Mille perfette bugie di Monica Murphy: un mystery romance tra omicidi, bugie e cuori feriti
Ci sono scuole che custodiscono eccellenza, prestigio e tradizioni. E poi ci sono scuole come la Wickham Academy, dove ogni corridoio sembra nascondere un segreto e ogni sorriso potrebbe essere una perfetta bugia.
Autore: Monica Murphy
Titolo: Mille perfette bugie
Editore: Newton Compton editori
Data di pubblicazione: 28 aprile 2026
Pagine: 320
Billie Vale mai avrebbe voluto frequentare la Wickham Academy, la scuola più elitaria d’Inghilterra. Eppure è lì che si trova, nascosta dietro l’identità impeccabile di Belinda Winters, e ha un solo scopo: scagionare sua sorella. Isla è in coma, accusata dell’omicidio della sua migliore amica, e non può difendersi. Quindi spetta a Billie scoprire ciò che è accaduto. Alla Wickham, però, nulla è ciò che sembra. Lealtà e menzogne si confondono, la verità è merce rara e chi la possiede la cede solo a caro prezzo. Come se non bastasse, Billie è guardata a vista da due ragazzi diversissimi tra loro – uno, enigmatico, è tenuto a distanza da tutti; l’altro, popolare, è il più amato – ed entrambi le orbitano intorno come se la stessero proteggendo o, peggio, come se stessero tramando contro di lei. E più Billie indaga, più la Wickham rivela la sua vera natura: un luogo che vive di silenzi e bugie, che prospera sull’impunità, dove il potere decide cosa è reale e cosa deve restare sepolto. Man mano che si avvicina a scoprire ciò che è davvero successo alla sorella, Billie si rende conto che alla Wickham i segreti si custodiscono sempre, anche a costo della vita…
I romanzi rosa hanno mille sottogeneri e
spesso orientarsi in questo mondo è difficile. Con Mille perfette bugie
ci troviamo di fronte a un mystery romance niente male. Sapevo che mi sarei
trovata tra le mani una bella storia, perché questa autrice non mi ha mai
deluso e, questa volta, mi ha definitivamente conquistata.
Lo stile narrativo è fluido e scorrevole. I capitoli,
per quanto lunghi, sono ricchi e coinvolgenti, tanto che vuoi andare avanti per
vedere cosa accadrà. I personaggi sono credibili e le situazioni verosimili.
Al termine della lettura sono andata sul
profilo IG dell’autrice e ho trovato delle bellissime grafiche inerenti a
questo romanzo. Prima fra tutte la mia citazione preferita… e poi anche un
disegno che rappresenta i due protagonisti principali: ammetto che Connor me lo
ero figurato leggermente diverso, mentre Billie rispecchia la mia fantasia, anche
se io me la sono immaginata con i capelli un po’ più lunghi.
Ho paura di spoilerare troppo la storia e non
sarebbe un bene, visto che tutto parte da un mistero da svelare e non un
mistero qualunque: qui c’è una giovane ragazza morta e un assassino da
scoprire. Quindi, partendo dalla lista dei trope che l’autrice stessa ha
dichiarato, proverò a raccontarvi questa storia.
Murder Mystery
Il romanzo si apre con un omicidio che noi
lettori scopriamo dopo qualche pagina. All’inizio troviamo la nostra protagonista
che sta per fare un cambiamento fondamentale nella propria vita: deve lasciare
l’America per andare in Inghilterra dal padre e dalla sorellina.
British boarding school
Billie si trova quindi catapultata in una
scuola inglese e non una qualsiasi, ma una scuola prestigiosa ed elitaria. Come
la maggior parte di queste scuole, è un ambiente in cui bugie, segreti e
misteriose alleanze la fanno da padrone.
Infatti la Wickham Academy ci trasmette
subito vibrazioni cupe e angoscianti: da qui il trope Dark Academia. I ragazzi
che frequentano la scuola provengono tutti da una cerchia ristretta, si
conoscono da anni. Le famiglie sono legate da generazioni e generazioni, anzi
sono legate da intrighi, accordi politici e finanziari. Insomma, una grande ragnatela
di amicizie e inimicizie. L’odio si respira… e certo non aiuta il fatto che la
scuola si trovi su uno strapiombo che è lo scenario di tante tragedie.
