lunedì 16 settembre 2019

Lettura con il figlio #5: Due di due di Andrea De Carlo


Mentre Miki e io andiamo al nostro primo giorno di scuola, pubblico questi pensieri sulla nostra seconda lettura estiva. Anche questo romanzo lo abbiamo preso in prestito alla Biblioteca Comunale.



Autore: Andrea De Carlo

Titolo: Due di Due

Editore: Bompiani, ediz. fuori commercio per #ioleggoperchè

Data di pubblicazione: 1 marzo 2015

Pagine: 391

Mario e Guido sono compagni di liceo, così diversi da essere speculari. Mario è un osservatore prudente, alla cauta ricerca di se stesso. Guido invece ha un carisma irresistibile, un’immaginazione bruciante, sa benissimo chi è e non è disposto a scendere a compromessi. L’amicizia tra i due si sviluppa come un fuoco negli anni Sessanta e continua attraverso i Settanta e gli Ottanta, tra manifestazioni studentesche e amori, viaggi di scoperta e lavori, fino alle soglie di una maturità difficile da conquistare. Due di due è un romanzo di culto, in cui sempre nuove generazioni di lettori si riconoscono.




Un libro, due opinioni. In azzurro il punto di vista di Miki, in verde il mio.



Nelle domande 5, 6, 11 e 14 c’è rischio spoiler!



1.          Ti è piaciuto il libro?



Piaciuto non proprio, però è riuscito a catturarmi e a interessarmi.



Sì e no. La prima parte non mi è molto piaciuta, sicuramente la seconda parte è migliore. Lo stile non mi ha fatto apprezzare in pieno la storia. Ho amato tantissimo l’ultimo capitolo (ma ne parlerò alla domanda 14).



2.          Che emozioni ti ha fatto provare la lettura?



Un po’ di delusione perché nessuno dei personaggi riflette prima di fare le cose e poi anche un po’ di rabbia. La seconda parte è stata più noiosa.



Noia.



3.          Cosa pensi dei protagonisti?



Nessuno dei due, Guido e Mario, sanno realmente cosa vogliono. Solo ad un certo punto Mario ha una “epifania” e inizia a ragionare.



Guido proprio non mi piace, Mario è un po’ una banderuola. Chiaramente rispettano molto i sentimenti degli adolescenti della fine degli anni sessanta. Anche se devo ammettere che nella seconda parte Mario acquista una certa maturità.



4.          Con quale personaggio sei entrato maggiormente in empatia?



Mi sento più in empatia con Mario, anche alcuni aspetti di Guido mi sono familiari, ma non riesco a sentirli miei. Certo, alcuni aspetti di Guido li capisco.



Nessuno, nemmeno i professori del liceo che Mario e Guido frequentano.



5.          Quale personaggio avresti preso a “sberle”?



Guido e all’inizio un po’ anche Mario.



Guido. Però verso la fine Guido inizia a definirsi, come quello che ancora non capisce cosa vuole dalla vita, in perenne ribellione. Personaggi che non ho sopportato sono i genitori di Martina e Chiara, come il loro fratello maggiore Marzio.



6.          Cosa pensi della figura degli adulti?



Perché? Ci sono adulti di riferimento? Gli adulti si vedono talmente poco che non li ho nemmeno tenuti in considerazione.



Sicuramente qui è poco presente la figura degli adulti. I professori sono “trasmissori” di nozioni vecchie e stantie, i genitori sono persone rigide nella loro condizione di persone in un tessuto sociale borghese. L’unica figura adulta che mi sembra più vera è forse la madre di Guido, benché non sia tra le mie preferite. La mamma di Mario è una persona che cambia nel corso del romanzo. Inizialmente è solo la moglie borghese, poi diventa una persona più viva, anche se poco “affettiva”. I genitori di Martina e Chiara sono invece degli snob. Non capaci di accettare le diversità di pensiero.



7.          Come hai trovato lo stile dello/della scrittore/scrittrice?



Lo stile di scrittura mi è piaciuto, non c’è male.



Lento. Non è uno stile che scorre, sembra quasi che proceda a fatica.



8.          Quale aggettivo descrive meglio il libro?



Ripetitivo.



Attuale.



9.     Quante stelline gli dai?



Due.



Due.



10.       Consiglieresti ai tuoi amici di leggerlo?



No, assolutamente no.



