Meet me here di Naike Ror: quando un libro ti trascina dentro la storia con tutte le scarpe
Ci
sono libri che finisci e chiudi con calma… e poi ci sono quelli che ti lasciano
a fissare l’ultima pagina convinta che il dispositivo si sia rotto. Meet me here appartiene decisamente
alla seconda categoria.
Autore: Naike Ror
Titolo: Meet me here
Editore: Always Publishing
Data di pubblicazione: 6 marzo 2026
Pagine: 480
Alla Hawthorne nessuno è davvero innocente. E
l’amore è solo un’altra arma.
Juliet Dowson ha una sola certezza: non
appartiene ad alcun luogo. Vive in una stanza sopra il garage degli zii, in una
casa che non la vuole davvero, in un sobborgo destinato a scomparire insieme al
suo liceo. Quando le viene offerta una borsa di studio per la Hawthorne
Academy, l’élite scolastica del Connecticut, accettare significa garantirsi un
futuro migliore. Ma anche entrare in un mondo che non perdona chi viene “da
fuori”.
Alla Hawthorne il potere ha un nome: i Golden
Ones. Ragazzi ricchi, intoccabili, abituati a decidere chi conta e chi no.
Al vertice c’è Asher Kingswell, il re
indiscusso della scuola, forte di un cognome che pesa quanto una sentenza.
Nulla accade senza il suo consenso, nessuno osa metterlo in discussione. Fino
all’arrivo di Juliet.
Asher è seduto al banco accanto al suo. Come
lei, compete per essere il miglior studente dell’anno. E quando il suo fascino
si mescola all’arroganza, la rivalità diventa immediata. Juliet non abbassa lo
sguardo, osa rispondergli a tono. E soprattutto, con i suoi voti eccellenti,
minaccia di scardinarlo dal trono che lui ha sempre dato per scontato.
Dietro la facciata di sicurezza e controllo,
Asher nasconde però un desiderio che non può permettersi: essere libero dalle
aspettative, dalle pressioni di una madre tirannica, da un ruolo che lo
soffoca. L’unica persona che Asher vuole proteggere è sua sorella Elowen, ma
quando Juliet entra anche nella sua, di vita, ogni equilibrio si incrina.
Tra alleanze fragili, rivalità feroci e
silenzi complici, la Hawthorne si rivela un campo di battaglia silenzioso. C’è
chi osserva, chi manipola, chi paga un prezzo altissimo. E in questo equilibrio
fondato su apparenza e controllo, l’attrazione tra Juliet e Asher è un rischio
troppo elevato per essere ignorato.
Perché alla Hawthorne l’amore non è una
distrazione: è una debolezza da usare contro di te.
Prima di parlare di questo romanzo, devo
dirvi che ho dovuto aspettare e calmare le mie emozioni.
Sì, perché stavo leggendo gli ultimi capitoli, che sono capitoli molto densi della storia, e mi aspettavo succedessero determinate cose. Volevo vedere come si sarebbe comportato Asher, quindi ero completamente immersa in questa lettura: sentivo l’adrenalina, ero con il fiato sospeso… giro pagina per leggere ancora e… e niente. Fine del romanzo!
Ora, ringrazio il cielo di essere stata molto lontana da Naike Ror, perché non sarei stata responsabile delle mie azioni. Infatti ho preso il telefono e le ho scritto che è troppo crudele e sadica.
La mia prima reazione è stata:
“Oddio, il file è danneggiato!”
“Forse il Kobo si è rotto!”
“Non può finire così.”
“Naike non può lasciarmi in sospeso… è una crudeltà!”
E dunque da qui è partito il messaggio all’autrice.
