Attività didattiche per il Giorno della Memoria nella scuola primaria: Otto. Autobiografia di un orsacchiotto
Affrontare il Giorno della Memoria a scuola significa scegliere parole, storie e attività capaci di parlare ai bambini con cura. In una classe prima, a volte, è un orsacchiotto a fare da filo tra memoria, emozioni e attività didattiche.
Quando nel calendario c’è una
giornata speciale, mi piace sottolinearne l’importanza parlandone in classe.
Il 27 gennaio è il Giorno
della Memoria e ogni anno affronto questa giornata in classe con un percorso
adatto ai bambini che ho davanti. Quest’anno ho una prima primaria, ma non
passerò sotto silenzio questo appuntamento con la Storia.
Da cosa partirò? Dalla
lettura di questo libro illustrato per bambini.
Autore: Tomi Ungerer
Titolo: Otto. Autobiografia di un
orsacchiotto
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 21 novembre 2023
Pagine: 64
Questa è la storia dell'orsetto Otto e di due
bambini: tre compagni di gioco inseparabili che solo una stella gialla cucita
sul petto e la crudeltà della guerra riuscì a dividere. Ma non per sempre,
perché un giocattolo amato non si abbandona mai davvero. Per fortuna Otto ha
imparato a scrivere a macchina e può raccontare la sua storia di amicizia
perduta e ritrovata, perché in un'imbottitura c'è spazio per tantissimi
ricordi...
Otto è il racconto della vita di un orsacchiotto. Attraverso gli occhi di
questo giocattolo conosciamo il dolore della guerra. Viviamo la separazione dovuta alla
segregazione nei campi di detenzione. Ma sperimentiamo anche il valore
dell’amicizia che va oltre la razza e la religione. Vediamo la forza di
un’amicizia che supera la guerra e il trascorrere del tempo. Otto passa di mano
in mano per poi tornare al suo proprietario, che nel frattempo è diventato
anziano. L’orsacchiotto che torna a casa porta su di sé i segni del tempo e
della Storia.
La storia di Otto è molto
delicata e ben narrata, il libro è poi corredato di illustrazioni molto belle.
Peccato che il formato sia molto piccolo e quindi si riescono ad apprezzare
poco, specie se le mostriamo in classe.
Quali idee mi sono
venute in mente leggendolo?
Questa volta la storia
presentata non è un racconto facile, quindi è importante parlarne con i bambini
in modo da far emergere le loro emozioni e anche capire se conoscono questo
avvenimento. È importante inquadrare il fatto storico e contestualizzarlo con
l’attualità. Sicuramente molti dei nostri alunni hanno sentito parlare della
guerra tra Israele e Palestina, che proprio in questo periodo si è fatta più
accesa. Quello che suggerisco è un momento di riflessione sulla lettura e sulla
Storia con la modalità del circle time. Troviamo quindi un luogo dove possiamo
sederci in cerchio in modo da guardarci tutti in faccia. Stabiliamo la regola
che può parlare solo la persona che ha il testimone (io uso una pallina di
spugna, non una palla grande, ma qualcosa che possa essere tenuta in mano). Non
si fanno commenti mentre un compagno o una compagna parla, ma si può esprimere
il nostro pensiero dopo aver lasciato il tempo all’altro di esprimersi.
Cerchiamo di far parlare tutti e guidiamo la conversazione con domande stimolo:
Ti
è piaciuta questa storia?
Ti
è piaciuto come è finita?
Hai
anche tu un giocattolo a cui sei molto affezionato?
Ti
sei mai dovuto separare dal tuo gioco preferito? Come ti sei sentito?
Hai
mai perso un tuo gioco? Lo hai ritrovato? Cosa hai provato quando lo hai
ritrovato?
Come
pensi si sia sentito il bambino che ha dovuto lasciare Otto?
Dopo il momento dedicato alla
comprensione del testo, possiamo consegnare loro una fotocopia con la sagoma di
un orsacchiotto e chiedere loro di disegnare i cambiamenti che ha subito il
protagonista della storia (la macchia d’inchiostro e il foro del proiettile).
Soffermiamoci poi sul
significato della Stella a sei punte. Chiediamo se sanno perché a un certo
punto il bambino ebreo deve cucire la stella sul suo cappotto. Se riusciamo
coinvolgiamo l’insegnante di religione per parlare di questo simbolo.
Invitiamo i bambini a
disegnare la stella facendo attenzione al fatto che i due triangoli equilateri
siano intrecciati. Solitamente si tende a farli sovrapposti, ma è importante
che siano intrecciati perché il significato che rappresentano fa proprio
affidamento sul loro “intreccio”.
Partiamo dal disegnare il
triangolo con il vertice in alto. Questo rappresenta l’uomo che poggia sulla
Terra e contempla Dio. Disegniamo il triangolo con la punta verso il basso che
invece raffigura Dio. Un Dio che volge il suo sguardo verso l’Uomo. I due
triangoli si intrecciano, si legano, perché l’Uomo tende verso Dio e Dio è
rivolto verso l’Uomo.
L’altro simbolismo che
possiamo evidenziare è quello legato alle punte. Ogni punta rappresenta un
giorno della creazione (Genesi 1,1-2,4a), mentre la parte centrale è il settimo
giorno, quello dedicato al riposo.
Possiamo anche far realizzare
loro questa stella con la tecnica degli origami.
Possiamo far preparare più di una stella, in modo da conservarne una nella scheda dell’orsetto e con l’altra possiamo realizzare un cartellone scrivendo all’interno della stella il nome di ognuno di loro.
Far riflettere i bambini è sempre importante
e, anche quando sono piccoli, è giusto accompagnarli con delicatezza verso
queste tematiche.
Ringrazio di cuore la mia collega ins. di
IRC, Stefania, per avermi aiutata a capire il simbolismo della stella di
Davide.




Commenti
Posta un commento