Non mi è piaciuto un granché, quindi non credo di consigliarlo, a meno che qualcuno non stia cercando uno specifico tipo di lettura. Ne ho sentiti pareri diversi. Alcune persone lo hanno osannato, mentre altre, come me, lo hanno trovato noioso e quasi senza senso.



11.       C’è un episodio che ti ha colpito maggiormente?



Il capitolo 22 della prima parte. Quando sono in vacanza in Grecia e costituiscono un bel gruppo di ragazzi di varie nazionalità.



Nessuno.



12.       Cosa ti ha insegnato/trasmesso questo libro?



Ho imparato che devo pensare prima di fare le cose, altrimenti rischio di fare la fine di Guido, e anche che devo crearmi un giudizio critico.



Lo dico con una frase del libro stesso: l’agghiacciante testimonianza di una generazione perduta.



13.       Citazione preferita?



E abbiamo deciso che non aveva senso cercare di fare una scelta equilibrata e matura riguardo le loro vite, perché non eravamo né equilibrati né maturi con le nostre.



Ho scelto una citazione che calza a pennello, nel mio giudizio personalissimo, a questo stesso romanzo…

…il suo romanzo veniva definito “l’allucinante rappresentazione di una condizione giovanile non scalfita né illuminata da valori, speranze, illusioni…” e “l’autoritratto di una generazione orfana di se stessa”.



14.       Il finale ti è piaciuto?



Mi ha stupito, non me lo aspettavo.



Pur non avendo amato particolarmente questo libro, vi dirò che mi è piaciuto l’ultimo capitolo. Vuole essere il colpo a sorpresa, la cosa che proprio non ti aspetti, mentre in realtà quell’episodio è anticipato nel corso di tutto il romanzo e in special modo negli ultimi capitoli della seconda parte. Quasi quasi te lo aspetti. Io ho esclamato un “NO!” mentre leggevo, ma in cuor mio ero felice della risoluzione.



Prima di salutare rinviando alla prossima lettura, volevo solo dire che mi piacciono questi momenti che condivido con mio figlio. Solitamente Miki non è contento di leggere, ma farlo con me e poi confrontare le nostre opinioni lo “stuzzica”. Anche a me piace vedere quanto uno stesso romanzo abbia aspetti diversi o meglio quali aspetti vediamo noi. Certamente, il fatto di avere età diverse e opinioni diverse ci fa cogliere sfaccettature diverse. C’è anche il fatto di darci coraggio a vicenda. Questo libro nello specifico non è piaciuto a nessuno di noi, ci annoiavamo durante la lettura, ma ogni giorno ci pungolavamo l’un con l’altra per arrivare alla fine. E ora mi ritrovo già in “trepidante attesa” di quella che sarà la lettura del periodo di Natale. Sono curiosa di scoprire quali altre letture scoprirò attraverso i consigli della professoressa di mio figlio. 

domenica 15 settembre 2019

Segnalazione: Bye Bye, Girl di Raffaella V. Poggi


Mi piace molto questa autrice e quindi con vero piacere vi segnalo l’uscita del suo prossimo romanzo.



TITOLO: Bye Bye, Girl

SOTTOTITOLO: 10 cose che so di te

AUTORE: Raffaella V. Poggi

SERIE: Manhattan GIRLS

NUMERO VOLUME: Autoconclusivo 

EDITORE: Self – Independently published VELONERO Project

DATA di PUBBLICAZIONE: 15 settembre 2019

GENERE: New Adult – Erotic romance – Suspense

AMBIENTAZIONE: contemporanea (settembre/novembre 2017) - USA, New Rochelle (Stato di New York).

NARRAZIONE: POV alternato. Prima persona presente. Prologo e Epilogo: terza persona al passato. Contiene 3 extra.

PAGINE: versione cartacea 381

PROTAGONISTI: Rachel Wheeler, studentessa, “babysister”. Nick Malloy chef giramondo.

ALTRI PERSONAGGI: “I Malloy” fratelli e sorelle, fratellastri e sorellastre di età assortita dai 5 ai 21 anni.




«Rapina finisce in tragedia: ladri uccidono i proprietari del Seven Sips per rubare l’incasso»

Quello che sembra uno dei tanti titoli di cronaca è per New Rochelle, cittadina tranquilla a mezzora da New York, una notizia sconvolgente: sono morti Will e Anija Malloy, due imprenditori rispettati e amati, ma soprattutto i genitori di ben otto figli.

