Quassotto di Barbara Cantini: un albo illustrato per parlare di lettura ad alta voce e di errori in classe
Un albo illustrato,
una lettura ad alta voce e una classe in ascolto: da qui possono nascere
riflessioni preziose sugli errori e sull’imparare insieme.
Mi piace leggere albi
illustrati, per tanti motivi. Il primo è forse legato alla mia professione:
sono sempre alla ricerca di letture da portare in classe. Gli albi illustrati
sono un ottimo gancio per attirare l’attenzione su un argomento, ma anche un
modo divertente per rilassarsi.
Leggere in classe è un modo
speciale di condividere con bambine e bambini un momento: un momento di
benessere, un momento tutto nostro. La lettura permette loro di staccarsi dalla
realtà e di immaginare, di sognare a occhi aperti, di rilassarsi e di abbassare
il livello di ansia. È un momento di condivisione davvero speciale.
A volte uso gli albi per
attività didattiche, altre volte solo per il gusto di leggere insieme, altre
ancora per stimolare una riflessione. Sono fermamente convinta che leggere ad
alta voce per qualcuno sia un regalo meraviglioso: permettiamo all’altro di
conoscere un mondo diverso e speciale.
Quando posso, mi piace
leggere albi e subito penso a come portarli in classe.
È il caso di questo volumetto…
Autore: Barbara Cantini
Titolo: Quassotto
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 5 novembre 2024
Pagine: 64
Beniamino è stufo di vedere i suoi bei
quaderni ordinati pieni di correzioni del maestro e si chiede come mai, nella
notte, alcune lettere spariscano inspiegabilmente dai suoi compiti! Per
capirlo, una sera si nasconde insieme a quel pigrone del suo cane Rodrigo in un
fortino di coperte (con una scorta di cioccolato e di libri d'avventura!) e
scruta con attenzione il buio: occhi stralunati, denti-non-taglienti, coda
arruffata e una passione per acca, maiuscole e doppie!
Quassotto racconta la storia di Beniamino, che
si trasforma in investigatore per scoprire chi ruba le sue lettere. Beniamino
non riesce a capire come mai i suoi compiti, che la sera sono ben fatti e
ordinati, quando arrivano nelle mani del maestro siano privi di acca e doppie.
Ecco che una notte trova il
colpevole! Conoscere il buffo Quassotto porterà a una bella amicizia e
soprattutto riporterà le lettere al loro posto. Quassotto, però, diventerà un
alleato contro gli errori: anzi, riuscirà a trasformarli in un’occasione per
ridere e riflettere. E gli errori non sono solo nelle lettere, ma anche nei
numeri!
La storia è semplice e
divertente, adattissima per i più piccoli. Lo vedo bene sia in una classe
dell’infanzia, ma soprattutto in una classe prima della primaria. Potrebbe
essere la scusa per introdurre l’argomento delle doppie, ma anche per parlare
dell’importanza del gesto grafico e della corretta scrittura. Sì, perché Quassotto
ama molto le lettere ben scritte, belle gonfie.
L’albo è adattissimo per
essere letto in classe: le immagini sono grandi, i colori sono pochi e
Quassotto è di un arancione brillante che non lo lascia passare inosservato. Le
frasi sono brevi e scritte in un font ad alta leggibilità.
Quali idee mi sono
venute in mente leggendolo?
Prima di tutto, giocare sulla
ricerca delle parole con le doppie e sulla differenza di significato tra parole
con le doppie e senza, come accade con cane/canne, lego/leggo, casa/cassa.
Si potrebbe poi proporre un
piccolo brano del libro e far evidenziare tutte le parole con le doppie oppure
dare un breve testo con le doppie sbagliate e chiedere di correggerle.
Un’altra attività potrebbe
riguardare il tratto grafico: riconoscere lettere e numeri scritti in modo
corretto in un mare di segni “specchiati”. A questo esercizio può essere
associato il lavoro con lettere e cifre smerigliate della metodologia
Montessori e la scrittura di lettere e numeri nella farina: due attività
ludiche e laboratoriali che aiutano la corretta acquisizione del gesto grafico.
Il volume offre poi
l’opportunità di parlare con alunne e alunni di che cosa sia l’errore e di come
affrontare la correzione. È importante sottolineare che l’errore non è un
fallimento, ma un segnale: ci dice che dobbiamo prestare più attenzione, che
qualcosa non è ancora diventato automatico.
L’errore può diventare lo
stimolo per riprovare con più concentrazione. Non è una sconfitta, ma una
battuta d’arresto, che ci avvisa che forse non abbiamo capito qualcosa o che
dobbiamo cambiare strategia.
Un’attività possibile
potrebbe essere un momento di circle time focalizzato su: “Come mi sento quando commetto un
errore?”. Dare spazio alle emozioni e alle riflessioni dei bambini
è un momento di autovalutazione molto forte, perché li porta a riflettere sul
proprio lavoro e sul modo in cui vivono l’errore.
Tutti questi pensieri sono
nati mentre leggevo queste poche pagine: una storia semplice, che si rivolge
principalmente ai bambini. Questo perché gli albi illustrati, spesso non tenuti
in grande considerazione, sono in realtà piccole perle che andrebbero regalate
sempre di più a bambine e bambini che si avvicinano alla lettura e,
soprattutto, lette in classe, per stimolare il pensiero critico di alunne e
alunni.
Non metto una valutazione in
stelline, ma per me questo albo è molto bello e adattissimo per bambini dai 5
ai 7 anni. Assolutamente da portare in classe e leggere insieme.
Ringrazio la CE per avermi omaggiato della
copia cartacea di questo albo illustrato.
Da questa lettura possono nascere anche
semplici schede operative illustrate, pensate come gioco e supporto alla riflessione
più che come esercizio.
Potere trovarle disponibili gratuitamente sulle
piattaforme educative:




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