"Vogliamo Futuro" di Francesco Tornaboni: una domanda che riguarda tutti noi
Voglio condividere con voi una proposta interessante che è arrivata alla mia attenzione. Come cittadina e, soprattutto, come insegnante, sono molto sensibile ai temi che riguardano il futuro delle nuove generazioni. Credo che costruire un domani migliore sia una responsabilità di tutti: non solo dei ragazzi, che ogni giorno cercano di far sentire la propria voce, ma anche di noi adulti, chiamati ad ascoltarli, sostenerli e offrire loro gli strumenti per diventare cittadini consapevoli.
Nel mio piccolo cerco di farlo ogni giorno, in classe e
in famiglia, attraverso il dialogo, l'educazione al rispetto e la
partecipazione attiva. Il mio desiderio è lasciare ai miei figli, ai miei
nipoti e ai miei alunni un futuro in cui possano guardare avanti con fiducia.
Questo non è un post di recensione, ma una segnalazione
editoriale. Ho scelto di condividere questa uscita perché affronta temi che
considero particolarmente attuali e che meritano uno spazio di riflessione.
Di seguito trovate il comunicato stampa ufficiale
ricevuto dall'ufficio stampa.
COMUNICATO
STAMPA
“Vogliamo Futuro”, il libro e progetto di
Francesco Tornaboni che prova a rimettere le nuove generazioni al centro
Welfare, lavoro, fisco, economia e
istituzioni: un progetto nato per trasformare il disagio di Millennials e
Generazione Z in proposte concrete per il Paese
Le generazioni senza futuro non hanno bisogno di nuove
promesse. Hanno bisogno di nuove soluzioni.
È da questa convinzione che nasce “Vogliamo Futuro”,
il libro di Francesco Tornaboni che prova a dare forma a una domanda
sempre più urgente: come si può tornare a progettare il domani in un Paese nel
quale tanti giovani hanno imparato soprattutto ad adattarsi alle decisioni
prese da altri?
Il punto di partenza è il disagio vissuto da Millennials
e Generazione Z, cresciuti tra precarietà, trasformazioni del lavoro,
difficoltà economiche e una fiducia sempre più fragile nelle istituzioni. Ma
Tornaboni non si limita a descrivere il problema. Nel libro prova a mettere in
fila alcune possibili risposte, affrontando sei grandi temi: famiglia e
welfare, lavoro, fisco, ruolo dello Stato nell’economia, funzionamento delle
istituzioni e partecipazione politica.
Ne nasce un progetto che vuole parlare prima di tutto
alle nuove generazioni, ma che finisce inevitabilmente per interrogare l’intero
Paese.
Un welfare più vicino alla vita reale
Il primo capitolo è dedicato alla famiglia e allo Stato
sociale. L’idea è quella di costruire un sistema capace di accompagnare davvero
le persone nelle diverse fasi della vita, tenendo conto di quanto la società
sia cambiata.
Nel libro trovano spazio la riforma del diritto di
famiglia, i Patti di Mutuo Soccorso, il potenziamento della sanità territoriale,
nuove strutture assistenziali e una scuola ripensata per sostenere la crescita
e l’autonomia delle persone.
L’obiettivo è ambizioso ma chiaro: garantire maggiore
sicurezza e qualità della vita, senza lasciare i cittadini soli davanti alle
difficoltà familiari, sanitarie e sociali.
Il lavoro non può essere una condizione
provvisoria permanente
Un altro passaggio centrale riguarda il mondo del lavoro.
“Vogliamo Futuro” parte dalla necessità di superare una precarietà diventata,
per molti, una condizione strutturale.
Tornaboni immagina contratti più semplici e leggibili,
retribuzioni più eque e un rapporto più diretto tra lavoro e welfare. Al centro
ci sono la dignità salariale, la continuità professionale e la possibilità per
i lavoratori di partecipare maggiormente ai risultati prodotti.
Non si tratta soltanto di creare occupazione, ma di
restituire stabilità e prospettiva a chi oggi fatica a immaginare il proprio
futuro anche a pochi anni di distanza.
Un fisco più comprensibile per cittadini e imprese
Il libro affronta poi uno dei nodi più complessi del
sistema italiano: il rapporto tra contribuenti e amministrazione fiscale.
La proposta è quella di un sistema più semplice,
articolato su tre livelli di tassazione e sostenuto da modalità di pagamento
automatiche e trasparenti. Una struttura più leggibile, secondo l’autore,
potrebbe ridurre l’evasione e alleggerire il peso che oggi ricade soprattutto
su chi paga regolarmente.
L’idea di fondo è trasformare il fisco da terreno di
scontro a strumento di equità e sviluppo, creando regole comprensibili e un
rapporto meno conflittuale tra Stato, cittadini e imprese.
Lo Stato come investitore, non soltanto come
erogatore di sussidi
Nel capitolo dedicato all’economia, Tornaboni immagina
uno Stato capace di assumere un ruolo più attivo.
Non soltanto garante dei servizi essenziali, ma anche
investitore strategico nelle imprese sane, produttive e orientate
all’innovazione. Il progetto propone di superare i contributi destinati a
mantenere in vita realtà improduttive e di favorire, invece, forme di
partecipazione pubblica capaci di sostenere occupazione, competitività e
crescita reale.
È una visione che riapre il confronto sul ruolo delle
istituzioni nell’economia e sulla necessità di programmare gli investimenti con
uno sguardo più lungo rispetto alle singole emergenze.