Tocca a Rachel, la sorella maggiore, occuparsi dei più piccoli, rinunciando allo studio, alla carriera, a ogni cosa… Ma come fare a tenere unita la famiglia, non perdere il ristorante e la custodia dei fratelli quando a mettersi di mezzo c’è il procuratore generale in persona?

Rachel non può permettersi di mollare: è disposta a tutto, proprio a tutto, pur di tenere con sé i bambini, tuttavia i guai per lei sono appena cominciati perché…

...Nick è tornato!

Segnalazione: Capolavori rubati di Luca Nannipieri





Autore: Luca Nannipieri
Titolo: Capolavori rubati
Editore: Skira
Data di pubblicazione: 29 maggio 2019
Pagine: 192

Furti, saccheggi, requisizioni, spoliazioni, mercato nero, ritrovamenti, sequestri: il grande teatro dell’illecito e del concesso attorno all’arte



“Crocifissi, pale d’altare, ostensori, candelabri, turiboli, arredi funerari, urne cinerarie, statuette votive, bassorilievi, statue bronzee, mosaici, gioielli preziosi, stendardi, papiri, tele d’artista, così come i monumenta, sono stati ripetutamente oggetto di contese, guerre legali, diplomatiche, spoliazioni, saccheggi, violente dispersioni. Attorno a questi particolarissimi manufatti, che sono le opere d’arte, e a questi particolarissimi luoghi pubblici, che sono i monumenti, non sono gravitati soltanto cure, attenzioni, premure, dedizioni, meticolosi riguardi verso la loro preservazione, ma anche e spesso avidità, ingordigie, accanimenti, speculazioni.”

C’è sempre stata lotta attorno all’arte. Omicidi, furti, razzie, corruzioni, contrabbandi, soprusi, roghi, devastazioni, confische hanno contraddistinto la vita di molti capolavori. Da Caravaggio a Picasso, da de Chirico a Munch, da Renoir a Klimt, fino alle statue della classicità, sono molti gli episodi, alcuni celeberrimi, altri poco conosciuti, alcuni risolti, molti altri ancora sotto indagine, che ci portano nel cuore dell’illegalità, della criminalità, del mercato nero, della cupidigia, della volontà di potenza, che si nasconde dietro ogni ladrocinio.

Partendo dalla rubrica che l’autore tiene al “Caffè” di Rai Uno, vengono illustrati i casi più clamorosi di furti di opere d’arte, affrontando anche i traumi storici di saccheggi e spoliazioni coloniali e imperialiste.

Attraverso la narrazione e la ricostruzione giudiziaria dei furti, il commento sullo stile artistico delle opere rubate, l’inquadramento storico, la disamina museografica sulla sicurezza e sulla protezione dei capolavori, il libro affronta il grande tema dell’arte nel suo rapporto con la complessità del male.

Luca Nannipieri, critico d’arte, cura la rubrica “Capolavori rubati” al “Caffè” di Rai Uno, dopo aver condotto “SOS Patrimonio artistico” sempre nella stessa trasmissione, da cui è stato tratto il libro Bellissima Italia pubblicato da Rai Eri-Rubbettino. Scrive su settimanali e quotidiani nazionali. Dirige Casa Nannipieri Arte, con la quale cura mostre e conferenze di arte moderna e contemporanea, da Giacomo Balla a Keith Haring.

venerdì 13 settembre 2019

5 cose che… #42: 5 libri che mi sono stati regalati


5 cose che…, una rubrica nata dall’idea del blog Twins Books Lovers. A loro volta ripresa dalla Top Ten Tuesdays (per chi non la conoscesse, si tratta di una rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish, che prevede di inserire ogni settimana una lista di 10 "cose").




5 libri che mi sono stati regalati

Ho deciso che per questa volta metterò gli ultimi libri che ho ricevuto, soprattutto perché di solito non mi regalano libri, ma a luglio ho festeggiato il compleanno e ho ricevuto dei libri in regalo.

