La prima crush non si scorda mai (scuola media, fomo e batticuori) di Valentina Sagnibene: amicizia, paure e crescita in un romanzo che conquista
Ho chiuso l'ultima pagina con un solo pensiero: questo non è soltanto un romanzo per ragazzi. È una storia capace di aiutare anche noi adulti a comprendere meglio il mondo degli adolescenti, le loro paure, le loro emozioni e il loro modo di crescere.
Autore: Valentina Sagnibene
Titolo: La prima crush non si
scorda mai (scuola media, fomo e batticuori)
Editore: Il battello a vapore
Data di pubblicazione: 26 maggio
2026
Pagine: 288
Dopo Come sopravvivere alla
prima crush, tornano Martina, Tancredi e Greta: per loro la fatidica terza
media è appena iniziata. Nonostante gli interessi diversi - horror e giochi da
tavolo, calcio e social - i tre sono amici da sempre e... per sempre. O forse
no? Tra un anno chissà in quale scuola saranno e con chi. Meglio non pensarci
troppo: gli esami incombono e non gli si può sfuggire! Come non si sfugge a
quel frullatore di sentimenti che sono le loro vite amorose. Se infatti nulla
sembra poter scalfire la relazione tra Tan e la fidanzata Francesca, Marti non
è mai sicura di sé con la sua crush, mentre Greta, da quando è così attiva sui
social, lo è forse fin troppo. E se la FOMO, quella strana paura di restare
indietro o perdersi chissà cosa, dilaga nella loro scuola - assieme alle
aspettative sul cosa fare "da grandi" - ecco che la proposta della
prof di italiano di tenere un feed offline cambierà tutto. Quella "scatola
dei ricordi" sarà per i tre amici la scusa per continuare a condividere
sul bullet journal drammi e momenti indimenticabili, baci e paure di un
meraviglioso anno incasinato tra ansie, cambiamenti e crescita.
Con le illustrazioni di @troppoio.it!
La prima crush non si scorda mai è il secondo appuntamento con il trio formato da
Martina, Tancredi e Greta. È un romanzo per ragazzi scritto da Valentina
Sagnibene e io l'ho adorato. Mi è piaciuto talmente tanto che faccio persino
fatica a mettere in fila le idee, perché non so da dove iniziare.
Parto da una
certezza: è un romanzo adattissimo ai ragazzi della scuola media. Martina,
Tancredi e Greta frequentano la terza media e devono affrontare due grandi
sfide: gli esami e la scelta della scuola superiore. Martina è divorata
dall'ansia, perché teme che scegliere scuole diverse significhi perdere i suoi
amici. Tancredi e Greta, invece, sono ancora indecisi e stanno cercando di
capire quale strada vogliono prendere. Sarà proprio questo ultimo anno di
scuola ad aiutarli a conoscersi meglio e a mettersi alla prova.
E chi può
accompagnarli in questo percorso se non la professoressa Ponzi? Io adoro questa
insegnante. Ce ne dovrebbero essere molte di più come lei. Insegna italiano, ma
ogni anno propone ai ragazzi un progetto che li accompagni nella loro crescita
personale. Nel primo romanzo li aveva guidati a esprimere i propri sentimenti
attraverso un Bullet Journal; questa volta lancia una sfida ancora più difficile:
staccarsi dai social.
Per dei
quattordicenni non è certo una richiesta semplice. Come era già successo nel
primo volume, all'inizio il progetto spaventa tutti e tre, ma ben presto
capiscono che vale la pena mettersi in gioco. Riprendono così anche il loro
Bullet Journal, che torna a essere uno spazio tutto loro, dove fermarsi,
ascoltarsi e dare un nome alle proprie emozioni.
