Leave me there di Naike Ror: il gioco degli intrighi continua
Naike
Ror ci ha preso gusto: un altro libro, altre cento domande. E io sono ancora
qui a cercare le risposte.
Autore: Naike Ror
Titolo: Leave me there
Editore: Always Publishing
Data di pubblicazione: 24 luglio 2026
Pagine: 408
Alla Hawthorne anche l’amore deve scegliere
da che parte stare. Sunny Sterling conosce le regole della Hawthorne meglio di
chiunque altro. È cresciuta tra i corridoi dell'accademia, dove il valore di
una persona si misura dal peso del cognome che porta. Un tempo era una Golden
Ones, poi uno scandalo ha travolto la sua famiglia e gli amici di sempre le
hanno voltato le spalle, il ragazzo che amava ha smesso di crederle. Ma adesso…
gli Sterling sono tornati. E la Sunny che ripercorre quei corridoi non è più la
stessa che se n’era andata. È determinata a vendicarsi per ciò che le è stato
strappato e a dimostrare che la verità è ben diversa da quella che tutti hanno
scelto di supportare. Miles Langford è uno dei Golden Ones, ma dietro
l'apparenza del ragazzo vincente si nasconde una realtà molto diversa: la sua
famiglia si sta disgregando e ci sono giorni in cui mettere ordine nei propri
pensieri richiede più energia di quanta chiunque possa immaginare. Vive una battaglia
invisibile agli occhi degli altri, che però ha imparato a nascondere dietro
l’irriverenza. E il ritorno degli Sterling riapre ferite che aveva cercato di
ignorare, soprattutto quando si ritrova davanti Sunny, la ragazza che non ha
mai davvero smesso di amare e che, adesso, sembra odiarlo più di chiunque
altro. Una sola bugia e la promessa che si erano scambiati si è infranta. Una
sola bugia e due anime inseparabili si sono trasformate in nemiche giurate.
Costretti a condividere di nuovo gli stessi corridoi mentre vecchi segreti
riemergono e le alleanze si incrinano, Sunny e Miles dovranno decidere se
continuare ad aggrapparsi alle bugie che li hanno separati o affrontare una
verità capace di cambiare per sempre tutto ciò in cui hanno creduto. Perché
alla Hawthorne c’è una domanda che fa più paura di qualsiasi scandalo: come
puoi tornare a fidarti della persona che ami… quando è stata proprio lei a
spezzare la promessa più importante?
Amo le storie di Naike Ror, non solo per la storia in sé,
che riesce sempre a coinvolgermi, ma anche per tutta la struttura del romanzo,
l'ambientazione e la cura dei personaggi.
Leave
me there è il secondo volume di una trilogia. Il primo, Meet me here, ci aveva lasciati con il
fiato sospeso e con una marea di interrogativi. Con questo appuntamento
iniziamo a capire meglio quale sia la situazione nella scuola, capiamo che
dietro agli intrighi c’è qualcos’altro che ora ha ragioni economiche, ora
politiche, ma tutto ruota intorno all’avere potere per salvaguardare i propri
interessi. Ammetto che in alcuni punti queste dinamiche di potere e i segreti
che nascondono mi hanno messo in difficoltà, perché a volte rimangono molto
nebulose; presumo che sia un espediente narrativo per tenere alta la tensione.
Con il terzo volume avremo chiarito molti dubbi: primo fra tutti perché ce
l’hanno tutti con Dorian? C’è da dire che Dorian è bello misterioso. Altra cosa
che non riesco a spiegarmi è il comportamento di Cressida. Deve essere
originato da qualcosa, ma quale sia il suo tornaconto personale ancora non lo
vedo. Mi rimane ancora un dubbio che spero si chiarisca nel terzo volume:
perché un divorzio dovrebbe interessare altri, se non le due famiglie
coinvolte, e soprattutto perché ci si accanisce solo su una parte in causa, nello
specifico gli Sterling? La signora Sterling, che adoro perché mi sembra l'unico
adulto sano di mente del romanzo, non ha tradito il marito con un fantasma, ma
con il signor Langford. Eppure l'inferno sembra scatenarsi solo su Sunny e
Dorian, mentre Miles viene quasi risparmiato.
