Il detective delle frazioni di Valeria Razzini: quando un romanzo diventa uno strumento per la matematica

E se per insegnare le frazioni servisse anche un po’ di fiuto da detective?

Prima di parlare del libro, ho bisogno di fare una premessa.

Chi insegna è spesso alla ricerca di libri per avvicinare i giovani alla lettura e/o per veicolare messaggi e nozioni. Sono fermamente convinta che partire da una lettura che sia vicina al mondo dei ragazzi a cui ci rivolgiamo sia di gran lunga il modo migliore per attirare la loro attenzione e soprattutto per far vivere loro la lezione in modo coinvolgente e divertente. Inoltre la penso esattamente come le sorelle Gottardi: la lettura è una competenza trasversale. Va coltivata tanto se siamo insegnanti di italiano quanto se la nostra materia è scientifica. Anzi, forse proprio per chi insegna una materia scientifica, portare in classe un romanzo che intrecci avventura e contenuti disciplinari può essere una carta vincente.

È anche per questo che spesso leggo libri per bambini: cerco storie che possano diventare uno spunto di riflessione su temi di attualità, come l’inclusione e il bullismo, oppure un modo diverso per introdurre un argomento.

Negli ultimi anni ho letto spesso in classe un libro (a volte anche più di uno). Non ho scelto i grandi classici, ho sempre proposto libri contemporanei. Questo perché un libro è figlio del suo tempo e, quando proponiamo qualcosa in classe, quella lettura deve essere parte del vissuto.

Soprattutto per matematica, ho cercato racconti che potessero accompagnare la classe per tutto l’anno. Vi posso garantire che agli alunni piace molto poter seguire le vicende dei loro beniamini e l’appuntamento con la lettura viene atteso con grande emozione. Non è mancato chi in classe mi sia venuto vicino a dire in segreto: “Maestra, io il libro me lo sono comprato e lo ho letto, perché volevo sapere come finiva…”.

Ed è proprio per questo che il nuovo romanzo di Valeria Razzini mi sembra particolarmente interessante per una classe terza primaria: può accompagnare alunne e alunni per tutto l’anno e, al tempo stesso, offrire un modo diverso per lavorare sulle frazioni, che in terza rappresentano spesso uno degli scogli più impegnativi.


Autore: Valeria Razzini

Titolo: Il detective delle frazioni

Editore: Il battello a vapore

Data di pubblicazione: 24 marzo 2026

Pagine: 144

Tommaso si è appena trasferito in una nuova scuola, quando cominciano a capitare strani avvenimenti: qualcuno divide in otto fette uguali la torta che era stata preparata per la Grande Festa di Primavera e che doveva essere tagliata dal sindaco in persona; in palestra vengono ritrovati i tre quarti dei palloni sgonfi e nel laboratorio di scienze le soluzioni destinate agli esperimenti vengono frazionate in provette identiche. A indagare sugli strani sabotaggi viene chiamato lo zio di Tommaso, un investigatore privato da cui lui ha ereditato il suo grande intuito investigativo. Tommy non si lascia sfuggire l'occasione: munito del suo inseparabile Diario dell'investigatore, analizza insieme allo zio indizi e moventi, va alla ricerca di prove e sospettati e alla fine, grazie alla matematica, riuscirà a scoprire chi è il colpevole e quale messaggio si nasconde dietro le azioni del sabotatore misterioso...

Un caso intricato e divertente, per conoscere tutto sulle frazioni e allenarsi a diventare detective insieme a Tommaso!


Questo è il terzo romanzo didattico (definizione che mi sono appena inventata, ma che rende l’idea) di Valeria Razzini, autrice che ho la fortuna di avere come amica e con la quale spesso mi confronto.

Come nelle precedenti avventure, anche Il detective delle frazioni è ambientato in una classe che riflette molto bene la quotidianità della scuola primaria. In questo caso Tommaso è il nuovo arrivato e ancora non si è ambientato nella classe. Ha il pallino dell’investigazione e segna tutto su un quadernetto: il diario dell’investigatore.

La storia ci racconta la vita in classe, fatta di esercizi e giochi didattici, anche attraverso il punto di vista di Tommaso, che annota indizi e sospetti. Giochi ed esercizi possono diventare attività da svolgere in classe per rendere più coinvolgenti sia la lettura sia la lezione. Sono ottimi spunti per una didattica laboratoriale e ludica. Gli appunti sul diario dell’investigatore rendono avvincente la risoluzione del caso misterioso. Sì, perché c’è un mistero da risolvere. Conoscere le frazioni sarà d’aiuto… Valeria è brava a mettere in scena elementi depistanti, ma il colpevole lo capiamo al secondo incidente… il fatto che io sia riuscita a capire chi fosse mi ha riempito di gioia!

