giovedì 7 febbraio 2019

Review Tour: Un maledetto lieto fine di Bianca Marconero


Non è un mistero per nessuno che io sia un’inguaribile romantica e una sognatrice. Quando ho accettato di partecipare a questo Review Tour del nuovo romanzo di Bianca Marconero, l’ho fatto d’istinto, perché ero molto curiosa di leggere un secondo lavoro di questa autrice (questa estate infatti avevo letto Non è detto che mi manchi).

Subito, però, sono stata messa in guardia da Chicca, Chiara e Bianca stessa: questo romanzo non era una facile lettura e rischiava di non piacere alle persone “romantiche”. Vi garantisco che ho iniziato il libro con una certa preoccupazione…

Fatta questa doverosa premessa, ringrazio la CE Newton Compton per avermi permesso di partecipare a questa iniziativa, con una lettura in anteprima, e per avermi omaggiata della copia digitale. 


Autore: Bianca Marconero

Titolo: Un maledetto lieto fine

Editore: Newton Compton editori

Data di pubblicazione: 7 febbraio 2019

Pagine: 384

Agnese ha diciannove anni, è la figlia di un senatore piuttosto influente e ha ricevuto un'educazione rigida. Nonostante la sua passione per l'arte, infatti, ha messo i sogni nel cassetto e si è iscritta a giurisprudenza. È la classica ragazza ricca, perfetta, composta e fredda, ma che dentro nasconde le sue insicurezze. Dopo la morte della madre, ha dovuto salvare le apparenze per ordine del padre e da anni non mostra a nessuno i suoi veri sentimenti. Quando la sua incapacità di lasciarsi andare allontana il ragazzo di cui è innamorata da anni, Agnese capisce di avere bisogno di aiuto. Vorrebbe qualcuno che le insegni a essere meno impacciata e Brando, il suo fratellastro appena acquisito, sembra proprio la persona giusta al momento giusto. Peccato che il bacio che i due si scambiano per "prova" sia lontano anni luce da un esercizio senza conseguenze. E improvvisamente le lezioni di seduzione sono complicate dai sentimenti... Brando saprà insegnare ad Agnese che la lezione più importante di tutte è lasciarsi andare alle emozioni?


e più
Un maledetto lieto fine di Bianca Marconero è una storia d’amore bellissima, vera e totalizzante. Sicuramente non è dolce, tutt’altro, ti lascia un sapore agrodolce come solo le grandi storie sanno lasciarti. Lo dico subito: decisamente un romanzo di livello superiore. Raramente mi sono ritrovata più devastata (è successo solo con alcune storie di un’autrice straniera che amo alla follia: Colleen Hoover).

Ora, è difficilissimo parlare di questo romanzo perché rischierei di spoilerare, quindi ho deciso che vi parlerò delle mie emozioni, di come il mio cuore ha vissuto le vicende di Brando e Agnese.  È vero, sono romantica e sognatrice, amo le storie che mi fanno volare lontano con la fantasia, ma so apprezzare una bella storia, specie se mi fa provare emozioni (anche forti).

I personaggi sono tutti ben descritti, hanno tutti uno spessore. Infatti, nei confronti di tutti ho provato antipatie e simpatie, una sorta di amore-odio. Sì, li ho sentiti come persone reali, di quelli che potrebbe capitare di incontrare nella vita. Non sono distanti e/o idealizzati, sono veri, fatti di contraddizioni, di paure, di momenti di esaltazioni e di bugie. Per più di metà romanzo ho odiato Agnese, una ragazzina immatura, piena di contraddizioni, viziata, distaccata, fredda, un vaso vuoto, una bella statuina, un “sepolcro imbiancato”, poi qualcosa è cambiato. Non mi è diventata simpatica, ma ho iniziato a capirla. Ho iniziato a vedere quanto quello che faceva era frutto della coercizione paterna. Ecco, diciamocelo, in questo romanzo il vero mostro è il senatore Goffredo Altavilla. Sicuramente Lucio non è un persona per bene, ma mai quanto il senatore. Egli fa del suo status la sua forza. È tutto apparenza. Emana potere, sì, ma un potere usato per ferire. E c’è Brando… Beh, Brando è un caso a parte. Ho pianto per lui. Ho sofferto per lui e con lui. È un ragazzo, un po’ immaturo, ma sempre vero. Sanguigno. Forse a volte scontroso, duro, volgare, cattivo, ma tutto per nascondere un amore profondo per le persone più vicino a lui: sua madre Isabella e Agnese stessa.

Nota di merito anche all’ambientazione. Roma è descritta bene, ti immagini le vie, le piazze. Insomma, fai un tour per la città. Sarei in grado di ritrovare tutti i luoghi importanti della storia (ok, io sono avvantaggiata, sono romana!!!).

