Vuoi metterti con me? di Vigdis Hjorth: nessuno ama come a dieci anni
Perché a dieci anni innamorarsi è una faccenda complicatissima.
Autore: Vigdis Hjorth
Titolo: Vuoi metterti con me?
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 30 gennaio 2026
Pagine: 180
Un delicato romanzo sul primo amore e sullo
stupore delle nuove emozioni, sulla complicità e lo scompiglio, perché
diventare grandi non è certo una cosa facile! Cosa si è disposti a fare per
amore? Da quando a scuola è arrivato Jørgen Ruge, Anne Lunde non ha alcun
dubbio: qualunque cosa! Come le eroine delle leggende, come una vera bandita...
Anne ha dieci anni e tutto sembra procedere tranquillamente nel piccolo paesino
norvegese in cui vive spensierata, tra le gare in bicicletta con i maschi, le
arrampicate sulla vecchia quercia che domina il campo e le chiacchiere
spassionate con l'amica del cuore Beate. Ma ben presto Jørgen inizia a essere
qualcosa di diverso e inaspettato. Ed è così che la gelosia, l'insicurezza e
l'attesa entrano nelle giornate di Anne e dei suoi amici, ora scandite da
tenerissime lettere d'amore, piani super segreti e storie di fantasmi
misteriosi: Anne scoprirà allora che l'amore è un'avventura molto più
spericolata di qualsiasi gioco.
Questo è uno di quei libri che ho bisogno di guardare da
due prospettive diverse: quella della lettrice e quella della maestra.
Ho comprato questo libro a scatola chiusa poiché, durante
un giro in libreria, sono rimasta colpita da questo volumetto. La prima cosa ad
attirarmi è stata la copertina, che mi ha fatto pensare subito all’estate, e
poi il titolo, molto particolare per un libro destinato ai bambini. Così, senza
pensarci due volte, l’ho acquistato. Ora, dopo averlo letto, mi sono ritrovata
a chiedermi se ne fosse davvero valsa la pena. E qui entra in gioco la doppia
prospettiva. Se dovessi rispondere da lettrice, direi che sì, il libro
funziona, ma mi ha lasciata un po’ delusa. Mi aspettavo una storia più
coinvolgente, capace di prendermi maggiormente e di farmi venire voglia di
sapere cosa sarebbe successo. Se invece a rispondere è la maestra, il giudizio
cambia: è un romanzo davvero carino e molto adatto a un pubblico di bambini. È
una storia piuttosto lunga e richiede una certa autonomia nella lettura, anche
perché la vicenda si sviluppa attraverso molte scene e situazioni quotidiane,
ma lo vedo bene anche come lettura collettiva in classe, perché offre tanti
spunti di riflessione.
Attraverso le vicende di Anne e dei suoi amici possiamo
parlare di pregiudizi, di bugie, di amicizia e di amore. Sì, anche di amore,
perché tutti si innamorano…
E
nessuno sarà mai innamorato in tutta la sua vita come a dieci anni e in quarta
classe.
È la prima volta che leggo questa autrice norvegese e
devo dire che il suo stile mi è piaciuto, in quanto l’ho trovato adeguato alla
fascia di pubblico a cui si rivolge, con frasi brevi e situazioni realistiche
della vita quotidiana di un bambino. Emergono anche alcune abitudini e aspetti
della quotidianità dei bambini norvegesi, con tempi e situazioni che possono
essere diversi da quelli a cui siamo abituati in Italia, ma sono comunque
situazioni nelle quali anche i bambini italiani possono riconoscersi. Insomma,
è un romanzo che calza a pennello per dei bambini, una lettura che sicuramente
risulta coinvolgente.
A tratti mi ha fatto venire in mente Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren e Lotta Combinaguai, sempre della stessa autrice, per quel modo così
diretto e vivace di raccontare il mondo dal punto di vista dei bambini. Lotta Combinaguai è una lettura che
voglio recuperare: finora ne ho letto solo alcuni brani e mi è venuta voglia di
leggerla per intero. La vicenda di Vuoi
metterti con me? racconta scene di quotidianità, mettendo in evidenza i
pensieri e i sentimenti di Anne, una bimba di dieci anni che si innamora del
nuovo arrivato e da quel momento ne capitano di tutti i colori. Lo stile
narrativo è adatto a questa modalità di racconto. Il romanzo non è diviso in
capitoli, ma tra una scena e l’altra c’è un po’ più di spazio, a sottolineare
che cambia il momento. È proprio questo uno degli aspetti che, da maestra, ho
apprezzato maggiormente: quasi ogni scena può diventare un punto di partenza
per parlare con i bambini di ciò che accade ai protagonisti e, soprattutto, di
ciò che accade anche a loro. Se dovessi pensare a creare una biblioteca di
classe, questo libro ne entrerebbe a pieno titolo.
Ho apprezzato il finale del romanzo: mette un punto alla
storia, ma lascia aperta una speranza su quello che potrebbe accadere. Ognuno
può leggerci la fine che preferisce.
Quindi a chi lo consiglio? A lettori in erba, che amano
correre in bicicletta, che credono nell’amicizia e che hanno voglia di stare
con gli amici. Lo trovo adatto dai 9/10 anni, soprattutto a bambini che abbiano
già una buona autonomia nella lettura.





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