Amarti è solo l’inizio – Un romance intenso che emoziona, ma lascia qualcosa in sospeso
Un romanzo che si legge d’un fiato, emoziona e coinvolge, ma che lascia addosso una lieve insoddisfazione, come se mancasse un ultimo tassello.
Autore: Jennifer L. Armentrout
Titolo: Amarti è solo l’inizio
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 29 aprile 2021
Pagine: 288
C'è stato un tempo in cui Andrea era
follemente innamorata di Tanner. Ma i suoi sentimenti sono evaporati nel
momento in cui l'ha sorpreso a letto con la sua compagna di stanza. Da allora,
lo vede per quello che è: un donnaiolo arrogante e superficiale. Andrea non
riesce nemmeno a stare nella stessa stanza con lui senza rifilargli una
frecciata sprezzante. Ecco perché è molto seccata d'incontrarlo persino in
montagna. Eppure, lontano da ogni distrazione, Tanner sembra di nuovo il
ragazzo gentile e premuroso che le aveva rubato il cuore…
Tanner non ha mai voluto una relazione seria. Tuttavia, più tempo passa con Andrea, più si rende conto che nessuna delle sue folli notti vale un solo minuto con quella ragazza così intelligente e sensibile, cui basta un sorriso per disintegrare la corazza che lui si è costruito con tanto impegno. Tanner intuisce inoltre che, dietro quell'atteggiamento allegro e spigliato, Andrea nasconde un lato oscuro, fatto di ombre che la tormentano e la spingono verso la catastrofe. Lui non può combattere al suo posto, però forse il suo aiuto sarà la spinta di cui Andrea ha bisogno per affrontare i suoi demoni e aprirsi di nuovo all'amore…
Amarti è solo l’inizio è il secondo volume di una dilogia,
che si apre con Complice la neve (recensione), anche se entrambi i romanzi possono
essere letti in modo indipendente. I due libri sono legati perché i
protagonisti di questa storia sono i migliori amici dei protagonisti del primo
volume. Inoltre, la vicenda narrata in questo romanzo è successiva a quella
precedente: fin dalle prime pagine troviamo infatti un riferimento agli eventi
passati.
Nonostante questo legame, i
due romanzi possono essere letti anche in modo indipendente, dal momento che i
protagonisti principali di Amarti è solo l’inizio sono Andrea e Tanner. È vero
che Sidney e Kyler sono molto presenti, ma restano personaggi di contorno.
Sicuramente questo racconto ha come protagonista centrale Andrea: è lei il
fulcro attorno al quale si muove tutta la vicenda. Il tema principale è infatti
concentrato su di lei, sul suo comportamento e sulla sua personalità.
Mi trovo un po’ combattuta
nel parlare di questo romanzo. Mi è piaciuto che Jennifer L. Armentrout abbia
scelto di affrontare temi importanti come la dipendenza dall’alcol e la
malattia mentale, ma non sono rimasta del tutto soddisfatta di come questi
siano stati inseriti nella trama. Andrea e Tanner, a mio avviso, non risultano
particolarmente profondi. Solitamente l’autrice è capace di tratteggiare
personaggi completi e sfaccettati, mentre in questo caso rimane più in
superficie. Proprio per l’importanza degli argomenti trattati, avrei preferito
un maggiore approfondimento, soprattutto per evidenziare le reali dinamiche di
una dipendenza e il modo in cui questa influisce sulle relazioni.
Benché il numero di pagine
sia piuttosto elevato, la trama risulta in realtà minimale. Ci sono molte
descrizioni, soprattutto delle scene più piccanti – tanto che, per il mio gusto
personale, l’ho trovato molto spicy – mentre la parte più riflessiva è meno
sviluppata. Gran parte del romanzo si concentra infatti sulla settimana che
Andrea e Tanner trascorrono insieme nello chalet e sull’inizio della loro relazione,
mentre il percorso di crescita e maturazione di Andrea appare affrettato. Si
intuisce che il periodo narrato sia lungo grazie ai riferimenti temporali
inseriti dai personaggi, ma questo non basta a rendere pienamente credibile la
sua evoluzione.
Lo stile narrativo di “zia
Arme” resta comunque coinvolgente: ti trovi a vivere le vicissitudini dei
protagonisti e a percepirne le emozioni. Il ritmo è fluido e la lettura scorre
via con piacere, anche se, rispetto ad altri romanzi dell’autrice, in questo caso
mi è mancato qualcosa.
Cosa non mi ha
convinto? Il
tema della malattia mentale e della dipendenza dall’alcol è trattato con
rispetto e senza giudizio, ma avrei desiderato un approfondimento maggiore.
Andrea è il personaggio su cui l’autrice si sofferma di più, cercando di
delinearne la personalità, mentre Tanner rimane più accennato: è il bravo
ragazzo, a tratti goliardico, che sembra fare sempre la cosa giusta. Di lui,
però, emergono solo pochi cenni, senza una vera profondità.
Anche la struttura della storia
risulta sbilanciata: la parte dedicata alla vacanza e all’inizio della
relazione occupa molto spazio, mentre la fase della riabilitazione viene
liquidata rapidamente, non permettendo al lettore di apprezzare appieno la
maturazione di Andrea.
Mi è piaciuto? Sì, come tutti
i romanzi di Jennifer L. Armentrout. Rimane però una lieve insoddisfazione, la
sensazione che il potenziale della storia non sia stato sfruttato fino in
fondo. Probabilmente si tratta anche di un romanzo un po’ “datato” nello stile
e nelle dinamiche e va considerato che io sono fuori target: è una lettura
chiaramente rivolta a un pubblico adolescente.
Se dovessi consigliare Amarti è solo l’inizio,
lo farei soprattutto a lettori giovani o a chi ama le storie romantiche
intense, con una forte componente emotiva e passionale.





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