Un aspetto che amo nei romanzi di Ror è il fatto che
siano corali. Questo permette di leggere le dinamiche dei protagonisti da tutte
le sfaccettature e soprattutto riesci a seguire tutti i personaggi. Se in Meet me here la storia principale girava
intorno a Juliet e Asher, in Leave me
there i protagonisti sono Sunny e Miles e mi auguro che il terzo volume sia
incentrato su Elowen e Dorian perché, secondo me, Elowen ha tante cose da
raccontare. È stata lì tranquilla, a margine di tutto, ma sempre presente e
sempre osservatrice attenta.
Anche i personaggi secondari sono interessanti, hanno
tutti qualcosa che incuriosisce e a modo loro affascinano il lettore. Spesso ti
trovi a domandarti perché facciano determinate mosse… e ammetto che su parecchi
episodi lasciati lì io non riesco a capirli e sto cercando di inserirli nel
quadro generale (quasi questo fosse una sorta di giallo intricatissimo
piuttosto che un rosa…). Insomma di intrighi e sotterfugi, lotte, alleanze
improbabili e colpi di scena ce ne sono tanti. Bisognerà aspettare il terzo
volume per chiarire tutto!
Se invece guardo alla componente romance, devo ammettere
che la storia tra Sunny e Miles non mi ha coinvolta quanto speravo.
Probabilmente perché sono ancora molto legata a Juliet e Asher e aspettavo
soprattutto di vedere come sarebbe proseguito il loro percorso. Inoltre ho
sviluppato una vera simpatia per Elowen. Mi fa una tenerezza infinita e credo
che sia più forte e coraggiosa di come la vedano gli altri. È una ragazzina
determinata e leale. Soprattutto se si tiene in considerazione cosa ha dovuto
subire e come viene trattata in casa dai suoi stessi genitori. E lasciatemelo
dire: i genitori di Elowen e Asher sono proprio pessimi. Spero solo che si
riscattino sul finale, perché fino ad ora vorrei solo cancellarli.
Ricapitolando, il romanzo mi è piaciuto, perché gli
intrighi di potere tengono viva l’attenzione e ti costringono a leggere tutto
con attenzione per evitare di perdere qualche passaggio fondamentale. Ho
apprezzato il fatto che ci siano ben sei punti di vista differenti, infatti
ogni capitolo ha la sua voce narrante. Chi più chi meno, ma tutti e sei i
protagonisti hanno modo di far sentire il loro punto di vista. È, a tutti gli
effetti, un romanzo corale. Ho anche apprezzato il capitolo iniziale “Dove
eravamo rimasti”, in poche parole abbiamo il riassunto di quello che è accaduto
e siamo pronti per affrontare la seconda parte del racconto. In questo capitolo
iniziale sono messi in evidenza i fatti salienti, quello che realmente ci serve
per gustare pienamente il nuovo racconto. È sicuramente fondamentale questo
specchietto riassuntivo, ma questa seconda avventura alla Hawthorne non può
essere apprezzata se non si conosce ciò che è stato già narrato. I riferimenti
al primo volume sono tanti e quindi è consigliabile iniziare da lì.
E poi c'è il finale. Un finale che non chiude, ma
rilancia. In parte lo si può anche intuire, perché Cressida non potrebbe
comportarsi diversamente, ma rimangono intatte le domande sulle sue reali
motivazioni. Insomma, chiudi il romanzo continuando a chiederti
"perché?" e con il desiderio di avere subito tra le mani il terzo
volume della trilogia.
Mi piace come scrive Naike Ror, riesce sempre a coinvolgermi
emotivamente e a tenermi attiva nella lettura.
Ringrazio
la CE per avermi omaggiata della copia in formato digitale, permettendomi la
lettura in anteprima.
La
trilogia è così composta:
1)
Meet me here (recensione)
2)
Leave me there
3)
Bring me back (in arrivo…)






Commenti
Posta un commento