Istituzioni capaci di pensare oltre la
prossima scadenza elettorale
“Vogliamo Futuro” entra anche nel funzionamento dello
Stato e propone una riorganizzazione delle responsabilità istituzionali.
Tra le idee presentate c’è quella di un bicameralismo
generazionale, pensato per dare maggiore spazio e rappresentanza agli
interessi delle diverse fasce d’età. L’obiettivo è costruire un equilibrio più
efficace tra generazioni e favorire decisioni politiche capaci di produrre
effetti nel medio e lungo periodo.
Il tema attraversa tutto il libro: un Paese non può
progettare il futuro se la politica è costretta a ragionare soltanto in
funzione della prossima elezione.
Una politica meno identitaria e più operativa
L’ultimo capitolo è dedicato alla possibilità di creare
una nuova forma di partito di massa.
Non un’organizzazione fondata esclusivamente
sull’appartenenza o sulla comunicazione elettorale, ma uno strumento operativo,
radicato nei territori e sostenuto da un’infrastruttura digitale trasparente.
L’obiettivo è trasformare le idee in azioni concrete e
continuative, superando la logica delle campagne elettorali permanenti e
riportando la partecipazione politica nella vita quotidiana delle comunità.
Dal libro a un progetto aperto
“Vogliamo Futuro” non nasce soltanto come
pubblicazione editoriale. Al libro si affianca anche una newsletter, pensata
per continuare il confronto sui temi affrontati e coinvolgere chi desidera
partecipare alla costruzione di nuove proposte.
Il progetto vuole quindi diventare uno spazio di
discussione, rivolto soprattutto a quelle generazioni che negli ultimi anni
hanno avuto la sensazione di dover accettare il futuro così come veniva loro
consegnato.
Tra le prime recensioni ricevute su “Vogliamo Futuro”,
così scrive Emanuele Lombardini di Eurofiles, si tratta di «un manifesto
generazionale che chiama a raccolta i Millennials e la Generazione Z».
Rainer Maria Baratti di Rinascita lo
descrive invece come il tentativo di «accendere un fiammifero nel buio che ci
disorienta e ci immobilizza».
L’autore
Francesco Tornaboni - nato
a La Spezia nel 1987, è laureato magistrale in Informatica Umanistica e lavora
come project manager nel settore della comunicazione digitale. Da anni segue
l’evoluzione della politica italiana, occupandosi di progettazione e
comunicazione politica. Con “Vogliamo Futuro” raccoglie riflessioni e proposte
dedicate alle sfide delle nuove generazioni e alle riforme necessarie per
costruire un Paese più giusto, moderno e sostenibile.
Autore: Francesco Tornaboni
Titolo: Vogliamo futuro
Editore: Independently published
Data di pubblicazione: 22 gennaio 2026
Pagine: 333
Ci avevano promesso un futuro.
Ci hanno lasciato precarietà, salari fermi e
case impossibili da comprare.
“Vogliamo Futuro” è un libro di proposte
concrete per una generazione che non vuole più adattarsi alle decisioni degli
altri.
Niente slogan.
Niente nostalgia.
Solo soluzioni realizzabili.
Dentro trovi proposte su:
CASA
Come rendere l’acquisto sostenibile e
restituire equilibrio al mercato immobiliare.
LAVORO
Come superare il precariato, alzare gli
stipendi e rafforzare lo stato sociale.
FISCO
Una proposta semplice per ridurre il peso
sulle persone che lavorano e colpire le rendite.
POLITICA
Come tornare a organizzarsi e contare
davvero.
Non è un lamento.
È il primo passo per riprenderci il futuro.
Perché
questo libro
Vogliamo
futuro nasce da una frattura generazionale evidente: a chi è
cresciuto tra gli anni ’80 e ’90 è stato promesso un futuro che non è mai
arrivato.
Lavoro stabile, autonomia economica, possibilità di
progettare la propria vita: ciò che per le generazioni precedenti era normale,
oggi è diventato eccezione.
Questo libro parte da una domanda semplice e scomoda: se
dobbiamo ricostruire il futuro, perché continuare a farlo con strumenti che
hanno fallito?
Di
cosa parla
Il libro affronta in modo diretto e non ideologico alcuni
nodi centrali della crisi contemporanea:
• il ruolo dello Stato nell’economia e nei servizi
essenziali
• il lavoro, i salari e la perdita di potere contrattuale
• il fallimento dei partiti come strutture politiche e
organizzative
• la necessità di tornare a progettare, e non solo a
gestire l’esistente
Ogni capitolo combina analisi critica e proposte
concrete, evitando sia la nostalgia per il passato sia l’illusione di soluzioni
miracolistiche.
Cosa
non è
Vogliamo
futuro non è:
• un memoir generazionale
• un pamphlet polemico
• un manifesto ideologico
È un tentativo di ricostruzione politica: riformista,
pragmatico, esplicitamente orientato alla fattibilità.
Perché
può interessare
Il libro si rivolge a chi:
• si occupa di politica, informazione e cultura
• è interessato al tema della crisi democratica e della
rappresentanza
• cerca chiavi di lettura nuove, fuori dai linguaggi
logori del dibattito pubblico
È pensato per essere letto, discusso, criticato. Non per
rassicurare.
Ogni libro che invita al dialogo merita almeno di essere
ascoltato. Ho scelto di condividere questa segnalazione perché credo che il
futuro delle nuove generazioni sia un tema che riguarda tutti noi. Se queste
pagine sapranno alimentare il confronto e la riflessione, avranno già raggiunto
un obiettivo importante.






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