Parole a pois
Le
frasi dei libri che, per qualche motivo, hanno qualcosa da dirci.
Ci sono pagine che leggi e poi rileggi. E ci sono pagine
che, per qualche strana coincidenza, arrivano proprio nel momento in cui avevi
bisogno di incontrarle.
«…
dobbiamo ascoltarci, anche quando non siamo d’accordo; dobbiamo educare noi
stessi e gli altri, perché è solo attraverso la cultura che si smantellano i
pregiudizi».
— Felicia
Kingsley, First Lady per caso
Autore: Felicia Kingsley
Titolo: First Lady per caso
Editore: Newton Compton editori
Data di pubblicazione: 25 agosto 2026
Pagine: 544
Credo sia una delle pagine più belle di questo romanzo.
La bellezza dei romanzi di Kingsley risiede proprio nel
fatto che non sono mai banali. Sono divertenti, allegri, ironici, frizzanti, piccanti…
ma anche molto attuali.
Le due pagine in cui si trova questa frase mi hanno fatto
venire i brividi. Non è un brano “spicy”, non è una scena romantica. È un
comizio elettorale in cui si parla di democrazia e dei valori dell’uguaglianza
e del rispetto.
I romanzi di Felicia arrivano nelle mani di tanti
adolescenti. Spesso mi è capitato di vedere ragazzine di 15-16 anni immerse
nella lettura delle sue storie. Sicuramente le giovani lettrici scelgono questo
tipo di romanzi anche perché sono frizzanti, i dialoghi sono ricchi di battute
che ti portano a sorridere. Parteggi ora per la lei di turno, ora per il lui.
Trovare, tra queste pagine, parole profonde e forti sul
significato della parola democrazia è qualcosa di spettacolare. Ed è
fondamentale che proprio a lettori adolescenti queste parole vengano spiegate
così: in modo chiaro, preciso, onesto.
Questo romanzo mi stava conquistando per la storia e per
il clima frizzante già a pagina 100. Ora che sono alle pagine 348-349 (ogni
riferimento non è casuale), ne sono completamente innamorata.
Su queste due pagine ho messo una quantità industriale di
segnapagine, perché ogni riga è una perla. Non solo quella che ho citato.
Sarà che per l’esame di Storia dell’Italia contemporanea
in questo periodo sto studiando tanto il decennio fascista, ma questo comizio
improvvisato di Nate ha avuto in me un’eco potentissima.





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