lunedì 17 settembre 2018

Angolo Vintage #1: La via del male di Robert Galbraith


Come più volte detto, settembre è tempo di inizi… Così ecco nascere una nuova rubrica. Non nasce da me, ma dalla mente sempre al lavoro di Chiara (La lettrice sulle nuvole). L’idea è molto interessante… tanto che anche altre amiche blogger hanno aderito; sto parlando di Dolci (Le mie ossessioni librose), Chicca (Librintavola), Erica (Libri al caffè) e Mariella (Le trame del destino. Libri e dintorni). Se qualcuno di voi si vuole unire, siamo ben liete di aprirvi le porte di questo nostro spazio.

In cosa consiste questa rubrica: ogni 17 del mese (giorno scelto contro la sfiga… ahahah) vi presenteremo un libro un po’ vecchiotto, di quelli che sono anni che rimandiamo… Del resto ognuno di noi ha un libro un po’ datato nella propria libreria o nel proprio e-reader.

Per questa “prima volta” ho scelto un romanzo che ho nel kobo dal giorno in cui è uscito. Ora, poiché so che sta per uscire il quarto appuntamento, mi sono decisa a leggerlo… Sto parlando del terzo volume delle indagini di Cormoran Strike.

Autore: Robert Galbraith

Titolo: La via del male

Editore: Salani editore

Data di pubblicazione: 9 giugno 2016

Pagine: 603

Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L’investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili – e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti e non rimane molto tempo...

La via del male è il terzo libro dell’acclamata serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la giovane e determinata Robin Ellacott. Un giallo ingegnoso, con colpi di scena inaspettati, ma anche l’appassionante storia di un uomo e di una donna giunti a un crocevia della loro vita personale e professionale.





La via del male è il terzo appuntamento con l’investigatore privato Cormoran Strike, nato dalla mente brillante di J.K. Rowling sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith. È un romanzo autoconclusivo, senza riferimenti importanti alle precedenti indagini, se non per spiegare l’antipatia di alcuni poliziotti o la fama del detective.

In questo appuntamento, sin da subito si capisce che nel mirino dell’assassino c’è Cormoran.

Si sarebbe vendicato di Cormoran Strike. Gli avrebbe rovinato la vita.

E, chiaramente, per colpire l’investigatore, viene presa di mira la sua assistente, Robin…

Il valore della Segretaria per lui – al di là e al di sopra del valore che aveva per lui ogni femmina – stava in ciò che lui avrebbe fatto, attraverso lei, a Strike.

È una nuova indagine che prende il via da un fatto squisitamente personale e porta, suo malgrado, Cormoran indietro nel tempo. L’investigatore deve fare i conti con il suo passato, con i brutti ricordi che lo hanno segnato…

… e adesso i ricordi si accalcavano per azzannarlo come se avesse pestato un nido di serpenti addormentati.

In realtà la questione diventa subito molto personale. Non si tratta solo di conoscere meglio il passato di Cormoran Strike, ma entriamo anche nella mente e nel passato della sua segretaria/socia, Robin. Ancor di più entriamo nel loro rapporto più intimo.

Ora, fin qui, vi ho svelato la trama e mi fermo per il rischio spoiler, ma due o tre cose le devo dire. Ho atteso tanto prima di leggere questo romanzo, amo l’autrice e il suo modo di narrare i fatti, di costruire la storia. In questo romanzo, però, ci sono due cose che mi hanno fatta raffreddare.

La prima è Robin. È una ragazza sveglia, decisa e determinata, capace di fare collegamenti interessanti e utili alle indagini, eppure in questo caso commette alcune imprudenze (non che Cormoran sia da meno, quanto a fesserie fatte in questo caso!!!). Come dicevo, commette sciocchezze che non penseresti mai lei possa compiere. Ella rimane un elemento importante e decisivo. Pur dovendo affrontare le sue paure, derivanti dalle passate esperienze, non si dà per vinta. Non si chiude in sé, ma reagisce.