Sperando di non spoilerare nulla, voglio fare solo un cenno al finale. Un finale che strizza il cuore, lacerante e al tempo stesso splendido; è il finale appropriato alla storia. Sebbene io speri in un seguito, sono anche consapevole che Bianca non debba scriverlo, perché scrivere un seguito a questa storia significherebbe far perdere forza e intensità a questo romanzo. Lo so che è un pensiero contorto, ma è quello che penso. La storia è ben scritta così come l’ha pensata l’autrice.

Lo stile narrativo di Bianca è fluido e scorrevole. Si legge bene: se da una parte vorresti non staccarti dalle pagine, in altri momenti senti il bisogno di prendere le distanze. Mi è piaciuto molto il fatto di inserire i titoli ai capitoli, titoli che creano una certa anticipazione. Ho anche apprezzato il fatto che tutto il racconto sia in prima persona con i POV di Agnese e Brando alternati, ma il finale in terza persona chiude tutto in una cornice definitiva.


Prima di lasciarvi, vi invito a guardare anche altri blog, perché in questi giorni molti partecipano a questo RT. Inserisco qui tutti i calendari del RT, tanti sono infatti i giorni e i blog che partecipano.







Ultima cosa prima di salutarvi… Quando avevo letto dell’uscita di questo romanzo, avevo pensato di usarla per l’appuntamento mensile con la rubrica Questa volta leggo (rubrica ideata da Chiara, Dolci e Laura). Quindi ho chiesto a Chiara se potevo utilizzare ugualmente la mia recensione per la rubrica e, avendone avuto il consenso, eccomi qui a partecipare con questa al mio Questa Volta Leggo #8: un libro romance.

Le immagini che ho realizzato sono state prese dal web, da mie foto. Le immagini degli spartiti e del bassista le ho prese, chiedendone il permesso d’uso, dal profilo fb di Bianca Marconero. Il bassista è parte della cover nella sua novella Montreal, mentre gli spartiti sono le musiche ideate da Borghi-Mattiazzi per le canzoni di Brando. Il banner è invece opera si Clarissa Citterio. #prodottofornitoda Newton Compton editori 




31 commenti:

  1. Non sai che bene mi ha fatto leggere questa recensione. Grazie per avermi seguita fuori dal tuo territorio (e pure dal mio, a dirla tutta). È prezioso essersi trovate in qualcosa che non ci appartiene come individui, ma forse capiamo in quanto esserci umani 💖

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    1. Grazie a te per questa storia molto intensa, ben costruita e scritta benissimo. Per me è stato un onore e un piacere leggerti.

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  2. Grande Menna! Sono contenta che ti sia piaciuto e concordo con il tuo giudizio

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  3. Sono d'accordo con tutto, davvero una bella recensione :)

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  4. Per tutto il mese farò un po' fatica perchè non è il mio genere, però ho letto la recensione con interesse. Un saluto da Lea

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    1. Grazie Lea. Ti garantisco che questa storia non è il solito romance, è molto intensa.

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  5. Manu che recensione emozionante!
    mi è piaciuta tantissimo è proprio fatta con il cuore e dentro ritrovo tutte le emozioni che ho provato.
    bravissima

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  6. Io ho seguito in diretta tutte le emozioni che ti ha ispirato il libro.

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  7. Mi piace molto come scrive la Marconero, ma proprio non riesco a leggere troppi romance Ahahahaha!

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    1. Quando ti avanza un po' di "quota romance" leggilo, vedrai che ne sarai soddisfatta.

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  8. Non vedo l'ora di leggerlo ^_^

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  9. Questo è un altro romanzo dell'autrice che ho messo in lista. Li devo recuperare TUTTI TUTTI! :)
    Bellissima recensione, che mi ha convinto ancora di più all'acquisto.

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  10. Bellissima recensione! Devo assolutamente leggerlo e recuperare anche gli altri che mi mancano di Bianca!! Devo!

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  11. Sono imperdonabilmente in ritardo nella mia corsa al recupero dei libri di Bianca Marconero. Sto maleeeeeeeeeeeee

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    1. Se ti consola anche io sono in ritardo con i libri di Bianca, devo infatti ancora leggere Un altro giorno ancora e tanti altri.

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  12. Bianca sa scrivere bene, è fuori di dubbio. Ma il romance, leggero o puro che sia, continua a essermi ostico.

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    1. In questo specifico caso, il libro di Bianca è un romance, ma non è né leggero né puro. La storia di Brando e Agnese è molto forte e densa di emozioni.

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  13. L'ho concluso giusto qualche giorno fa e devo ancora digerirlo per bene. Senz'altro è un libro da cui non sai che cosa aspettarti!

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  14. Ho aspettato di leggere il libro prima di leggere la tua recensione e mi trovi perfettamente d’accordo! Generalmente DETESTO i romanzi con un finale aperto,ma la bravura di Bianca si manifesta soprattutto nel saper gestire qualsiasi cosa si metta a scrivere!

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