Niente è come sembra di Stefania Gatti: un romanzo che merita di entrare nelle scuole

Ci sono storie che dovrebbero entrare nelle scuole. Questa è una di quelle.

Autore: Stefania Gatti

Titolo: Niente è come sembra

Editore: Gallucci Bros

Data di pubblicazione: 23 agosto 2024

Pagine: 288

Asa e Aline hanno quattordici anni e frequentano il primo anno dello stesso Liceo classico. Le loro strade si intrecciano lungo i corridoi della scuola, tra contrattempi, equivoci e incomprensioni, ma sembrano destinate a non convergere mai. Lui è simpatico e sfrontato e non ha avuto alcun problema a fare nuove amicizie; lei, invece, è chiusa, ombrosa e sta attraversando un periodo difficile, dopo aver scoperto e deciso di custodire con sofferenza il segreto di suo padre. Anche Aline però ha un segreto. Chiusa nella cabina armadio, riesce a sentire frammenti dei discorsi tra la madre, psicoanalista, e i suoi pazienti. Lì dentro abbandona la propria quotidianità, lasciandosi trasportare e attraversare da parole che a stento riesce a distinguere, fino a entrare, non vista, in altre vite. Una voce, in particolare, comincia a insinuarsi nelle sue fantasticherie…


Ci sono libri che riescono a lasciarti qualcosa: una suggestione, un’idea, un’emozione potente. Niente è come sembra è uno di questi.

Sicuramente ho sentito molto vicino a me questo romanzo, perché è ambientato nella scuola, affronta tematiche importanti come il bullismo, l'autostima e l'amicizia. Parla ai ragazzi e di ragazzi, ma è un libro prezioso anche per un docente che volesse parlare in classe di questi temi.

Mentre leggevo, mi sono venuti in mente tanti spunti importanti, perché è vero che il romanzo è ambientato in prima liceo classico, ragazzi quindi di quattordici anni, ma il tema del bullismo diventa spunto di riflessione anche nelle classi della primaria. Non è un azzardo proporlo a ragazzi di dieci anni, perché le avventure narrate sono quelle che quotidianamente si possono verificare a scuola. Avviare discussioni su questo partendo dalla lettura condivisa del romanzo potrebbe essere utile già in quinta primaria. Sicuramente il romanzo presenta la vita scolastica con più libertà, quella di cui godono i ragazzi alle scuole superiori, ma le dinamiche sono molto vicine a tutti gli studenti. Alessandro, detto Asa, racconta episodi alla scuola primaria in cui è stato vittima di bullismo. Quegli episodi lo hanno segnato tanto che ora, pur di essere accettato dal gruppo, rimane coinvolto in alcuni atti di bullismo ai danni di un ragazzo suo coetaneo. Aline invece è una ragazzina che ancora non ha imparato a stabilire relazioni con i coetanei, è schiva e introversa, ma è determinata a difendere i più deboli. Per lei la verità, anche quella scomoda, va sempre perseguita e non si tira indietro. Tanto che è proprio lei a rompere il muro di omertà.

Stefania Gatti affronta temi delicati con grande naturalezza. Pur trattando temi importanti, non trasforma mai il romanzo in una lezione morale. Lascia che siano i personaggi, con le loro paure, i loro errori e il loro percorso di crescita, a far nascere domande e riflessioni. È proprio questo uno degli aspetti che ho apprezzato di più del romanzo.

Le pagine in cui Stefania Gatti descrive gli episodi di bullismo sono tra le più riuscite del romanzo. Colpiscono perché restituiscono uno spaccato estremamente realistico di ciò che potrebbe accadere. Vediamo infatti l’azione del bullo e la forza che questi esercita sul gruppetto di cui si circonda, i gregari. Possiamo notare la paura dei bullizzati. Essi vorrebbero reagire, ma non riescono perché la paura ha la meglio o perché, quando ci hanno provato, non sono stati ascoltati. E come l’aggressore diventa forte se agisce in gruppo, così la difesa diventa valida se si rompe il silenzio e tutti denunciano i fatti.

Altro tema importante trattato nel racconto è quello dell’amicizia e della lealtà tra amici. Mentre Asa vive l’amicizia come sudditanza, Aline incarna l’amico sincero che mette a repentaglio tutto pur di dimostrare che a te ci tiene. È un'amica vera, di cui ci si può davvero fidare. Conosce il peso della verità.

Per tutto il racconto Asa e Aline sembrano contrapporsi. In realtà condividono la stessa fragilità di fondo. Reagiscono agli eventi in modo opposto, ma rappresentano due facce della stessa medaglia: entrambi stanno cercando il coraggio di crescere e di trovare fiducia in sé stessi.

Ho amato questa storia sicuramente per le tematiche, ma anche perché è ambientata a Roma e precisamente nelle zone che sono limitrofe al mio quartiere. Luoghi, vie e ambientazioni sono a me familiari, le ho riconosciute perfettamente e anche la scuola di Asa e Aline, benché mai nominata, è chiara ai miei occhi e soprattutto è una scuola plausibile nel panorama del quartiere descritto.

Una piccola nota: nel romanzo c’è un piccolo cameo in cui si può vedere l’autrice stessa o almeno credo di averla riconosciuta. Sì, perché l’autrice è stata anche una collega nel mio stesso istituto e la scena descritta nel romanzo è plausibile come sua modalità. E trovarla mi ha fatto sorridere.

Per questo mi sento di consigliarlo non solo ai ragazzi e alle ragazze che frequentano la scuola di I grado o che sono appena entrati in quella di II grado, ma anche agli insegnanti che vogliano discutere con i ragazzi di questo tema. Potrebbe essere una bellissima lettura condivisa sulla quale innestare tante discussioni e/o attività laboratoriali, per porre l’attenzione sul bullismo ma soprattutto per aiutare i ragazzi a uscire dall’omertà e a prendere coscienza del loro valore.

Niente è come sembra è un romanzo vivo, autentico, capace di coinvolgere proprio perché racconta qualcosa che, purtroppo, può accadere davvero. Sa raccontare con grande autenticità ciò che molti ragazzi vivono ogni giorno.






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