Ognuno dei tre
affronta un percorso diverso. Greta impara a ridimensionare il rapporto con i
social e scopre che possono essere uno strumento utile, ma che la vita vera va
vissuta prima di tutto fuori dallo schermo. Tancredi capisce che non ha bisogno
di indossare una maschera per piacere agli altri e trova finalmente il coraggio
di esprimere ciò che desidera davvero, senza vergognarsi delle proprie
passioni.
E poi c'è
Martina, il mio personaggio preferito. L'ho lasciata per ultima proprio perché
è quella a cui mi sono affezionata di più. All'apparenza sembra la più dura e
distaccata, ma in realtà è quella che vive tutto con maggiore intensità. È
capace di scavare dentro se stessa come nessun altro e le pagine del suo Bullet
Journal sono tra quelle che ho amato di più.
In questo secondo
volume i tre ragazzi mettono a nudo tutte le loro paure: l'ansia da
prestazione, il timore di non essere all'altezza, la paura di restare indietro
e quella di perdere le persone a cui vogliono bene. Per questo la scelta della
professoressa Ponzi di lavorare sulla FOMO (Fear Of Missing Out) mi è sembrata
davvero geniale. È un tema attualissimo e affrontato con grande naturalezza.
Credo che questo
sia uno degli aspetti che ho apprezzato di più. È un romanzo pensato per gli
adolescenti, ma letto con gli occhi di un genitore o di un insegnante diventa
una preziosa occasione per comprendere meglio il loro mondo. Ci ricorda quanto
spesso, dietro certi comportamenti, si nascondano paure, insicurezze e il
bisogno di sentirsi accettati.
E poi, diciamolo,
Valentina Sagnibene con me parte avvantaggiata: io amo il Bullet Journal.
Ritrovarlo anche in questo secondo volume è stato bellissimo. Ma il libro non
si limita a raccontarne l'importanza. Nelle pagine finali l'autrice propone
anche spunti pratici per iniziare un Bullet Journal e riflessioni sul rapporto
con i social, che non vengono mai demonizzati, ma presentati come uno strumento
da imparare a usare con consapevolezza.
Ho amato
l'originalità della struttura, l'alternarsi dei tre punti di vista e le pagine
dei rispettivi Bullet Journal, che permettono di entrare davvero nella testa
dei protagonisti.
Ho apprezzato
anche il modo in cui vengono affrontati temi fondamentali come l'amicizia, gli
innamoramenti, la scelta della scuola superiore e la paura del futuro.
L'amicizia, in particolare, è raccontata in modo bellissimo: gli amici sono una
rete di sicurezza, ti proteggono quando serve, ma sanno anche dirti con
sincerità quando stai sbagliando. E proprio per questo diventano un punto di
riferimento prezioso.
Secondo me questo
sarebbe un romanzo perfetto da leggere insieme in una classe terza media. Anzi,
mi piacerebbe tantissimo vedere una classe che, oltre alla lettura, decidesse
di sperimentare davvero il progetto della professoressa Ponzi. Sarebbe
un'esperienza bellissima. In realtà penso che possa essere letto anche prima,
perché i temi che affronta parlano a tutti i ragazzi.
Lo stile di
scrittura di Valentina Sagnibene è fresco, fluido e autentico. Si respira tutta
la spontaneità dell'adolescenza e la lettura scorre con grande naturalezza.
Mi è piaciuto
davvero tutto. Anzi, c'è una cosa che spero con tutto il cuore: che questo non
sia l'ultimo capitolo dedicato a Martina, Tancredi e Greta. Se nel primo volume
avevo imparato a conoscerli, in questo secondo mi sono affezionata ancora di
più a loro. E non sono affatto pronta a salutare Martina, che continua a essere
il personaggio che porto più nel cuore. Subito dopo, naturalmente, la
professoressa Ponzi, una di quelle insegnanti che ogni ragazzo dovrebbe avere
la fortuna di incontrare almeno una volta.
Spero davvero che
Valentina continui a raccontare la storia di questo trio, perché ormai è
entrato anche nel mio cuore.




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