Il grande magazzino dei sogni di Lee Mi-ye: una lettura fuori dall’ordinario

Ci sono libri che ci conquistano e libri che, semplicemente, ci accompagnano in un mondo diverso. Il grande magazzino dei sogni per me è stato questo.

Autore: Lee Mi-ye

Titolo: Il grande magazzino dei sogni

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 14 marzo 2023

Pagine: 204

Penny è in grande trepidazione: sta per avere un colloquio con il famoso signor Dollagut, l’illuminato proprietario del Grande Magazzino dei Sogni, il negozio su quattro piani più ambito della città. Un posto del tutto singolare, dove si accede solo da addormentati e dove si vendono solo sogni. Sogni di ogni tipo, per tutti i gusti, organizzati per sezioni: sogni legati ai piccoli piaceri della vita o ai ricordi di momenti speciali, sogni esclusivi che permettono di incontrare chi non c’è più, sogni dedicati ai riposini di animali e bambini, edizioni limitate e bestseller senza tempo venduti a prezzi speciali. Dopo un colloquio enigmatico in cui Dollagut la interroga sul significato dei sogni, Penny viene assunta, ma l’euforia cede il passo allo sconforto, quando si trova letteralmente travolta dalla quantità di clienti che ogni giorno assalta gli scaffali del grande magazzino. Mentre impara a orientarsi affiancando i colleghi più esperti, scopre anche il segreto che rende il Grande Magazzino dei Sogni un luogo così speciale: la magica funzione che ogni sogno porta con sé, la capacità di risvegliare emozioni sepolte, di far vivere sensazioni mai provate e molto spesso di far superare traumi, come un lutto o la fine di una storia d’amore. Tra i clienti a caccia di sogni Penny incontrerà Jeong A-young, che si rifugia nei sogni per sfuggire alla solitudine, alla ricerca di una scintilla che possa scaldarle il cuore, o Hyeon Jong-seok, che nei sogni cerca la conferma di essere di nuovo pronto ad amare. Imparerà che un sogno premonitore, come quello di avere un bambino, è una piccola incursione nel futuro e che persino gli incubi sono preziosi alleati per superare un momento critico della vita. Una favola contemporanea ricca di saggezza che celebra il potere misterioso dei sogni, capaci di influenzare le nostre scelte, anche se spesso non lo sappiamo.


Inizio con il dire che non ricordo come mai avessi questo libro nella mia libreria. Non credo di averlo comprato, quindi presumo mi sia stato regalato. Non ne ero attratta, anche se la copertina è veramente molto carina e poetica. Sta di fatto che, complice la sfida di lettura che sto portando avanti quest’anno, in questo caldo agosto è arrivato il suo momento per essere letto. Come al solito sono una di quelle persone che arrivano a leggere un romanzo con estremo ritardo rispetto alla massa, ma la cosa non mi crea problemi. Quando leggiamo, impegniamo il nostro tempo e le nostre energie, quindi sono più che convinta che si debba leggere quello che ci piace. In questo caso, la scelta di questa lettura è stata una casualità, ma devo ammettere che si è rivelata una lettura piacevole.

È stata una lettura assimilabile ad un “salto nel buio”: non conoscevo l’autrice e non avevo informazioni sulla trama di questo romanzo, né tanto meno avevo letto recensioni o prestato attenzione ai commenti degli altri lettori. Non sapevo nemmeno a quale genere appartenesse, tanto che sul reading journal l’ho inizialmente classificato come narrativa, anche se, dopo averlo letto, posso etichettarlo come fantasy.

Ora, al termine della lettura, cosa posso dire? Questo romanzo è come un sogno ad occhi aperti. Mi ha sorpresa e mi sono divertita a leggere i sogni delle persone. Mi è piaciuta molto l’atmosfera onirica che si respira per tutta la durata della lettura.

Questo romanzo mi ha forse colpita in modo particolare poiché la mia tesi di laurea è stata proprio sui sogni. Durante i miei studi universitari, mi ero soffermata soprattutto sull’interpretazione psicoanalitica della produzione onirica. In questo libro ci si immerge nell’aspetto più appagante, ovvero quello del sogno che conforta, che ci ispira e che è una coccola. C’è solo un piccolo cenno agli incubi, ma Il grande magazzino dei sogni vende solo sogni piacevoli.

È una storia ricca di spunti di riflessione proprio sul nostro modo di vivere i sogni; ho segnato diverse frasi perché tante sono le emozioni e i pensieri che si animano nel mondo onirico. Forse è proprio questo uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente del romanzo.

Ho amato in modo particolare due personaggi: Penny e Dollagut. Penny è una ragazza alla sua prima esperienza di lavoro, attenta, timida, a volte ingenua, ma determinata e molto empatica, tanto da diventare una brava assistente per il proprietario, Dollagut. Molti la prenderebbero sottogamba, ma in realtà la sua riservatezza la spinge a prestare la massima attenzione a tutto e la sua voglia di imparare la rende determinata a migliorare sempre. Mi piace molto come personaggio. Dollagut, invece, mi è piaciuto perché è un grande saggio. È una guida per tutti i suoi dipendenti. La cosa bella è che sceglie i suoi collaboratori per i motivi più strani, ma ognuno si rivela in qualche modo adatto allo scopo. I venditori di sogni, per essere bravi, devono saper comprendere le richieste dei clienti sognatori e Dollagut riesce a capire al meglio quale venditore ha questa caratteristica.

Possiamo dire che i personaggi del romanzo sono tanti e diversificati, anche se la protagonista indiscussa è proprio Penny, il suo sguardo attento sul mondo.

Lo stile narrativo è diverso da quello a cui sono solitamente abituata. Benché si senta l’influenza della cultura coreana, il romanzo è globale. Non ci sono elementi riconducibili alle diverse culture, ma ci sono elementi in cui tutti possono riconoscersi: c’è persino Babbo Natale!

In questi ultimi anni, complice la passione di Figlio#2 per la cultura orientale, mi sono avvicinata molto al mondo degli anime giapponesi. Questo romanzo mi ha fatto venire in mente alcuni film visti con lui, in modo particolare ho associato questa storia alla pellicola La città incantata. Sebbene molto diversi, si respira la stessa atmosfera.

Non conoscevo l’autrice, è stata una piacevole scoperta. È vero, il romanzo non è riuscito a conquistarmi del tutto, ma ne ho apprezzato la particolarità e l’atmosfera. È capace di trasportare il lettore in un altro mondo. Nonostante i tanti elementi positivi e originali, che mi hanno incuriosita e fatto riflettere, ho vissuto questa lettura senza particolare coinvolgimento emotivo.

Prima di scrivere questa recensione, sono andata a cercare notizie sull’autrice e ho trovato una bella intervista che la CE ha realizzato per lanciare il libro.

È un romanzo davvero fuori dall’ordinario, non è un libro per tutti, ma lo consiglierei a chi cerca proprio quel tipo di atmosfera. Ecco, soprattutto a chi ama sognare.

«Tutto ciò che abbiamo sono i bei momenti del presente, e i sogni per questa notte.»

 





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