Ho letto tutti e tre i romanzi di Razzini e devo dire che questo forse è quello che mi ha convinto di meno. Il legame tra le frazioni e l’indagine investigativa questa volta mi è sembrato un po’ forzato: ho avuto l’impressione che la storia dovesse in qualche modo adattarsi alla necessità di parlare di frazioni. Il romanzo è scritto bene, la storia è carina ed è adatta ai bambini di classe terza primaria, anche se, a mio avviso, i capitoli sono un po’ troppo lunghi. È vero che si può interrompere la lettura anche all’interno del capitolo, perché ci sono diversi cambi di scena, ma personalmente ho sofferto comunque la loro lunghezza. Per bambini di otto anni, mantenere attenzione e concentrazione su una lettura così lunga non è sempre semplice.

Situazioni e comportamenti sono quelli che possiamo ritrovare in una classe e in un istituto scolastico, quindi sono molto vicini al vissuto degli alunni, che possono facilmente riconoscersi nei protagonisti.

Ho apprezzato la presenza di molto materiale didattico, che può diventare il punto di partenza per numerose attività. Partendo dalla lettura, si possono proporre i giochi presenti nella narrazione e anche gli esercizi. Fantastica poi la parte più strettamente didattica, un vero supporto per affrontare la teoria matematica che riguarda le frazioni, i numeri decimali e le percentuali. Perché, se è vero che il romanzo è rivolto a una classe terza, lo possiamo riprendere o possiamo leggere alcuni brani anche in quarta e in quinta. Inoltre la teoria è calata nella vita di ogni giorno, la maestra Leda e la maestra Elena riescono a inserire le attività didattiche in situazioni reali come fossero compiti autentici. Una situazione del romanzo può diventare il punto di partenza per mettere in gioco conoscenze e competenze attraverso attività e progetti collaborativi.

Concludendo, rispetto a quanto mi aspettavo (soprattutto avendo letto i precedenti) ho trovato la storia un po’ sottotono. È una lettura che può essere diluita nell’arco di tutto l’anno scolastico, anche se la trovo più adatta a partire da marzo. Nomino il mese specifico perché è proprio dall’inizio della primavera che la vicenda si infittisce. Come storia avrei preferito una struttura narrativa più solida, ma come strumento di lavoro in classe è ottimo.

Lo consiglio:

- ai giovani lettori amanti del mistero e della matematica, che possono divertirsi a seguire l’indagine e apprezzare i riferimenti alla materia;

- ai giovani lettori che vedono la matematica come il fumo negli occhi. La storia di Tommaso è divertente e gli esercizi possono aiutare a capire meglio gli argomenti matematici più ostici;

- ai docenti che volessero fare una didattica inclusiva, ludica e laboratoriale. Ci sono tanti spunti per costruire attività interattive e coinvolgenti, andando ben oltre la lezione frontale. È un modo per avvicinare ai concetti matematici tutti i bambini, anche quelli che guardano alla matematica con maggiore difficoltà o diffidenza.

 


Gli altri romanzi di Valeria Razzini:

Le olimpiadi della Matematica (recensione

Il genio delle tabelline (recensione

Il detective delle frazioni

 


Nota per i docenti


Se sei un docente e cerchi materiale da proporre in classe, mi permetto di suggerirti anche un testo più operativo che si accompagna bene a questo romanzo:

Ginevra Gottardi e Giuditta G. Gottardi, Imparo con i lapbook. Matematica e scienze (Classe quarta), Erickson, 2017

Questo testo è per la classe quarta, ma è operativo e può essere adattato anche alla classe terza. Io l’ho usato proprio in terza per creare il quaderno interattivo dedicato alle frazioni e l’ho trovato molto utile.

Per finire, vi propongo come io utilizzerei in classe il romanzo di Valeria:

- lettura diluita nell’arco dell’anno: non necessariamente un capitolo per volta, ma calibrando le interruzioni sulla programmazione didattico-educativa. Il romanzo ci deve accompagnare, senza diventare un appuntamento rigido;

- realizzazione del diario dell'investigatore per annotare gli elementi utili alla risoluzione del caso;

- creazione di un interactive notebook per ripassare gli elementi matematici incontrati nella storia e lavorare sulle frazioni.



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