Facciamo quattro chiacchiere: bilancio di fine anno scolastico
Ogni anno, quando arriva maggio, sento
il bisogno di fermarmi un attimo e tirare le somme: capire cosa ha funzionato,
cosa no e cosa mi porto dietro.
Maggio:
l’anno scolastico volge al termine.
Quest’anno l’ho vissuto in due modi distinti, a volte opposti, altre volte complementari:
ho visto la scuola da docente e da studentessa.
Come mi
sento? In quale ruolo mi sono trovata più a mio agio? Cosa rimane ancora da
fare?
Sono tante le domande che mi sto ponendo, perché a ogni fine anno mi piace fare
un bilancio su come sia andata.
Sono nel
mondo della scuola da non so più quanto…
Anzi, non è vero: ricordo benissimo il mio primo giorno in classe, così come il
giorno in cui sono passata di ruolo. Eppure, ogni anno è diverso.
La scuola è
profondamente cambiata. Studenti e studentesse sono diversi da quelli di più di
trent’anni fa, perché i tempi sono cambiati. Il mondo e la società si sono
trasformati.
E anche io, come docente, sono cambiata.
Ho mantenuto
viva la fiamma della passione per il mio lavoro, ma il modo in cui costruisco
le mie lezioni è diverso. Ho sempre cercato di aggiornarmi, perché credo sia
giusto tenere il passo con i tempi: non è sano adagiarsi sulle conoscenze che
abbiamo.
Il nostro background culturale resta, certo, ma possiamo sempre migliorare,
modificare, svecchiare (usate il termine che preferite!) la nostra didattica.
È proprio
questa spinta che mi porta a cercare corsi di aggiornamento e a sperimentare
metodologie nuove. E, forse, è anche ciò che mi ha spinta a iscrivermi di nuovo
all’università…
Com’è andato,
quindi, questo anno scolastico da maestra e da studentessa?
Parto da
quella che è la mia comfort zone: la maestra.
Quest’anno, per la prima volta nella mia carriera, ho iniziato una classe prima
primaria come maestra prevalente.
È stata dura.
Ti senti addosso aspettative e responsabilità.
Ma ora posso dire di essere molto soddisfatta di come sia andato questo anno
scolastico.
Ci sono
ancora mille cose da fare, sia sul piano didattico sia su quello burocratico,
ma ammetto di essere fiera del percorso fatto.
Sono riuscita a mettere le basi per le conoscenze matematiche e le bambine e i
bambini sono cresciuti molto in autonomia: posso affidare loro un incarico ed
essere sicura che lo porteranno a termine.
Sì, sono
orgogliosa di loro. E anche un po’ di me.
L’anno da maestra è stato bello e ricco di soddisfazioni.
L’anno da
studentessa, invece, ha riportato alla luce aspetti di me che forse avevo
dimenticato.
Ho scoperto
di essere una persona a cui importa fare “bella figura”, qualunque cosa voglia
dire davvero.
Mi sono resa conto di soffrire di ansia da prestazione: non mi piace sbagliare.
È vero, oggi
vivo il fallimento (un esame andato male) con più serenità rispetto al passato…
ma ci rimango comunque male.
Mi dico “va bene tutto, hai studiato!”, ma, quando mi trovo davanti a una
domanda e inizio a dubitare, quella sicurezza vacilla.
Ho anche
capito che non riesco più a studiare con la stessa facilità di quando avevo
vent’anni. Ho bisogno di più tempo, di soffermarmi di più sugli appunti. Insomma,
per quanto abbia sempre allenato la mente con letture e corsi, studiare non è
una passeggiata.
Ho peccato di
presunzione pensando che sarebbe stato semplice. In realtà, sto faticando.
Eppure, sono soddisfatta di quello che ho fatto in questo anno accademico.
Ho scelto
insegnamenti interessanti, molto diversi tra loro, forse anche lontani dai miei
interessi iniziali. Ma proprio per questo mi hanno fatta crescere.
Mi sono data obiettivi forse ambiziosi, ma per ora sto mantenendo il ritmo che
mi sono imposta.
Sì, anche qui
sono soddisfatta.
Concludendo:
è stato un anno duro. Più difficile del previsto, ma anche un anno che mi ha
resa fiera e orgogliosa di me e di quello che sto costruendo, sia come docente
sia come studentessa.




È stato molto interessante leggere questa tua sorta di consuntivo. Non sono insegnante, ma seguo alcuni bambini nei compiti pomeridiani e il modo in cui hai affrontato a scuola alcune cose, ha aiutato me nell'essere di sostegno ai bambini a me affidati, quindi grazie. Nella tua parte universitaria mi ci sono ritrovata per alcuni aspetti, oltre la mia difficoltà di gestione del tempo (sto parlando di cose successe anni fa, ma che ancora "mi bruciano) ". È molto piacevole e stimolante quanto scrivi. Buona fine anno scolastico e forza e coraggio per l'università ❤️
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