Under one roof. Un tetto per due di Ali Hazelwood - Una lettura carina ma senza mordente

 

Ci sono libri che si leggono con leggerezza e lasciano un sorriso, altri che sorprendono fino all’ultima pagina. E poi ci sono storie che, pur partendo da una buona idea, ti lasciano con la sensazione che manchi qualcosa… ed è proprio ciò che mi è successo con questa novella di Ali Hazelwood.

 


Autore: Ali Hazelwood

Titolo: Under one roof. Un tetto per due

Editore: Sperling & Kupfer

Data di pubblicazione: 20 settembre 2022

Pagine: 122

Mara, ingegnere ambientale ed ecologista convinta, riceve un'eredità inaspettata alla morte della sua mentore: la metà di una grande casa a Washington, da condividere con Liam, il nipote della defunta. Per quanto affascinante, Liam incarna tutto ciò contro cui Mara lotta: lavora come avvocato per una grande azienda petrolifera, una di quelle che sembrano determinate a distruggere il pianeta in nome del profitto. I due fanno scintille fin dal primo incontro, non vanno d'accordo proprio su nulla. Eppure, la convivenza forzata permette a Liam e Mara di conoscersi meglio, di andare oltre le apparenze e di capire che sono più simili di quanto credano. E se alla fine tra i due scoppiasse l'amore?


Devo ammettere che le novelle non riescono mai a coinvolgermi del tutto. Ho apprezzato Ali Hazelwood in altri suoi romanzi, ma con questo racconto ho provato sensazioni contrastanti. Non posso dire che sia una brutta storia, anzi: l’idea centrale mi piaceva molto, con due “nemici” costretti a condividere la casa… eppure qualcosa non ha funzionato. La trama mi è sembrata poco avvincente e il finale, pur non essendo deludente in sé, mi ha lasciata con una sensazione di incompiutezza.

Il trope Enemies to Lovers è uno dei miei preferiti e qui è ben costruito: Mara e Liam, inizialmente ai ferri corti, finiscono per vivere una convivenza forzata che li porta a condividere momenti quotidiani e imprevisti. Da dispetti ed equivoci nasce pian piano una complicità che li avvicina in modo credibile e piacevole. Mi è piaciuta anche la struttura narrativa: la storia si apre con una scena del presente e poi ripercorre i momenti passati fino a ritornare all’attualità.

Ed è proprio “l’attualità” che mi ha convinta meno. Il modo in cui la relazione si risolve mi è sembrato un po’ incoerente, quasi affrettato, e ha smorzato l’intensità costruita fino a quel punto.

Un altro aspetto che mi ha lasciata perplessa riguarda il personaggio di Mara. È un’ingegnera ambientale brillante, eppure la sua carriera resta quasi sullo sfondo. Nei romanzi di Hazelwood di solito il lato STEM è forte e ben caratterizzato, mentre qui ci sono solo pochi accenni, senza approfondire davvero né i temi scientifici né quelli legati all’ambiente, che avrebbero potuto arricchire molto la trama.

Va detto però che ho apprezzato la bella amicizia di Mara con Sadie e Hannah: le loro telefonate di sfogo, piene di confidenza e sostegno reciproco, sono un punto di forza e costituiscono il legame con le altre novelle della serie. Sono curiosa di conoscere le loro storie, anche se temo un po’ di ritrovarmi con la stessa sensazione di incompletezza.

In conclusione, una lettura leggera e carina, con diversi spunti simpatici, ma che secondo me manca un po’ di mordente.

 

Il racconto è inserito in una serie di novelle: The STEMinist Novellas

1) Under one roof. Un tetto per due

2) Stuck with you. Un ascensore per due

3) Below Zero. Amore sottozero



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