti parchi meravigliosi, popolati da bellissimi gabbiani.

Caravaggio - National Gallery
Molte sono le attività che ho svolto con i ragazzi, compresa una caccia al tesoro per le vie della città per fare foto. Ci siamo divertiti tanto a fermare persone e a chiedere loro di poter fare delle foto insieme. La squadra dei miei ragazzi è stata brava, raggiungendo un punteggio di 17 foto. Abbiamo visitato diversi quartieri della cittadina scoprendo tante statue che sono un simbolo importante per il Paese. Tra queste spiccano quelle di Oscar Wilde e James Joyce! Abbiamo anche visitato alcuni musei e gallerie. Presso la National Gallery ho visto un bel quadro di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.
Trinity College
Siamo andati anche al Trinity College, dove è conservato il Book of Kells e l’arpa simbolo dell’Irlanda. Non vi posso nascondere che la biblioteca del Trinity College mi ha tolto il respiro. Era qualcosa di meraviglioso.

The Temple Bar, una birra
con James Joyce
Spesso abbiamo svolto come attività Dublin by night, ossia una passeggiata serale per le vie del centro. In una di queste passeggiate abbiamo visitato la zona di Temple Bar. In quell’occasione sono riuscita a visitare il famoso The Temple Bar, un pub storico. Insomma ero in Irlanda e “dovevo” assaggiare una birra. Avrei voluto provare la Guinness, ma non ce l’ho fatta, era troppo forte, quindi mi sono accontentata di una red ale irlandese.

Kilkenny
Quest’anno abbiamo fatto molte escursioni, a carattere sia storico sia naturalistico. Abbiamo visitato il castello di Kilkenny e passeggiato sulla scogliera. Siamo riusciti anche ad avvistare tre foche. Ci sono stati poi siparietti simpatici con i gabbiani, i quali si sono divertiti a rubarci il cibo dalle mani.

Howth
Insomma, anche quest’anno è stata una bellissima esperienza e già sto programmando il prossimo viaggio studio. Per il prossimo anno vorrei però tornare in UK. Mi piacerebbe soggiornare a Brighton o Edimburgo.

martedì 23 luglio 2019

Recensione #35: Un caso speciale per la ghostwriter di Alice Basso


Oggi concludo una serie bellissima scritta in modo strabiliante. Sono arrivata in poco meno di due mesi a leggere tutti i romanzi che hanno come protagonista Vani Sarca, la quale ora mi manca tanto.

Autore: Alice Basso

Titolo: Un caso speciale per la ghostwriter

Editore: Garzanti

Data di pubblicazione: 2 maggio 2019

Pagine: 378

Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell'editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell'uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l'aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all'uomo che l'ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene.


Mi viene da dire una cosa in stile Vani Sarca:

Porca merda.

Ecco potrei anche terminare qui.

Come si fa a parlare di questo ultimo appuntamento se non prendendo a prestito le parole della dottoressa Sarca?

Un caso speciale per la ghostwriter è l’ultimo volume della serie con protagonista Silvana (Vani) Sarca. Ho avuto l’opportunità di leggere questa serie tutta di seguito, cosa che si è rivelata al tempo stesso un bene e un male. Tutti e cinque i volumi sono autoconclusivi, nel senso che il caso giallo (o, meglio ancora, i casi), filo conduttore dei vari romanzi, si chiarifica e il “cattivo” di turno è assicurato alla giustizia. Eppure, al tempo stesso, tutti i racconti sono collegati tra loro per via dei personaggi e per la macro-storia di Vani, che infatti si snoda nell’arco di tutti i volumi. Anche il tempo scorre passo passo con i vari libri. Tutti gli avvenimenti accadono uno di seguito all’altro, partendo da ottobre e arrivando ad aprile. C’è una piccola differenza tra i vari testi. Il primo è autoconclusivo, il secondo lascia intravedere un seguito. Il terzo e il quarto terminano proprio lasciandoti in sospeso. Il quinto si apre esattamente da dove ci siamo interrotti, ma, iniziando la narrazione, Alice Basso fa “il riassunto delle puntate precedenti” e quindi non si perde nulla.

Questa volta il caso a cui la coppia (ma non solo) Berganza-Sarca lavora è molto personale. Fuschi è scomparso! L’abbiamo visto uscire di casa senza chiavi, senza giacca, senza soldi e documenti e non ne abbiamo più saputo nulla. La cosa è molto strana, specie per chi conosce Enrico Fuschi. Vani, pur detestando il proprio datore di lavoro, è preoccupata.

In quest’ultimo appuntamento Vani mi piace tanto. Rimane sempre misantropa, dark punk, un vampiro dalla chioma bionda, ma qui sta facendo vedere il proprio vero intimo. La troviamo legata affettivamente a tante persone, anche persone alle quali non crederesti possibile che Vani si sia affezionata. È legata a Morgana, la mini-vanisarca, e anche a Laura. È sempre più vicino a livello affettivo a Irma, per la quale ha grande preoccupazione a causa dei suoi ottantadue anni e della demenza senile che la tallona. Mostra un’amicizia affettuosa con Riccardo, senza smettere di punzecchiarlo ad ogni valida occasione. C’è poi questo meraviglioso legame corpo-anima-cervello con Berganza. Legame che va ben oltre il sentimento. È una vera e propria unione e comunione d’intenti. E poi “esce fuori” questa sua preoccupazione, anche questa una forma di affetto, per Fuschi.

E così in questa serie Vani cambia, da una che aveva come motto #sesolomenefregassequalcosa ad una donna completa, che sa entrare nella testa delle persone, che ha una forma di empatia molto spiccata e che riesce a dimostrare di tenere alle persone, certo non proprio a tutte, ma a quelle più vicine alla sua vita. All’apparenza rimane un po’ misantropa e quasi str****, ma la scorza dura le serve come difesa. Vani in quest’ultimo appuntamento mi piace tanto tanto (se non si era capito). È una ragazza che sa guardare il mondo e anche gli altri in modo obiettivo, ma ha paura di dare voce ai propri sentimenti. Eppure è una ragazza che sa dare affetto e, quando lo fa, lo distribuisce in modo totale. Non mi stupisce il suo sfogo:

È una merda.

Tenerci agli altri, è una merda.

E anche che gli altri tengano a te.

Perché poi è così che si finisce. A farsi tutti del male, anche senza volere. Anzi: soprattutto senza volere.

Sì, decisamente mi piace di più questa Vani Sarca, ex “se solo me ne fregasse qualcosa”.

Le cose cambiano.

Le storie finiscono.

Altre storie iniziano.

E ci vuole coraggio per affrontare tutto questo. Questo grande romanzo d’avventura che è la vita. Che lo vogliamo o meno.

Ma è bellissimo.