Gli anni di Annie Ernaux: tra ricordi personali e memoria collettiva

Un libro che non avrei mai scelto… e che invece mi ha fatto ritrovare pezzi della mia storia familiare tra le pagine della memoria collettiva.

Autore: Annie Ernaux

Titolo: Gli anni

Editore: L’orma

Data di pubblicazione: 1 maggio 2015

Pagine: 300

Come accade che il tempo che abbiamo vissuto diviene la nostra vita? È questo il nodo affrontato da "Gli anni", romanzo autobiografico e al contempo cronaca collettiva del nostro mondo dal dopoguerra a oggi, nodo sciolto in un canto indissolubile attraverso la fusione della voce individuale con il coro della Storia. Annie Ernaux convoca la Liberazione, l'Algeria, la maternità, de Gaulle, il '68, l'emancipazione femminile, Mitterrand; e ancora l'avanzata della merce, le tentazioni del conformismo, l'avvento di internet, l'undici settembre, la riscoperta del desiderio. Scandita dalla descrizione di fotografie e pranzi dei giorni di festa, questa "autobiografia impersonale" immerge anche la nostra esistenza nel flusso di un'inedita pratica della memoria che, spronata da una lingua tersa e affilatissima, riesce nel prodigio di "salvare" la storia di generazioni coniugando vita e morte nella luce abbagliante della bellezza del mondo.


Ci sono libri che leggi per puro piacere e altri che leggi per “dovere”.
Io ho letto Gli anni di Annie Ernaux perché faceva parte del programma di studio di un esame universitario. Sicuramente, se fosse dipeso esclusivamente da una scelta personale, non credo lo avrei mai letto. È un romanzo molto lontano dalle mie preferenze.

È una biografia — anzi, un’autobiografia impersonale — perché l’autrice racconta il proprio vissuto narrando in terza persona. Inoltre, non parla solo della sua vita, ma ci porta a “spasso” nella storia contemporanea. Ernaux racconta la Francia e anche un po’ il resto del mondo, in un arco di tempo che va dagli anni ’40 fino agli anni 2000. L’ultimo episodio che cita è l’attentato alle torri gemelle.

La narrazione è un racconto dell’evoluzione della cultura e della società, con un focus sulla Francia, perché chiaramente in primo piano c’è la vita dell’autrice stessa. Eppure è facile riconoscere, nei cambiamenti del costume, della morale e della politica, la storia di tutta la società europea.

Leggendo — e anche ascoltando, perché ho affiancato l’audiolibro alla lettura — ho potuto riconoscere un passato comune. In alcuni momenti ho rivisto i miei nonni e i miei genitori. Tra l’altro, la scrittrice è coetanea di mio papà: è vero che narra gli eventi con uno sguardo femminile, ma in alcuni aspetti ho ritrovato le stesse idee e le stesse reazioni. Le sue parole sono state una piccola eco dei discorsi della mia famiglia, negli stessi pranzi della domenica che descrive.

L’espediente delle fotografie, usate per raccontare la vita della ragazza e della donna che è stata, è davvero molto bello. È interessante anche osservare come il suo modo di pensare, le sue motivazioni e i suoi ideali crescano e, in parte, cambino nel tempo.

È sicuramente un racconto poetico e a tratti triste, quasi nostalgico. Pur parlando di sé, l’autrice ci porta a respirare la Storia e i suoi cambiamenti.

All’inizio la lettura è disorientante: sembrano pensieri confusi, buttati lì. Con il procedere del romanzo, però, si riesce a seguire il filo: sono ricordi. Ernaux sfoglia il suo album di fotografie e ripercorre la propria vita — di giovane, di moglie, di madre — ma soprattutto di donna che ha cercato di realizzare i propri sogni e desideri.

Il corso di studi in cui è inserito questo romanzo è centrato su Pasolini e il suo pensiero. In molti passaggi ho ritrovato molto del pensiero pasoliniano — almeno per come ci è stato presentato a lezione.

Gli anni è un romanzo strano, diverso dai soliti, è vero. È uno sguardo attento sul mondo. Non è una lettura che si può affrontare con leggerezza: non è una lettura d’evasione, ma una lettura che porta a riflettere. È, in fondo, anche una forma di critica sociale.

Lo consiglio soprattutto a chi è appassionato di storia del costume e di politica. È adatto a chi vuole avvicinarsi alla Storia contemporanea e a chi desidera guardare il mondo con uno sguardo più critico.






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