Ecco qui i miei 5 libri:

Quello che non siamo diventati di Tommaso Fusari. UN libro che dire meraviglioso è riduttivo. (Regalo delle mie amiche Ciambelle)

Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti, thriller meraviglioso che ho letto in digitale e che la mia amica Dolcissima mi ha voluto regalare in cartaceo… e poi con i buoni regalo che mi sono arrivati per il compleanno mi sono regalata Ninfa dormiente, ovvero il secondo volume della serie.

Il primo istante con te di Jamie McGuire, regalo di Chicca. Questo devo leggerlo, spero di riuscirci a breve.

Poi un libro di qualche tempo fa, una collega ne salutarmi mi regalò Il gatto che regalava il buonumore di Rachel Wells. Libro molto carino, con temi anche importanti come il bullismo a scuola.

E poi un romanzo al quale sono affezionata per vari motivi, un romanzo che mi è piaciuto molto Vacanze in villa di Madeleine Wickham.

E i vostri regali librosi?


Le quattro cavaliere dell’apocalisse – Reading Challenge – 4° trimestre

Siamo giunte all’ultimo trimestre della nostra sfida. Ci avviamo alla conclusione e non potevate che concludere con me (Manuela): Morte!
Avete già superato le tappe delle mie “amiche cavaliere”, Chiara Guerra, Dolci Pestilenza, Chicca Carestia, ora è il mio turno…


Siamo pronti a terminare questa sfida? Vi devo ripetere le regole? Va bene, del resto anche i latini dicevano Repetita iuvant

Regole:

Punteggio:

  • Gli obiettivi     semplici valgono 3 punti;

  • Gli obiettivi     complessi valgono 5 punti;

  • I titoli da     sbloccare valgono 10 punti.

Per sapere se un libro esaudisce o meno i criteri richiesti da un obiettivo chiedete a noi, abbiamo l’ultima parola su questo. Se siete in dubbio vi consigliamo di chiedere a noi prima di cominciare, cercheremo di rispondere sempre in pochissimo tempo.


Se avete un profilo facebook abbiamo creato un gruppo nel quale confrontarci e chiedere eventuali delucidazioni.

Ora quindi vi metto i “miei” obiettivi…


Obiettivi semplici:

1.       Il colore della mia armatura è verde. Leggi un libro con la copertina (prevalentemente) verde.
2.      Sono la cavaliera Morte. Leggi un libro con la parola morte nel titolo.
3.      La morte conclude ... Leggi un libro di un autore morto.
4.      Morte è composto da 5 lettere. Leggi un libro il cui titolo sia formato da 5 parole (articoli e preposizioni inclusi).
5.      Si sentono sempre notizie con morti violente nelle città. Leggi un libro nel cui titolo sia presente il nome di una città.
6.      Molte sono le morti in Italia (e io sono italiana). Leggi un libro ambientato in Italia.
7.      Facciamo uscire la maestra di scienze che è in me. La morte è il termine delle funzioni vitali di un essere vivente. Leggi un libro con una parte del corpo in copertina.
8.     Il cuore è il nostro centro vitale. Leggi un romanzo romance (anche appartenente a sottogeneri: NA, YA, Erotico …)
9.      La morte fa riferimento ad un crimine, un delitto. Leggi un libro Giallo o un Thriller.
10.  Con la morte termina il nostro disegno di vita. Leggi un libro con la copertina disegnata.



Obiettivi complessi:

1.       Siccome sono la cavaliera Morte e mi chiamo Manuela (e siccome è il mio momento di comandare). Leggi un libro che inizi per M (articoli e preposizioni esclusi).
2.      Gli egizi alla loro morte si facevano imbalsamare, un animale che imbalsamavano era il gatto. Io amo i gatti. Leggi un libro con un gatto in copertina.
3.      La morte conclude un percorso, più o meno lungo. Leggi un libro che conclude una serie o una trilogia.
4.      Legandomi all’obiettivo 6, vi complico un po’ il compito. Leggi un libro ambientato a Roma.
5.      Con la morte il cuore smette di battere. Leggi un libro con un cuore (anche stilizzato) in copertina.


Una volta che avrete terminato 10 obiettivi (tra semplici e complessi) potrete chiedere di sbloccare ulteriori 5 titoli. Questi verranno inviati e saranno da indovinare con dei giochini tipo anagramma o simili. Se si è già letto il titolo suggerito basta inviare il link alla recensione (la data di pubblicazione è indifferente)

Inviate i link delle recensioni, che dovranno essere fatte su una piattaforma pubblica (blog, goodreads, anobii) e dovranno essere un minimo articolate. Non basta dire mi è piaciuto, lo consiglio, attraverso il modulo.