Naike Ror è spettacolare: scrive in un modo che ti fa perdere cognizione del tempo e dello spazio. Sei nella storia con tutte le scarpe. Ti senti male, ridi da sola, gioisci e sei preda della rabbia insieme a tutti i personaggi, persino quelli odiosi. E ora sono entrata in crisi totale… giuro, non vedo l’ora che venga pubblicato il seguito, perché devo sapere come va a finire. Voglio capire perché la scuola è deserta, perché Miles è sparito, perché Cressidra è ancora l’ape regina… [Non evidenziate la parte nera se non volete leggere uno spoiler!]
Questo è un romanzo diverso da quelli a cui
mi ha abituato Naike, perché è uno Young Adult — meglio ancora, un College
Romance. I protagonisti hanno sedici anni e frequentano una scuola elitaria per
ricconi.
E qui entra in gioco una bella tematica,
riguardante la differenza di classi sociali e il bullismo, nella quale ci viene
mostrato come avere i soldi faccia la differenza anche se sei il migliore del
tuo corso di studi.
L’autrice ci fa vedere come nelle scuole
americane esista una vera e propria logica del potere derivante da quanto sei
ricco, come le scuole siano marce fin nel midollo e coprano tutto pur di
mantenere alti i finanziamenti. Logiche di politica ed economia che tengono in
piedi un’istituzione che invece dovrebbe avere a cuore solo la crescita
personale e professionale degli studenti.
Qui è la scuola stessa a far emergere le
differenze di classe: chi ha più soldi è più meritevole, viene creduto di più,
viene trattato in modo diverso… Juliet lo sperimenta sulla propria pelle e vive
il suo ingresso alla Hawthorne con ansia, che poi diventa terrore puro.
Queste logiche di potere scatenano atti di
bullismo terribili e tutti fanno finta di non vedere. Ci sono regole non
scritte che sembrano quasi massoniche.
Avevo letto altri romanzi ambientati in contesti simili, ma la descrizione fatta da Ror è qualcosa che ti entra sottopelle.
La storia tra Juliet e Asher è uno scontro
continuo: entrambi si sentono minacciati, si temono a vicenda e tra loro c’è
una forte tensione. Non parliamo di tensione sessuale — sono due giovanissimi e
questo romanzo va poco oltre il bacio — ma tra i due c’è attrazione.
Nel descrivere le dinamiche complesse che si possono generare tra adolescenti che frequentano una scuola così esclusiva, Ror mette bene in evidenza sensazioni, emozioni e quel senso di solitudine — o, al contrario, di onnipotenza — tipico dell’adolescenza.
Altro aspetto che ho apprezzato è il multi-POV. Sicuramente vediamo più spesso il punto di vista di Juliet e di Asher, ma ci sono anche capitoli dal punto di vista di Sunny e di Miles; troviamo inoltre quelli di Elowen e, soprattutto, l’ultimo capitolo è appannaggio di Dorian.
Un romanzo bellissimo, scritto in modo meraviglioso. Coinvolgente e avvolgente, capace di farti provare tutte le emozioni dei protagonisti. Una scrittura così vivida che alla fine odi i “cattivi” della storia — e ce ne sono: prima fra tutti Cressidra, ma anche il viscido Trent, il pusillanime Whitmore, preside della scuola, e l’algida signora Kingswell, la quale, pur di mantenere il proprio status, non si fa scrupolo di trattare la figlia come merce di scambio o di ricattare il proprio figlio. Certo, Asher non è un santo, ma in quell’ambiente non possiamo certo definirlo cattivo. Sicuramente la scuola di Hawthorne non è un esempio di morale e virtù.
Libro assolutamente consigliato a tutti, sia
ai giovani lettori sia a lettori più grandi. I giovani possono facilmente
rispecchiarsi nelle emozioni dei protagonisti; gli adulti, invece, possono
capire cosa a volte passa nella testa di un adolescente… se solo ci fermassimo
a osservarli e a parlare davvero con loro.
Semplicemente ottimo!
Ringrazio la CE per avermi omaggiato della
copia digitale del romanzo.
La serie è così composta:
1. Meet me here
2. Leave me there






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