Non proprio migliori amici di Megan Quinn: il capitolo finale dei fratelli Cane, tra amicizia e sentimenti che cambiano piano piano
Un
friends to lovers dolce e piccante, perfetto per chi cerca una storia leggera
capace di far sorridere e tenere compagnia.
Autore: Megan Quinn
Titolo: Non proprio migliori amici
Editore: Always Publishing
Data di pubblicazione: 27 marzo 2026
Pagine: 384
Avete presente quella commedia romantica in cui il migliore amico si accorge troppo tardi di essere innamorato della sposa? Ecco. Quella non è la storia di Ophelia e Breaker Cane. Lia e Breaker sono migliori amici da dieci anni. Dieci anni di partite infinite a Scarabeo, confessioni notturne attraverso una parete e una certezza assoluta: tra loro non sarebbe successo nulla. Poi Lia trova un fidanzato affidabile, rassicurante, perfetto sulla carta, che le regala un anello pazzesco. E con una madre fin troppo entusiasta e un matrimonio da organizzare in tempi record, solo Breaker può intervenire e salvare la situazione. Dopotutto il suo migliore amico è l’erede di un impero immobiliare, abituato a chiudere affari milionari con una stretta di mano. Chi meglio di lui potrà assumere il ruolo di “damigello d’onore” e tenere testa a una futura suocera inferocita pronta a dare battaglia? E Breaker Cane? Lui è felice per lei. O almeno è quello che ripete a chiunque glielo chieda. È il migliore amico di Lia, il confidente. L’uomo destinato a restare, non quello che viene scelto. Peccato che tra prove di menu, preparativi e sguardi che durano un secondo di troppo, qualcosa inizi a cambiare. Ignorare la gelosia è semplice. Ignorare la sensazione che gli stringe lo stomaco quando immagina la donna che ama dire “lo voglio” a un altro… un po’ meno. Se questa fosse una commedia romantica, qualcuno afferrerebbe un microfono e canterebbe una canzone a squarciagola nel mezzo di un ristorante elegante. O si lancerebbe in una dichiarazione folle all’ultimo minuto. Ma queste cose non accadono nella vita vera… oppure Breaker Cane è pronto a trasformarsi in un vero eroe da film?
Terzo appuntamento con i fratelli Cane:
questa volta il protagonista è il fratello più piccolo, Breaker. È vero che lo
abbiamo incontrato nei romanzi precedenti, ma ammetto che non lo avevo ben
visualizzato. In questo libro, invece, l’ho amato. Fra i tre fratelli ho
sicuramente preferito Huxley, ma sono contenta di aver visto, in quest’ultima
storia, anche l’evoluzione delle due coppie precedenti.
Essendo una trilogia, diventa difficile poter
dire qualcosa di più, quindi voglio parlarvi della storia di Breaker e Lia
partendo dai trope indicati dalla casa editrice. Ancora una volta torno a dire
che questa decisione editoriale di inserire gli hashtag del romanzo per me è
una scelta vincente: di solito non amo leggere la trama e questa strategia mi
permette comunque di inquadrare la storia.
I fratelli Cane sono multimilionari, da qui
il trope Billionaire. A differenza dei fratelli, Breaker non ostenta il
suo status. L’unica volta che mette in evidenza la sua ricchezza è durante il
primo appuntamento con Lia, ma anche in quel caso non lo fa per vanità. Il
gesto nasce dal desiderio di realizzare un sogno di Ophelia. Per il resto,
Breaker è un ragazzo alla mano, speciale non perché ricco, ma perché molto
attento al legame amicale con Ophelia.
E siamo quindi al secondo trope: Friends
to Lovers. Breaker e Lia sono amici dai tempi del college: si frequentano
da quasi dieci anni e hanno instaurato una loro routine. Il punto di rottura
del loro rapporto nasce dall’imminente matrimonio di Lia. Tutta la prima parte
del romanzo ruota attorno all’organizzazione delle nozze. Lia è legata a Brian
e si sono appena fidanzati, ma il matrimonio, pur essendo un desiderio
condiviso, sembra quasi qualcosa che lei abbia “subìto”.
Breaker la aiuta ad affrontare questo
momento, diventando la sua spalla, soprattutto per gestire la futura suocera. È
proprio in questo periodo che capisce che Ophelia potrebbe essere qualcosa di
più di una semplice amica. Aiutato anche dai consigli dei fratelli (e che
consigli!), è il primo a dare voce ai propri sentimenti e, piano piano, la
relazione si trasforma, cresce e divampa.
Ecco quindi il trope Slow Burn. Dal
momento in cui Breaker si lascia andare e parte alla conquista di Lia, il
romanzo diventa molto spicy. Megan Quinn ci ha abituato a storie piccanti e
anche questo libro non fa eccezione. Le scene esplicite non sono molte, ma
quelle presenti sono intense, e i dialoghi tra fratelli (e cognate) sono ricchi
di doppi sensi e spesso orientati sul sesso.
Al termine della trilogia non posso che
confermare il mio giudizio: la scrittura dell’autrice è fluida, scorrevole e
piacevole. La storia è ben calibrata. Non è particolarmente originale e in
alcuni passaggi risulta prevedibile, quasi già letta. Però funziona. È un
romanzo capace di tenerti compagnia.
Un punto a favore è la possibilità di seguire
l’evoluzione delle coppie precedenti: la storia di Breaker e Lia si intreccia,
anche cronologicamente, con quelle di Huxley e Lottie e di JP e Kelsey.
Inoltre, l’autrice lascia intravedere possibili sviluppi futuri, introducendo
nuovi personaggi all’interno della cerchia di amici.
Cosa penso del libro? È una lettura
piacevolissima, divertente, senza pretese. I capitoli sono piuttosto lunghi e a
volte è difficile trovare il momento giusto per fermarsi (soprattutto quando si
ha poco tempo per leggere) e questo per me è un piccolo limite. Nel complesso,
però, la storia scorre in modo tranquillo ed è capace di strappare più di una
risata. JP e Huxley, insieme alle loro mogli, sono personaggi un po’ sopra le
righe, ma devo ammettere che mi sono divertita molto durante la lettura.
Menzione d’onore per la copertina di “Non
proprio migliori amici”, così come per quelle dell’intera trilogia: sono una
più bella dell’altra. Si tratta di copertine illustrate che caratterizzano
perfettamente i protagonisti maschili. Già osservandole, possiamo immaginare il
tipo di personaggio che troveremo tra le pagine.
Punto dolente, purtroppo, la presenza di
refusi. È un aspetto che mi disturba: nei romanzi della Always Publishing (ma
anche di molte altre case editrici), capita spesso di trovarne e secondo me
sono errori evitabili.
Giudizio complessivo: un’ottima lettura. Soprattutto ora che si avvicinano le belle giornate, è il tipo di storia perfetta per farsi compagnia, sognando magari in riva al mare o seduti al parco.
Ringrazio la casa editrice per avermi
omaggiata della copia in digitale (anche se poi io ho comprato il cartaceo per
avere la trilogia completa!).
La serie The Cane Brothers è così composta:
1) Non proprio un colpo di fulmine (recensione)
2) Non proprio scritto nel destino (recensione)
3) Non proprio migliori amici






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