Il delitto della Finestrella di Filippo Venturi: quando il giallo si tinge di bolognese

Un giallo divertente, bolognese, pieno di cibo, personaggi sopra le righe e situazioni improbabili.


Autore: Filippo Venturi

Titolo: Il delitto della Finestrella

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 9 luglio 2024

Pagine: 264

È una piovosa serata invernale, gli ultimi clienti della trattoria si sono finalmente decisi a pagare il conto ed Emilio sta per tirare giù la serranda della Vecchia Bologna, quando riceve una visita inaspettata. È Maicol, un tipo un po' sopra le righe che i ristoratori del quartiere chiamano affettuosamente Charlie Chaplin. Ma stasera non è venuto per ordinare la solita rosetta alla mortadella: è sconvolto e sporco di sangue dalla testa ai piedi. Eppure non ha nemmeno un graffio. Emilio, che ultimamente è tormentato da inediti rovelli sentimentali, preferirebbe non farsi troppe domande, ma la sorte e la polizia non sono dello stesso avviso. Poche ore dopo, infatti, a due passi dalla trattoria viene rinvenuto il cadavere di un ragazzo. E non in un posto qualsiasi, ma nell'angolo più instagrammato di Bologna: la finestrella di via Piella, il pittoresco affaccio sul canale che da qualche tempo è diventato meta di turisti e innamorati da tutto il mondo. Fatto sta che qualcuno sembra averlo scelto per scaraventare di sotto un giovane writer. Le prime testimonianze fanno ricadere i sospetti proprio su Maicol e così anche Emilio si ritrova invischiato nel caso con tutte le scarpe. Ristoratore, detective per modo di dire e generatore automatico di battute a sfondo gastronomico, Emilio Zucchini comincia a indagare, muovendosi tra la vita notturna di via del Pratello, il mondo degli influencer ed episodi dimenticati della storia bolognese.


Prima di parlare di questo romanzo, ho bisogno di fare una digressione. Solitamente le lettrici di romance parlano di crush letteraria. Prima o poi capita di innamorarsi di uno dei tanti bad boy, golden boy, l’amico d’infanzia, l’odiato nemico… Ecco, per Emilio Zucchini ho un debole, lo devo proprio ammettere. Mi è stato simpatico fin da subito, da quando mi ha fatto capire che Il tortellino muore nel brodo.

Mi piace perché è suo malgrado sempre immerso in vicende fuori dalla sua portata. Si ritrova sempre in situazioni pericolose in cui rischia in prima persona. Risolve i casi sempre per pura fortuna. E come ogni buon detective improvvisato, fa fare una figura meschina al povero poliziotto di turno. Va detto che Iodice merita di fare la figura del pesce lesso. Anche solo per l’istintiva antipatia che si prova verso di lui. Tra i poliziotti l’unico che salvo è Baroni, ma, poverino, proprio perché è bravo viene sempre vessato. Iodice proprio non lo reggo.

Zucchini è il proprietario di una trattoria bolognese, una trattoria tradizionale. I piatti tipici della tradizione segnano tutti i momenti importanti della vita del povero Zucca. E infatti si accorge che stanno per arrivare guai proprio quando in trattoria avviene qualcosa di strano. Questa volta la serata è andata storta perché due avventori non si decidevano a lasciare il tavolo, è venuto giù un diluvio colossale e un fulmine ha creato un blackout nella via. E in tutto questo il nostro oste stava per andare a casa, ma si ferma ad aiutare Maicol Fabbri. E da questo gesto gentile si originano tutti i suoi guai.

Essendo un romanzo giallo, non vi racconto niente, non voglio togliere il gusto della lettura. Vi dico solo che, come ogni buon romanzo giallo che si rispetti, il colpevole è inaspettato e insospettabile. Per lo meno io su di lui non avrei puntato due lire…

Ci sono tanti aspetti delle storie con protagonista Emilio Zucchini che mi piacciono, nell’ordine…

Il tono narrativo: Filippo Venturi ha una penna divertentissima. Mentre leggi, ti ritrovi a ridere da solo. Un po’ perché capitano davvero tutte al povero Zucca, un po’ perché Zucchini ha sempre la battuta pronta. Insomma, la butta sempre in caciara. I personaggi sono piccole macchiette: gente comune con qualche particolarità, una sorta di caricatura del genere umano.

L’ambientazione: Bologna non è solo la cornice, è protagonista. Il cibo è uno dei personaggi principali, perché tutto ruota proprio intorno ai piatti della tradizione culinaria. Ogni cibo è una lampadina per l’ingegno di Emilio Zucchini.

I temi: ogni romanzo ha un riferimento ad alcuni argomenti che invitano alla riflessione. In questo caso abbiamo diversi aspetti su cui soffermarci. La memoria storica: l’occasione è l’anniversario di un avvenimento passato sotto silenzio. Devo dire che personalmente sono dovuta andare a cercare informazioni su quello che accadde a Casalecchio di Reno nel dicembre del 1990. Quell’avvenimento dimenticato dai più ricorre in tutto il racconto. L’uso dei social: in questo caso l’uso distorto che ne viene fatto. I social, che potrebbero essere un mezzo importante per veicolare messaggi, diventano un’arma. L’intolleranza: la vicenda ruota intorno alla non accettazione dell’altro che non riconosciamo come simile a noi. Razzismo e omofobia hanno un ruolo determinante.

In questo libro ho apprezzato la nota dell’autore, che ho letto quando ero circa a metà della narrazione, vista la curiosità che mi aveva suscitato in merito all’avvenimento di cui narrava. Maicol Fabbri è legato a quell’avvenimento e quindi è importante sapere bene cosa sia accaduto quel 6 dicembre 1990, ma anche quali sono stati gli strascichi nella vita delle persone che erano nel posto sbagliato, alle 10:33 di quella mattina d’inverno.

Il delitto della Finestrella fa parte di una serie di romanzi gialli: questo è il quarto di cinque. È autoconclusivo e potete leggerlo tranquillamente anche senza aver letto i precedenti. Ci sono pochissimi riferimenti e tutti circostanziati in modo da non perdere il gusto per la lettura. Se però volete davvero conoscere bene il nostro investigatore improvvisato, è meglio iniziare dal primo, anche perché, come il vino, man mano che andiamo avanti con le storie, il nostro Emilio più invecchia, più migliora.

Quando leggo le storie dell’oste Zucchini, mi diverto sempre. E lo consiglio a tutti coloro che cercano un bel libro, leggero, divertente e scritto bene. Se poi amate Bologna e la sua cucina, non potete proprio lasciarvelo scappare.

La serie con protagonista Emilio Zucchini consta di cinque romanzi:

1) Il tortellino muore nel brodo (recensione) 

2) Gli spaghetti alla bolognese non esistono (recensione) 

3) È l’umido che ammazza (recensione) 

4) Il delitto della Finestrella

5) I conti senza l’oste

 

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