Non sono validi fumetti, manga o libri illustrati. I libri devono avere un minimo di 100 pagine (farà fede cosa indicato su Amazon sezione libro)

Per ogni eventuale dubbio noi siamo a disposizione 





Buona lettura a tutti


giovedì 12 settembre 2019

Facciamo quattro chiacchiere #32: I pregiudizi




A metà agosto su Instagram ho letto un post di @lalibridinosa in merito ai Pregiudizi del lettore. Laura si rifaceva anche a un post di qualche tempo prima di @chiaraspini84. Sono andata a leggere entrambi i post e qui riporto quello di Laura:


Pregiudizi del lettore. Prendo spunto dal post di qualche settimana fa di @chiaraspini84 in cui si parlava di pregiudizi del lettore, mi sono ritrovata a pensare molto e a chiedermi se io ne abbia. Ebbene, la risposta è sì! Ovviamente, ritengo che ognuno sia libero di leggere ciò che più gli aggrada, ma spesso mi rendo conto di chiedermi come si faccia a... Come si fa a leggere solo romance? Con tutto il rispetto per chi ama questo genere, non vi pare di leggere sempre lo stesso libro? Non avete mai la sensazione che l'unica cosa che cambi siano i protagonisti e l'ambientazione? E, soprattutto, non sentite i neuroni che muoiono lentamente?!! Ma i miei pregiudizi non sono rivolti solo ad alcuni generi letterari. Mi rendo conto di essere prevenuta verso gli autori emergenti/esordienti/autopubblicati... Spesso, troppo spesso (e scusate se faccio di tutta l'erba un fascio), sono maleducati, spocchiosi, arroganti, convinti di essere il nuovo astro nascente della letteratura italiana. Come dico sempre: se si è bravi, prima o poi qualcuno vi noterà!

Infine, le Case Editrici! Beh non è un segreto che tra me e la Newton Compton non corra buon sangue: nulla di personale, per carità, ma li trovo un po' poco selettivi. Le loro edizioni sono poco curate, le traduzioni approssimative e le copertine... oddio, stendiamo un velo su quella roba! È anche vero che i loro libri costano poco, quindi non potremmo aspettarci di meglio, no?!

E quindi sì, lettori: ho dei pregiudizi e non mi vergogno ad ammetterlo. E penso che tutti noi abbiamo dei pregiudizi nei confronti di qualcosa, anche se spesso è più facile non dirlo!

#qotd voi avete dei pregiudizi letterari? Ci sono generi o autori o editori che non leggete?


Chiaramente ho letto anche i commenti ai due post.


Ora, essendo passati alcuni giorni in cui io mi sono messa a pensare se mai avessi dei pregiudizi su generi/autori/case editrici, forse posso dire che molto probabilmente ho tanti pregiudizi e sicuramente ho delle preferenze.

Ho paura che il mio post sarà un po’ lungo, ma le parole di Laura (che io adoro e che stimo tanto e lei lo sa bene) mi hanno punto sul vivo.

Io leggo romance e leggo la CE che lei non ama. Verissimo che molte volte la grafica delle copertine non è proprio il massimo (purtroppo, spesso le copertine mi hanno lasciata perplessa); vero che a volte ci si trovano errori anche grossolani, ma le storie sono carine. Ultimamente infatti ho letto belle storie, sia tra i romance sia tra i thriller.

Mi piace leggere romanzi rosa perché servono per staccare dalla quotidianità, come mi piace leggere gialli o thriller perché mi tengono con il fiato sospeso. Sono un modo come un altro per evadere dal quotidiano. Come quando guardiamo una commedia brillante o un film comico al cinema. Beh, io spesso guardo film animati o comunque per bambini proprio per staccare la spina. Quando leggo romance, non lascio il “cervello sul comodino” (come ha scritto in alcuni commenti Laura), ma sicuramente ci sono storie che non hanno bisogno di un impegno intellettuale eccessivo. Quando leggo però, cerco sempre di trovare qualcosa, per esempio un’emozione, un messaggio, una morale. Insomma, ogni romanzo che leggo dovrebbe lasciarmi qualcosa, se non mi lascia nulla o semplicemente mi annoia vuol dire che proprio non sono riuscita a salvarlo. Eppure mi è capitato di leggere libri che non mi hanno lasciato nulla!

