Scegliere il libro di testo: la mia analisi di Amici in Viaggio tra didattica attiva e inclusione
Scegliere il libro di testo non è mai una formalità: è una decisione didattica che racconta il nostro modo di insegnare. Vi condivido le domande che mi guidano nella scelta e le mie riflessioni su un nuovo testo.
Condivido questa riflessione
per supportare chi è in fase di adozione.
La scelta del libro di testo
è un appuntamento importante per ogni docente. Non è una formalità e non è una
decisione banale, ma va ponderata. Quando arriva il momento della scelta del
testo, dovremmo farci qualche domanda, prima di tutto su quello che è il nostro
stile di insegnamento e quindi su cosa vogliamo da un libro di testo che sia
davvero uno strumento di lavoro.
Molto spesso mi sono
ritrovata a usare libri che non mi sono serviti a nulla, tanto che molte volte
non li ho nemmeno aperti. Erano utili solo per assegnare esercizi a casa. Un
libro di testo, invece, deve accompagnare l’insegnante, deve fornire stimoli e
attività spendibili in classe.
In questi anni, davanti alla
mole di proposte editoriali, mi fermo a osservare alcuni aspetti. Per la scelta
del libro adatto a me, inizio creandomi una breve check-list: mi pongo delle
domande da andare a verificare.
Ora vi parlerò di questo
libro proprio partendo dalle mie domande stimolo e cercherò di motivare le mie
risposte. Certo, parto avvantaggiata dal fatto che non devo scegliere, essendo
io già in prima, e quindi, per ancora due anni, non dovrò operare scelte di
questo tipo; ma curiosare tra le novità editoriali – e quest’anno ce ne sono
diverse – è sempre bello e interessante.
Premessa fondamentale: la
scelta del libro di testo è frutto di una decisione collegiale. Tutto il team è
chiamato a visionare e a confrontarsi: la classe è una e il percorso è
condiviso con tutti, insegnanti curricolari e di sostegno.
METODO: È
coerente con il progetto didattico del mio team? È didatticamente solido?
La prima grande domanda è
proprio questa: il testo deve adattarsi al mio stile di insegnamento. Sono più
tradizionale o cerco qualcosa di innovativo, attivo e laboratoriale?
Personalmente appartengo alla seconda categoria, quella che cerca e ama la
didattica attiva.
Il testo di SANOMA si adatta
alla mia idea di insegnamento: ci sono molte attività laboratoriali, ludiche e
attive. Soprattutto nella parte di matematica troviamo numerose proposte
manipolative. Le diverse strumentalità (lettura, gesto grafico, numeri) vengono
presentate in modo graduale e con varietà di stimoli, così da adattarsi a ogni
alunno. C’è attenzione al gesto grafico: lettere e numeri vengono presentati
come un percorso da seguire.
Altro aspetto da non
sottovalutare è la coerenza con le Indicazioni Nazionali. Non ho visto i volumi
di terza, ma si percepisce una progettualità verticale solida: in questi volumi
ho trovato pagine che accompagnano le conoscenze in modo continuativo, seguendo
un percorso che cammina chiaramente verso i traguardi di competenza.
INCLUSIONE:
Posso usarlo con l'alunno che fatica e con quello che già legge? Rispetta i
tempi dei bambini?
Questo è un aspetto che ho
molto a cuore. La scuola è di tutti ed è per tutti: il libro deve — e uso il
verbo deve perché per me è un punto sostanziale — essere accessibile e
inclusivo.
Nel testo SANOMA troviamo
storie che accompagnano il percorso; le conoscenze, anche quelle matematiche,
sono integrate in uno sfondo narrativo simpatico e coinvolgente. Le immagini
accompagnano le storie in modo coerente.
L’inclusione è di tipo
indiretto: sono presenti molte attività laboratoriali e cooperative che
permettono un apprendimento attivo. Si impara facendo e giocando. I contenuti
digitali sono ricchi e prevedono anche la sintesi vocale delle letture. I
percorsi di apprendimento sono graduali, ricchi di attività, giochi ed
esercizi.
STIMOLO: Le
storie sono coinvolgenti o sono solo elenchi di parole?
Il fatto di avere uno sfondo
integratore permette un forte coinvolgimento degli alunni, che si appassionano
alle avventure di Alba ed Enea. Le immagini sono grandi, ma non invadenti. Il
testo appare “pulito”: la pagina è gradevole, non soffocante né strabordante di
nozioni.
Eppure la pagina comunica e
presenta tutte le conoscenze necessarie. Pur non essendoci un’attenzione
specifica per un font ad alta leggibilità, i testi non risultano pesanti o
difficili.
SUPPORTO AL
DOCENTE: Mi aiuta davvero a insegnare? È sostenibile per un intero anno?
Il testo AMICI in VIAGGIO
è davvero molto ricco di materiali sia per i docenti sia per gli studenti.
Della parte digitale ho già detto; aggiungo però alcune considerazioni.
C’è attenzione
nell’integrare i contenuti del testo con gli albi illustrati: la sezione A
come Albo è ricca e presenta molti libri che possono arricchire la
biblioteca di classe (o quella personale di ogni alunno).
Mi è piaciuta molto anche la
parte dedicata al coding, aspetto che solitamente non è particolarmente curato.
Qui l’idea di “programmazione a blocchi” e di codice è ben presentata.
Ci sono poi due fascicoli
che ho adorato:
Amici in Viaggio
KIT: con materiali ritagliabili che supportano il
percorso di apprendimento e aiutano a “imparare a imparare”. Quelli di
matematica sarebbero perfetti per la realizzazione di un quaderno interattivo
(io faccio sempre costruire un interactive notebook ai miei studenti e questi
materiali sarebbero davvero utili).
Che Meraviglia!: un fascicolo dedicato ad arte e musica, che
guida i ragazzi alla scoperta delle stagioni attraverso diversi aspetti
interdisciplinari. Anche qui troviamo proposte laboratoriali e integrazioni con
albi illustrati.
Oltre a questi materiali ci
sono tutti i contenuti relativi alla Guida per il docente, che però io non ho
visionato.
Dal sito dell’editore ho
visto che sono previsti anche momenti di formazione con le autrici. Questo
aspetto potrebbe essere molto interessante, anche perché due delle autrici del
testo di matematica le conosco personalmente e ne apprezzo competenza e
professionalità.
Cosa non mi ha
convinto?
Il fascicolo delle
discipline: Storia, Geografia e Scienze fanno un po’ la parte della
Cenerentola. Le pagine sono poche e trattano un numero limitato di argomenti.
In estrema sintesi possiamo
dire che il testo è ricco e coinvolgente, un valido strumento di lavoro, ma più
adatto a uno stile di insegnamento attivo. Un modo di fare didattica che
richiede, da parte del docente, cura e attenzione nella preparazione delle
lezioni.
Non propone un apprendimento
di tipo tradizionale, ma invita gli studenti a partecipare in prima persona, a
costruire artefatti, a essere curiosi. È un testo che mette al centro la
narrazione e dà ampio spazio alla sfera emotiva. La forza del libro è
l’integrazione degli albi illustrati nella didattica.



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