Mezzanotte a Parigi di Felicia Kingsley: tra arte, mistero e fascino, il ritorno irresistibile di Nick Montecristo
Un
ladro gentiluomo, l’arte come bussola e Parigi sullo sfondo: Mezzanotte a Parigi è un viaggio tra
mistero, cultura e fascino irresistibile che conquista pagina dopo pagina.
Autore: Felicia Kingsley
Titolo: Mezzanotte a Parigi
Editore: Newton Compton editori
Data di pubblicazione: 10 marzo 2026
Pagine: 352
A un anno dal suo debutto come ladro di opere
d’arte, Nick Montecristo si è conquistato fama e fiducia da parte di tutti i
più grandi collezionisti mondiali. Giovane, astuto e anche molto affascinante,
tra una missione e l’altra Nick vive tra Montecarlo e le grandi capitali
europee, ma per lui i giorni di vacanza sono contati. Non uno ma ben due
clienti richiedono il suo intervento per trovare una preziosa parure di
gioielli che le loro famiglie si contendono da secoli. Così Nick parte alla
volta di Parigi per scoprire che, come base di partenza delle sue ricerche, ha
poco più di qualche mito urbano e qualche leggenda tramandata dagli eredi.
Quella che pensava fosse una missione facile e veloce si rivela essere una
trama fitta di mistero e tessuta con segreti che affondano le radici in
scandali di portata storica. Per di più, Nick capisce a malapena il francese e
la nipote della sua cliente, che dovrebbe aiutarlo, sembra tutto fuorché
collaborativa. La ragazza infatti è concentrata solo sul suo provino per
entrare nel corpo di ballo dell’Opéra Garnier e appare immune allo charme
magnetico di Nick. I due, però, non sanno che i loro destini sono legati a uno
degli enigmi irrisolti più grandi della storia dell’arte… e se insieme
riuscissero a risolverlo?
Secondo appuntamento con Nick Montecristo:
potrei terminare qui la mia recensione. Perché? Che dire di più??? Qualsiasi
cosa io aggiunga è appunto un’aggiunta, un orpello. Non serve a niente!
Non è un mistero che io adori Felicia
Kingsley. Ho letto tutti i suoi romanzi, da Matrimonio di convenienza a
quest’ultimo lavoro. E ogni volta mi ripeto che non può superarsi, perché ogni
romanzo che ha scritto è riuscito a coinvolgermi completamente. E invece… tutte
le volte mi sorprende!
Le storie di Nick Montecristo lasciano il
filone rosa. È vero che in sottofondo c’è sempre la storiella di passione con
la “bond girl” di turno, ma in realtà sono storie a tempo determinato e servono
più per mantenere la vivacità del racconto e del personaggio. Del resto stiamo
parlando di Nick [sospiro sognante con occhi a cuoricino]. E che gli vuoi dì? È
bello, ricco, intelligente, colto. È affascinante! Nella mia fantasia, Nick è
Cary Grant o Sean Connery, a seconda della situazione. L’eleganza e il fascino
di Nick sono indiscutibili. Come indiscutibile è il fatto che la giovane
ragazza di turno ci caschi con tutte le scarpe. Ma Nick è molto di più: è
capace di affascinarti non solo per il suo bel faccino, ma anche per la sua
competenza nella storia dell’arte. In questo romanzo il suo amore per l’arte è
tangibile: parla dei quadri in un modo che ti tocca il cuore. E non solo! È
capace di parlarti di architettura, letteratura ed enologia con la stessa
passione.
Parliamo del romanzo in questione: Mezzanotte
a Parigi è la seconda avventura di Nick. Siamo a un anno di distanza dalle
vicende narrate in L’amante perduta di Shakespeare. Nick è diventato un
ladro famoso e famigerato. Questa volta viene ingaggiato per ritrovare dei
gioielli. Il percorso che seguirà passa dalle conoscenze artistiche di Nick,
ottenute studiando ad Oxford, alle nozioni sulla letteratura. Ci troveremo di
fronte ad Alexandre Dumas figlio. Anche in questa avventura, l’intrigo e il
mistero la fanno da padrone. Protagonista indiscussa è la Cultura, quella che
ti spinge alla ricerca e che alimenta la curiosità di sapere. Oltre agli
aspetti generali che riguardano la storia dell’arte, la letteratura classica francese
e il balletto, c’è la scoperta dei retroscena che hanno dato origine a grandi
capolavori dell’arte (quadri e libri). Io sono rimasta affascinata. Il libro ti
tiene incollato non per la storia d’amore — perché, ripeto, quella tra Nick e
Camille è veramente marginale — ma per il mistero, per il modo in cui Nick
conduce le sue ricerche, per gli aneddoti e le curiosità. Tutti questi tasselli
di Storia aiutano a entrare nella narrazione.