Leggo romance, sì, ma non solo quelli. Forse proprio perché sono curiosa. Ho letto m/m, perché me li decantavano, ma non ne sono attratta. Forse perché cerco la classica storia d’amore tra un ragazzo e una ragazza, la sento più vicina. Ho letto due romanzi male to male, li ho trovati interessanti, ma sicuramente non scelgo il genere di mia iniziativa. Come non amo gli erotici. Non mi piace il sesso tanto per… In un romanzo cerco un po’ di sentimento. Mi piacciono molto gli Young Adult, quelli rivolti agli adolescenti, dove le tematiche adolescenziali, di bullismo, evasione, difficoltà legate all’evoluzione psicologica hanno un risalto.

Non amo gli sci-fi, non riesco a seguire le trame, non li capisco. Sono troppo lontani da me.

Non vado matta per i distopici. Ho provato a leggerli, ma non mi fanno impazzire. Anche questi forse non li capisco.

Gli storici… dipende. A volte sono interessanti, altre volte sono pedanti lezioni di storia. Recentemente ne ho letti alcuni e mi sono piaciuti. Molto dipende dall’epoca storica che trattano. Uno che per me è stato un forte cruccio è l’ultimo che ho letto: La chimera di Vassalli. Parla di un processo alle streghe. Un processo nato dai pregiudizi e dalle “voci”.

Non amo le biografie, neanche quelle romanzate. Eppure le ho lette!

Anzi, spesso leggo anche romanzi che non mi attirano per nulla, proprio perché non voglio giudicare a priori. Se avessi giudicato a priori, non avrei mai letto una perla come il romanzo di Silvio Muccino: Quando eravamo eroi.

Però riconosco che, se un autore non mi ispira simpatia, difficilmente lo leggo. Per esempio, sono andata alla presentazione di Carrisi e, benché lui sia stato coinvolgente e carismatico, non riesco a decidermi a leggere i suoi romanzi. Stesso vale per la Postorino. Non discuto sulla loro bravura, ma io non sono attratta. Sono estremamente convinta che il mio sia un pregiudizio, ma non riesco a superarlo. Perché lo so? Semplice, perché avevo detto la stessa cosa per Balzano e il suo Resto qui, dicendo che non lo avrei mai e poi mai letto; tuttavia, complice una lettura assegnata a mio figlio, l’ho letto anch’io e l’ho pure apprezzato. Non mi ha coinvolto completamente, ma è stata una lettura interessante.


Siamo umani, abbiamo le nostre idee, le nostre fissazioni, le nostre simpatie/antipatie, le nostre percezioni… è giusto che sia così, ma è anche giusto (a volte quando ci sentiamo pronti) di metterci alla prova. Di solito lo faccio. Anche normalmente. Anche nella vita lavorativa. Anche quando si tratta di provare qualcosa di nuovo o di diverso dal solito. È così che si cresce!


Oddio! Mi sono accorta che ho lasciato vagare il mio pensiero proprio come se stessi parlando a cuore aperto. Si vede che l’argomento mi ha davvero toccato. Spero di non essere stata noiosa e chiedo a voi lo stesso che ha chiesto Laura nel suo post su IG:

voi avete dei pregiudizi letterari? Ci sono generi o autori o editori che non leggete?


mercoledì 11 settembre 2019

Purché sia di Serie! #2: Basta un sorriso di Penny Reid




Torno oggi con la rubrica Purché sia di Serie!

Ogni 11 del mese troverete sui blog, che di volta in volta hanno deciso di partecipare, un libro che fa parte di una serie. Non sempre parteciperemo tutte, inoltre la rubrica è aperta a tutti coloro che vogliono partecipare. Questo mese saranno coinvolti i seguenti blog:



Questo mese ho proseguito finalmente la lettura della serie dei fratelli barbuti (i miei amati barbuti) Winston. Ho letto Basta un sorriso di Penny Reid.