La seconda è il finale. Dire che è una doccia fredda è dire poco. Lo so, sicuramente è colpa mia, ma mi aspettavo un altro finale. C’è da dire che comunque è nello stile dell’autrice (scusate, ma non riesco a parlare al maschile, conoscendo chi si cela dietro il nome di Galbraith), tutti i suoi libri hanno quest’ultima frase che lascia un po’ basiti…

Lo stile narrativo è magnifico. Vieni condotto per le vie di Londra a cercare indizi, a fare congetture, vieni portato a dare risalto a quella parola o a quell’avvenimento, tanto che a metà libro sei convinto di aver scovato il colpevole (e ti arrabbi con la polizia che non lo prende), poi però tutto si stravolge. È fantastico come, attraverso il racconto, la tua mente venga spinta in una direzione piuttosto che in un’altra. Sì, perché l’astuta autrice ha descritto alcuni episodi, alcuni elementi, ma non dà il tempo di soffermarci sopra l’attenzione (tanto che tu, mentre leggevi, pensavi fossero inutile “brodo”) e fino all’ultimo non riesci a capire cosa abbia fatto scatenare l’…

…esplosiva reazione a catena nel cervello di Strike, illuminando la pista d’atterraggio per un’ipotesi che – lo sapeva con la certezza di un profeta – avrebbe portato all’assassino. […] Strike vide in quel lampo d’ispirazione, l’ossatura del piano dell’assassino, individuò le imperfezioni cruciali che aveva trascurato – che tutti avevano trascurato – ma che, alla fine, sarebbero state anche i mezzi con cui il killer e le sue macabre trame potevano essere smascherati.

Ho trovato il ritmo del romanzo un pochino lento. Devo, però, ammettere che volevo andare avanti a leggerlo perché speravo lo catturassero (il mio sospettato, chiaro); ho letto in pochi giorni questo libro che è corposo. Sarà anche che la scrittura così limpida e sciolta, che ti fa immaginare le situazioni attraverso descrizioni accurate, ti scorre via… e tu macini pagine e pagine. Ora non mi resta che aspettare il nuovo appuntamento con questo investigatore privato. L’uscita della nuova indagine è prevista in UK per il 18 settembre 2018, speriamo di non dover aspettare tanto per avere l’edizione italiana!!!

12 commenti:

  1. Anche io all’inizio lo avevo adocchiato magari prima o poi capiterà di riuscire a leggerlo, grazie per avermelo ricordato!

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    1. è un bel libro, esce un po' dal classico, molto più "personale", è una lotta tra colpevole e detective. UNa sorta di regolamento di conti.

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  2. Una serie questa che voglio iniziare al più presto, ho già comprato da un po' il primo libro ed è lì che mi guarda

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    1. A questo punto aspetta domani, compri il quarto e poi li leggi uno di seguito all'altro ahahah

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  3. ADORO ADORO ADORO
    L'ho letto quando è uscito e non vedo l'ora che arrivi il quarto libro.

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  4. Anche il mio sta facendo polvere da un bel po' dovrò decidermi!

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  5. a differenza del baco da seta questo libro mi è piaciuto tantissimo, l'ho divorato in un attimo e nonostante capisca di quelle che tu chiami sciocchezze secondo me trovano la giustificazione nel periodo che sta vivendo Robin. riguardo al finale non sapevo cosa aspettarmi ma l'ho apprezzato ugualmente, anche se spero in futuro di vedere qualche cambiamento nella vita di robin e Cormoran!

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    1. Io ho preferito Il baco da seta, di questo ho apprezzato il fatto che fosse molto intimo, personale.

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  6. Non ho letto questa serie ma m'ispira un sacco ed anzi credo di avere questo libro nel lettore...potrebbe andare bene anche per un mio angolo vintage futuro!

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    1. ahahah… La pagina del "rispolvero i libri" ahahah

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