Amo tutti i romanzi di Felicia Kingsley, ma
quelli in cui si respira l’arte sono forse i miei preferiti, perché li sento
più vivi. Mi incuriosiscono, tengono la mia mente sveglia. Mi fanno venire
voglia di andare a cercare il quadro di cui si parla, di sfogliare il libro che
viene nominato o di vedere il balletto (e io ho un pessimo rapporto con il
balletto!!!). Leggere la storia di Camille mi ha fatto venire voglia di vedere
un balletto.
Non so che altro aggiungere sullo stile
narrativo di Kingsley. Ho già detto, nelle recensioni precedenti, che ha una
scrittura fluida, coinvolgente e piacevole. Ricca. Apprezzo il fatto che i
capitoli siano brevi. Amo l’alternanza dei tempi: in questo racconto non ci
sono diversi punti di vista, perché la voce resta sempre quella di Nick (ed è
fantastico che sia una voce maschile), ma abbiamo il passato e il presente. Nel
passato conosciamo qualcosa in più di Nick — in questo caso la sua vita da
studente universitario ad Oxford —, mentre nel presente viviamo la ricerca dei
preziosi e la risoluzione del mistero. Il collegamento tra i due tempi nasce
dal fatto che i passi di quel brillante studente di storia dell’arte saranno
fondamentali per comprendere i legami storici con i gioielli perduti. E
impariamo anche a conoscere meglio i trascorsi di Nick: il rapporto con il
compagno di stanza, Lord, e quello con l’autorità, rappresentata dal professor
Leeland. Tutto questo Felicia Kingsley lo narra in modo fluido, scorrevole e
piacevole. Le nozioni di storia dell’arte non sono pedanti, tutt’altro: sono
coinvolgenti e fanno venire voglia di saperne di più.
Ci sono alcuni aspetti che meritano
attenzione.
“Prima di iniziare…” è una sorta di introduzione alla storia: Felicia Kingsley
riassume la puntata precedente e offre piccole chiavi per godere pienamente del
racconto. Il romanzo si legge anche da solo e non richiede necessariamente la
conoscenza de L’amante perduta di Shakespeare. Sì, c’è un cenno ad
Angelica, ma è un cameo utile nel corso della lettura. Possiamo quindi leggere Mezzanotte
a Parigi tranquillamente anche senza aver letto il romanzo precedente.
Altro aspetto è la veste grafica. La
copertina è meravigliosa, molto simile a quella de L’amante perduta di
Shakespeare, di cui mantiene lo stile, ma questa è ancora più bella perché
è azzurra! Come nel precedente romanzo, troviamo dettagli preziosi, per esempio
le due cartine che ci permettono di muoverci insieme ai personaggi, tanto ad
Oxford quanto a Parigi. È un’edizione elegante, preziosa, pur essendo un
romanzo in brossura.
Gadget personalizzati: Felicia ha realizzato
alcune cartoline con scorci di Parigi che ho inserito nei punti giusti,
rendendo ancora più immersiva la mia esperienza di lettura. Per me questa
scelta è stata vincente, anche perché ho ricordi personali legati a Parigi.
Passeggiando con Camille e Nick, ho rivissuto le mie passeggiate parigine, ho
rivisto il Moulin Rouge, la Torre Eiffel e i deliziosi bistrot.
Concludo dicendo che è un libro bellissimo.
Bellissimo il contenuto, bellissima la storia raccontata, il tutto impreziosito
dalla cura nei dettagli dell’edizione cartacea. Assolutamente consigliato.
Consigliato a tutti, anche a quelli che solitamente storcono il naso quando si
parla di storie romantiche.
Il romanzo è legato a tutti i romanzi che appartengono alla storia di Blake Avery.
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