Autore: Penny Reid

Titolo: Basta un sorriso

Editore: Always Publishing

Data di pubblicazione: 28 marzo 2019

Pagine: 364

Nessuno riesce a resistere alla comicità e alle curve di Sienna Diaz a Hollywood. Ma la famosa attrice e produttrice latinoamericana ha un grosso problema col suo ultimo progetto: si è smarrita. Si è letteralmente persa tra le nebbiose montagne del Tennessee nel tentativo di raggiungere la location del suo ultimo film, Green Valley. A salvarla da un labirinto di strade buie e isolate e da un violento alterco con la sua mappa arriva un vero e proprio cavaliere in divisa da Ranger del Parco Nazionale con modi galanti e un sorriso dal fascino devastante nascosto sotto una folta barba scura. Peccato che il bel ranger sembri non avere la minima idea di chi lei sia... Jethro è il maggiore dei fratelli Winston, un uomo che ha compiuto delle scelte sbagliate in passato, ma che negli ultimi cinque anni ha lavorato unicamente per riguadagnare la fiducia e il perdono della sua famiglia. Jethro ha evitato le tentazioni e le relazioni superficiali a lungo, ma la donna nella sua macchina, con le sue curve, le sue fossette e la sua irresistibile simpatia sembra davvero fatta per lui. Peccato che Jethro non abbia idea che a Green Valley sia appena arrivata una vera star del cinema...








Basta un sorriso è un romance. È dolce, delicato e ti fa sognare.



Sienna è una diva del cinema hollywoodiano. Jethro è il maggiore dei fratelli Winston. Ha un passato alquanto discutibile, ma si è ravveduto e ha deciso di comportarsi da bravo ragazzo, così è cambiato radicalmente ed è diventato ranger della forestale.



Cosa mi piace della storia dei fratelli Winston? I fratelli Winston! E non è da poco… I Winston sono tutti e sei dei bravi ragazzi. E ti affezioni a tutti. Benché il romanzo sia centrato sulla storia di Sienna e Jethro, tutti i fratelli Winston hanno il loro risalto. Ovvero, raccontando la storia di uno, si entra nella vita degli altri. Diventa quasi un romanzo corale.

In questo secondo volume, oltre il centrale Jethro, hanno risalto Cletus e Billy. Vengono anche meglio descritti altri personaggi secondari come Claire, che era già stata molto importante nel primo romanzo per la storia tra Jess e Duane. Di tutti i personaggi presenti conosciamo altre sfaccettature, approfondiamo la loro conoscenza. Questo è anche dovuto al fatto che, pur essendo un romanzo autoconclusivo, la storia di questi ragazzoni è unitaria. Vediamo il loro evolversi.



Lo stile della Reid è fluido e scorrevole. Sicuramente a rendere più veloce la lettura è anche la scelta di narrare in prima persona dai pov dei due protagonisti che si alternano. Inoltre l’autrice sa dosare bene i vari elementi, mette al momento giusto i colpi di scena, come pure le “difficoltà”. Sicuramente molte scene sono ovvie, alcune battute quasi te le aspetti, ma non disturbano il piacere della lettura.



Venivo da alcune letture che non mi avevano soddisfatta in pieno, quindi sono ben felice di aver potuto dedicare la mia attenzione a questa storia. Mi è piaciuta sia l’atmosfera che l’ambientazione; ammetto di aver desiderato di fare un viaggio in Tennessee. Ora aspetto con ansia di conoscere la storia del prossimo fratello, Cletus, che dovrebbe arrivare a breve.



Prima di lasciarvi, voglio ricordarvi di leggere le recensioni degli altri blog che hanno aderito a questo appuntamento.



La serie Winston brothers (Che barba, l'amore!) consta di diversi titoli, alcuni dei quali ancora non usciti in Italia.
1.    Truth or Beard – Obbligo o verità (recensione
2.    Grin and Beard it – Basta un sorriso 
3.    Beard Science
4.    Beard in Mind 
5.    Dr. Strange Beard
6.    Beard Necessities






lunedì 9 settembre 2019

Segnalazione: Questa non è l’Italia di Alan Friedman


ALAN FRIEDMAN

QUESTA NON È L’ITALIA



Storie segrete e verità shock dietro il nuovo volto del nostro Paese





Controcorrente
Traduzione: Sandro Ristori
Pagine: 320
Prezzo: € 12.90
E-book: € 7.99



Nel suo nuovo libro il giornalista esperto di economia e scrittore bestseller Alan Friedman ci regala una bussola per navigare nel caotico mare dell’attuale situazione politica ed economica.


