Recensione: Come volpi in mezzo ai lupi di Christian Antonini
Autore: Christian Antonini
Titolo: Come volpi in mezzo ai lupi
Editore: Il battello a vapore
Data di pubblicazione: 3 settembre 2024
Pagine: 192
Varsavia, settembre 1939. Mentre i nazisti
invadono la città, Eliza e Andrej perdono i genitori in un bombardamento aereo.
Senza esitazioni, il ragazzo scappa in campagna e si unisce alla Resistenza. La
sorella, invece, viene adottata da un ex professore universitario di matematica
e da sua moglie. E mentre intorno a lei, come predatori e prede in un gioco
antico quanto il mondo, nazisti e partigiani combattono, un frammento di
bellezza irrompe nella sua piccola casa e la illumina. Si tratta di un gioco inventato
dal professore e capace di mostrarle come, nel mondo, tutto sia collegato e
concatenato. Ma se anche nella realtà buia della guerra, si chiede Eliza, le
regole per vincere fossero le stesse del gioco del professore? Quante case
dovrebbero andare distrutte per avere una speranza? Che cosa andrebbe scambiato
per avere un futuro? Decisa a mettere la sua vita al servizio della libertà e
del suo popolo, Eliza giocherà la sua partita. Fino alla vittoria o alla
sconfitta.
Nuovo romanzo storico di Christian Antonini!
Credo di dovermi ripetere per l’ennesima
volta: i romanzi storici che Christian scrive per i ragazzi sono bellissimi.
Non ho altre parole per definire come egli sia in grado di trasportare a
portata di bambino eventi lontani, a volte poco conosciuti e soprattutto forti.
Questa volta l’autore ci porta alla scoperta
della resistenza di Varsavia, al tempo della seconda guerra mondiale.
La protagonista è una ragazzina molto
coraggiosa, che ha dovuto affrontare la perdita dei genitori a causa dei
bombardamenti, che è stata divisa dal fratello perché lei era troppo piccola e che
è stata affidata ad una famiglia che se ne prendesse cura. Eliza non si lascia
abbattere dalla sorte. Inizia una sua personale resistenza, che poi
concretizzerà con azioni che fanno parte della resistenza attiva dei partigiani
di Varsavia.
L’episodio principale della narrazione è
quello della rivolta dei cittadini polacchi, una rivolta che prende l’avvio il
1° agosto del 1944, quando i partigiani polacchi fanno scoppiare
un’insurrezione e vanno a chiedere aiuto alle truppe russe, che sono accampate
nelle zone limitrofe alla città di Varsavia, con l’intento di cacciare indietro
l’invasore tedesco.
Il racconto di questo episodio storico è inserito
in un racconto di più ampio respiro che vede come protagonista Eliza. Eliza è
una ragazzina e con la sua vita quotidiana fa capire qual era il clima che si
respirava nella Varsavia occupata dai tedeschi. Si avverte il peso di questo
invasore. Il tutto viene alleggerito dalla presenza di un professore di
matematica: Karol Borsuk. La figura del professore è una figura storica e autentica,
ciò che viene raccontato riguardo al professore è tutto vero ed è usato come
espediente per far capire come si poteva resistere alla pressione dell’invasore
anche giocando. Il gioco ideato da Borsuk è basato sulla matematica e
soprattutto sulle equivalenze. Giocando e aiutando il professore a ideare il
gioco, Eliza capirà quanto è importante il valore di una vita e farà delle
scelte che la porteranno a vincere la sua battaglia.
La nota finale che l’autore aggiunge al suo
racconto è la spiegazione di come sia arrivato a studiare e quindi a raccontare
di questo avvenimento e del gioco ideato dal professore; un gioco che l’autore
racconta essere vero e che io sono andata a cercare perché mi incuriosisce
molto. Il gioco in questione si chiama Super Farmer. L’autore (amante dei
giochi da tavola) invita il lettore a cercare una ludoteca e a giocare a questo
gioco. Io non so se la troverò, ma il mio impegno è quello di cercarla, per ora
ho solo fatto una ricerca per vedere dove comprarlo.
Mi è piaciuto molto il testo di questa storia
leggera all’interno di una cornice che invece è molto più pesante. È bello
anche vedere quanto in realtà la matematica può essere vista in maniera
divertente.
Altra cosa che ho molto apprezzato è il fatto
che la protagonista sia una bambina, una ragazzina di 12 anni che ci mostra
quanto si possa fare anche in piccolo, anche solo facendo il proprio dovere.
Un libro bellissimo, adattissimo ai ragazzi,
che possono leggerlo in autonomia perché hanno bisogno di poche spiegazioni,
forse solo un inquadramento storico, per comprendere a pieno tutto il racconto.
In questo libro non viene soltanto raccontata
la Storia, viene raccontato anche il sentimento che si prova in periodo di
guerra, la sensazione di oppressione che si avverte durante l’invasione; viene
descritto il clima della guerra, la paura che sottende tutte le azioni
quotidiane: la guerra in qualche modo si respira. I riferimenti sono tutti
molto chiari e quindi i ragazzi possono facilmente leggere il romanzo da soli.
Il sentimento che pervade Eliza forse lo si comprende bene in questo periodo in
cui in televisione vediamo passare tante notizie di guerre e si vedono tante
devastazioni.
Il romanzo ci lascia un bel messaggio: Eliza
è una ragazza forte, la sua forza è quella di non arrendersi.
Assolutamente consigliato.
Ringrazio la CE per avermi omaggiato della
copia cartacea del romanzo e ringrazio l’autore per aver risposto ai miei
messaggi mentre proseguivo con la lettura.
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