Supereroi per sbaglio di Alessandro Ricci: quando quattro ragazzi improbabili devono salvare il mondo

Per salvare il mondo non serve essere eroi. A volte basta… ricevere il pacco sbagliato.

Autore: Alessandro Ricci con illustrazioni di Marco Soldani

Titolo: Supereroi per sbaglio

Editore: NPS

Data di pubblicazione: 1 agosto 2026

Pagine: 276

Cosa serve per diventare supereroi? Niente di speciale! Basta avere la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto per venir morsi da un ragno radioattivo o essere esposti a una bella dose di raggi gamma. Cavolate! È arrivato il momento di dire la verità e di smentire decenni di menzogne che trovate nei film e nei fumetti: nella realtà, solo persone degne e speciali vengono selezionate per avere dei superpoteri. Ve lo immaginate cosa potrebbe accadere se un siero segretissimo, capace di risvegliare poteri sovrumani, capitasse nelle mani di ragazzini qualunque, pieni di paure e difetti? Magari proprio mentre una minaccia mortale incombe sull’umanità? Se anche voi, come me, non vorreste nemmeno pensarci, allora dovreste rimettere questo libro nello scaffale e scappare.


In questo periodo in cui i supereroi la fanno da padrone al cinema, questo romanzo casca a fagiolo. Le storie di supereroi hanno sempre avuto un grande fascino sull’immaginario dei ragazzi e l’idea che qualcuno possa diventare un eroe per caso è una trovata che continua a funzionare. L’idea che si possa diventare supereroi per caso stimola l’immaginazione dei ragazzi (vedi Spiderman o Hulk). Quindi, scoprire che dei bambini di dodici anni possano diventare supereroi per un errore nella consegna di un pacco è una trovata geniale!

Prima di tutto, però, ho bisogno di mandare un messaggio all’AINAR (Associazione Internazionale Narratori): il Narratore del romanzo merita una recensione a 5 stelle. Infatti le uniche tre pagine in cui è stato sostituito sono le più noiose. Il Narratore ha la capacità di rendere partecipe il lettore durante tutta la narrazione, è coinvolgente e stimolante. Pone domande per testare l’attenzione del lettore. Certo, è vero che a volte divaga e racconta fatti personali o inserisce orpelli vari alla narrazione delle vicende, ma volete mettere le risate? Questa recensione mi sembrava doverosa per l’eccellente lavoro svolto dal Narratore e anche per rispondere alla sua richiesta di aiutarlo nel sondaggio di qualità…

Leggere questa storia è stato divertentissimo. Ho riso tantissimo. Il racconto è quasi surreale, sembra quasi di vedere un episodio di Pinky and the Brain (da bambina ne andavo matta). I dottori Jay e Kappa ricordano molto i due topi del cartone nelle loro interazioni, sono due improbabili scienziati che creano armi segrete per arginare un’invasione aliena. Gli alieni in questione hanno forme e voci ridicole, in più sono sciocchi come pochi.

Sarà la vicinanza alle serie animate della mia infanzia, saranno le atmosfere alla Stefano Benni, ma io mi sono divertita tantissimo a leggere le avventure di Mattia, Margherita, Tommaso e Felicita. I quattro protagonisti sono ragazzi normalissimi, forse un po’ imbranati. Sicuramente nessuno potrebbe prenderli in considerazione come eroi. Eppure…

Raccontando le avventure di questi quattro ragazzini, Alessandro parla di amicizia, lealtà, legame fraterno, inclusione e bullismo. Ridi, ti diverti, pensi spesso che sia assurdo, ma sotto sotto passano messaggi importanti.

Era tanto che non leggevo un romanzo di Alessandro e ho ritrovato in questo il suo stile ironico e frizzante. La storia ha un ritmo veloce, spezzato dalle battute del Narratore che diventa a sua volta protagonista, tanto che alla fine vuoi sapere se anche per lui e per le sue vicende personali ci sarà un lieto fine.

Bellissime anche le illustrazioni di Marco Soldani. Sembrano tavole di fumetto e raccontano il capitolo appena letto. Devo dire che inizialmente avevo storto il naso per il fatto che le illustrazioni non fossero di Stefania Franchi, ma, dopo aver letto il romanzo, non posso che concordare con la scelta, perché lo stile di Soldani si adatta maggiormente al tipo di storia.

È sicuramente una lettura adatta ai bambini dai 10 anni in su, anche se io, che quell’età l’ho superata da molto, l’ho trovata piacevole. Questo libro ha tutte le caratteristiche per coinvolgere un pubblico molto giovane. È il tipo di libro che può far avvicinare alla lettura anche chi cerca soprattutto una storia divertente, veloce e piena di trovate.

E ancora una volta Alessandro Ricci e le sue storie sopra le righe mi hanno conquistata!

 


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Il giovane Achille (recensione

Guida turistica per sognatori (recensione

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