Hidden Identity
Ora, in uno scenario così, Billie non può
certo arrivare con il suo nome. Anche perché lei è lì per scoprire la verità
sull’omicidio di Emily. Quindi il padre la costringe ad assumere una falsa
identità: sì, per farla muovere in libertà, ma anche perché non vuole che si
sappia in giro che Billie è sua figlia. Lo ammetto, questa cosa mi ha mandato
in bestia, ma alla fine ho rivalutato la figura di Peter Vale.
Billie si trova quindi a vivere nella scuola
ed è sola. Non riesce subito a farsi amicizie, non sa di chi fidarsi e sospetta
di tutto e di tutti. Certo, la compagna di stanza non è di grande aiuto. Tutti
i ragazzi e le ragazze che incontra si mostrano gentili, ma in realtà non fanno
che tenerla a distanza. Solo Sophia e Connor interagiscono con lei. Sophia è
l’unica persona gentile nel vero senso della parola, perché forse si sente sola
proprio come Billie.
Connor è un’altra storia…
Enemies-to-Lovers
Connor non prende benissimo l’arrivo di
Billie e inizialmente non vuole avere alcun legame con lei. Non sopporta
nemmeno che frequenti il corso avanzato di arte, ma…
Close Proximity
La vita in una scuola così chiusa ti porta
inevitabilmente a condividere spazi e momenti. Inizi anche a condividere
segreti: piano piano le maschere cadono e due persone apparentemente distanti
diventano l’una il sostegno dell’altra.
Monica Murphy ha anche la capacità di
tratteggiare i personaggi a tutto tondo, entrando in profondità.
Angsty
Sia Billie che Connor sono due ragazzi con
profonde ferite emotive. Quelle di Billie sono molto più lontane nel tempo
rispetto a quelle di Connor, ma entrambi portano con sé ferite e dolori grandi.
Forse più grandi dei loro 17 anni. A tratti infatti sembrano molto più maturi
di quanto ci si aspetti da due adolescenti. Ciononostante, sono incoscienti e
pazzi come solo due ragazzi sanno essere.
Tragic Past
Il passato di Billie è un passato oscuro. Non
tanto per qualcosa che lei abbia mai fatto, ma per come la sua vita si è
dipanata. E tutto parte da un segreto che risale a quasi vent’anni prima. Una
bugia che ha portato dolori inenarrabili, cui Billie ha dovuto far fronte. Billie
sente il peso delle bugie, sa quanto male fanno le cose non dette e lo sa
perché ha sperimentato questo dolore su se stessa.
E tra lezioni, pasti in mensa, chiacchiere
tra compagni di scuola, Billie scopre tutte le verità che le serve sapere…
Quando ho deciso di leggere questo romanzo,
ero certa che mi sarebbe piaciuto perché aveva tutte le caratteristiche che
apprezzo in una storia. In più, conoscendo la penna dell’autrice, andavo sul
sicuro. Mi sono trovata davanti una storia diversa, che però ha saputo
coinvolgermi completamente. Ero lì che facevo ipotesi e la risoluzione del caso
è stata inaspettata, anche se un piccolo segreto lo avevo già intuito.
Inoltre sono stata piacevolmente sorpresa dal
fatto che non fosse spicy. Solitamente questa autrice mette molto fuoco nelle
scene, ma in questo caso ha rispettato le caratteristiche dei personaggi, che,
essendo molto giovani, sono ancora poco esperti e i loro gesti risultano
semplici e naturali. L’ambientazione cupa della vita in accademia viene poi bilanciata
dalla solarità della scena finale.
Se avete apprezzato romanzi come Private
di Kate Brian (recensione), Belle, ricche, cattive di Jenny Oliver
(recensione) e Meet Me Here di Naike Ror (recensione), sicuramente
amerete questo romanzo, adattissimo anche a giovani lettrici e lettori.
Ringrazio la CE per avermi omaggiata della
copia digitale.





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