Con un accattivante taglio saggistico-narrativo Alan Friedman ci racconta in tempo reale quali sono i maggiori cambiamenti cui sta andando incontro il nostro Paese. L’autore, uno dei più attenti e autorevoli osservatori delle dinamiche politico-economiche di casa nostra, ci guida attraverso i temi caldi del momento per districarci tra le innumerevoli informazioni da cui ogni giorno veniamo raggiunti, separando il grano dal loglio. La situazione attuale è molto critica e tante sono le questioni su cui riflettere o interrogarsi. L’immigrazione è veramente un’emergenza nazionale? Le regole della moneta unica possono essere realmente riviste? Il nostro sistema bancario è solido? Quanto è affilata la spada di Damocle del nostro debito pubblico? Rischiamo un’altra crisi? Nella sua lucida analisi, Friedman non ferma il proprio sguardo all’interno dei confini dello stivale, ma si spinge oltre, guardando al futuro dell’Europa, alle mutevoli dinamiche geopolitiche e alle travagliate relazioni tra l’Europa e la Russia, la Cina e gli Stati Uniti di Donald Trump. E le conclusioni potrebbero essere sorprendenti. Un’analisi a tutto tondo del nostro Paese dove, come è successo con il bestseller Ammazziamo il Gattopardo, l’autore è capace di mettere a fuoco le questioni che più stanno a cuore ai lettori, dando risposte semplici e chiare.



• Quale significato dare al risultato delle ultime elezioni europee?

• Quella dell’immigrazione è davvero un’emergenza?

• Quali saranno le conseguenze sull’economia italiana dell’addio di Mario Draghi alla Banca Centrale Europea?

• Quali le prospettive future per lavoro e crescita nell’era del populismo?

• Le politiche economiche del governo giallo-verde sono un successo o un fallimento?

Scioccante, lucido, ironico, onesto, spietato, graffiante, potente. Il nuovo libro di Alan Friedman, l’unica bussola affidabile per orientarci in un Paese alla deriva!


ALAN FRIEDMAN è un giornalista esperto di economia e politica, conduttore televisivo e scrittore statunitense. All’inizio della carriera fu un giovanissimo collaboratore dell’amministrazione del presidente Jimmy Carter, poi è stato per lunghi anni corrispondente del «Financial Times», in seguito inviato dell’«International Herald Tribune» e editorialista del «Wall Street Journal». Tra i suoi libri: Tutto in famiglia, La madre di tutti gli affari, Il bivio, Ammazziamo il Gattopardo (Premio Cesare Pavese), My Way. Berlusconi si racconta a Friedman da cui ha realizzato il documentario distribuito da Netflix in tutto il mondo. Già editorialista per «Panorama» e «Il Corriere della Sera», attualmente collabora con «La Stampa». Con la Newton Compton ha pubblicato Questa non è l’America, per settimane in vetta alle classifiche dei libri più venduti e vincitore del Premio Roma per la Saggistica 2017, e Dieci cose da sapere sull’economia italiana, il libro di saggistica più venduto del 2018. Per saperne di più: www.alanfriedman.it



Sono previsti alcuni eventi per la presentazione di questo libro, personalmente sarò presente a quello di Roma:

Giovedì 19 settembre - ore 18.00

Presentazione del libro

Questa non è l'Italia

di Alan Friedman

con Lucia Annunziata e Myrta Merlino

laFeltrinelli Libri e Musica - Galleria Alberto Sordi - Roma




Mercoledì 25 settembre - ore 18.00

Presentazione del libro

Questa non è l'Italia

di Alan Friedman

con Daniele Manca e Sarah Varetto

Mondadori Megastore - Piazza Duomo, 1 – Milano




Lunedì 7 ottobre - ore 18.00

Presentazione del libro

Questa non è l'Italia

di Alan Friedman

con Romano Prodi e Alessandro De Angelis

Libreria Coop Ambasciatori – via Orefici, 19 – Bologna



Martedì 22 ottobre - ore 18.00

Presentazione del libro

Questa non è l'Italia

di Alan Friedman

con Enrico Rossi e Paolo Ermini

Libreria Red Feltrinelli –piazza della Repubblica, 26 – Firenze