lunedì 3 settembre 2018

Recensione #15: Il nostro tempo nel mondo di Abby Fabiaschi


Autore: Abby Fabiaschi

Titolo: Il nostro tempo nel mondo

Editore: Nord

Data di pubblicazione: 11 gennaio 2018

Pagine: 366



Maddy aveva una vita serena. Era una moglie amorevole e una madre meravigliosa, il pilastro della famiglia. O almeno così credevano Brady, il marito, ed Eve, la figlia, prima che Maddy si gettasse dal tetto della biblioteca. Adesso, nessuno dei due sa cosa pensare. E poi Brady non ha idea di come mandare avanti una casa, né tantomeno come comunicare con la figlia adolescente. Anche per Eve non è facile avvicinarsi al padre e nemmeno convivere col senso di colpa per tutte le volte in cui, per egoismo o superficialità, non ha dimostrato alla madre l'affetto che meritava. Eppure Brady ed Eve non sono soli: Maddy è ancora lì, accanto a loro, e non ha perso un briciolo della sua vitalità e caparbietà. E anche del suo senso pratico: quello non è certo il momento di piangersi addosso e naufragare nei rimpianti. Meglio agire e indirizzare in qualche modo i suoi familiari. E così si sforza d'introdurre nella loro vita Rory, una dolce e sorridente maestra elementare, che Maddy spera possa diventare una buona amica per Eve e una nuova moglie per Brady. In effetti, grazie all'influenza benefica di Rory, a poco a poco Brady ed Eve imparano a farsi forza a vicenda e, insieme, troveranno il coraggio di cercare le risposte alle domande che li tormentano. Scoprendo che, a volte, la verità è molto più sorprendente di quanto non ci si aspetti...




È incredibile cosa può succedere quando s’impara a imparare dal dolore.

Parto a recensire questo romanzo con la precedente citazione, perché fa riferimento all’emozione più forte che ho provato: il dolore.

Il nostro tempo nel mondo, pur essendo intriso di dolore, è un romanzo bellissimo, di riflessione e di autoriflessione. È il racconto a più voci dei mesi successivi alla perdita di una persona cara, ma non una perdita per malattia. Maddy era in salute, aveva una vita perfetta, ma…

Attraverso i pensieri del fantasma di Madeline, che sente di dover ancora seguire la sua famiglia, le emozioni/azioni di Eve, la figlia, e del marito Brady, entriamo in questa famiglia perfetta. Qui si aprirebbe un mondo di considerazioni, che però non reputo importanti. Quello che più mi ha colpito è altro. L’autrice è riuscita a farmi entrare con tutta me stessa (corpo, anima e cervello) in quello che è il sentimento più profondo di questa famiglia. Una famiglia che rimane solida, ma tutti e tre si interrogano, riflettono e si sentono in colpa. Il nostro tempo del mondo è un romanzo familiare, nel senso che è presente il significato profondo della parola “famiglia”. Famiglia è amore, compassione e perdono. Eppure, pur nel dolore e nella tristezza profonda, è un libro che poi porta alla “luce”. 

Leggevo e pensavo: spesso diamo tante cose per scontate. Molto spesso non teniamo in considerazione l’altro (marito, moglie o figli che siano). Mi sono messa sotto esame e ho rivisto gesti e comportamenti che spesso anche io faccio. Ci sono azioni e attenzioni che pensiamo ci siano dovute, tanto da non essere in grado di apprezzarle o di dire semplicemente “grazie”.

Andavo avanti con la lettura (perché non riuscivo a staccarmi) e mi domandavo: “Perché? Perché Maddy ha fatto questo?”. In particolare un passaggio del romanzo che descrive le sensazioni di Eve mi ha assillato:

Forse io non sono il motivo per cui si è buttata, ma allo stesso tempo non contavo abbastanza per farla restare qui. Io per lei ero un pensiero secondario, mentre lei era il mio tutto.

Da questo assillo è poi scaturita la domanda: io sarei un motivo valido per non far fare un gesto estremo alle persone che mi sono vicine? I pensieri di Eve, una ragazza adolescente, mi hanno toccato molto. Vedevo in lei i miei figli, con i loro scatti di ribellione e il loro egoismo.

Ho amato Maddy e sinceramente in molti passi l’ho ammirata, sperando di poter essere anche io una guida per i miei figli, come lei lo era per Eve.

Ammetto che ho letto questo libro e l’ho “sofferto”. Ogni brano era una stilettata al cuore, mi obbligava a riflettere su me stessa e sui miei comportamenti. Pur essendo non facile come tematica, è un libro bellissimo. È capace di toccarti nel profondo del cuore. Sicuramente non escono lacrime, ma il cuore lavora il doppio. Le sensazioni sono forti, perché il racconto, oltre a coinvolgere la mente, interessa anche i sentimenti, tutti i sentimenti: provi tristezza, gioia, rabbia e frustrazione, tutte insieme, quasi contemporaneamente.

Lo so, questa mia recensione è criptica, è una recensione di “pancia”. Sì, perché questo libro ti arriva in primis come botta allo stomaco. Un colpo forte che ti pervade tutto, ha una risonanza forte in te. È un testo che sono felicissima di aver letto, un romanzo che non passa inosservato, ma mette radici in te e piano piano cresce, perché trova il posto adeguato per svilupparsi.

6 commenti:

  1. Bellissima recensione <3
    Anche io ho amato e "sofferto" questo libro.

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  2. Bellissima recensione, Manuela, per un libro che ho amato molto. Anch'Io come te mi sono ritrovata spesso durante la lettura a riflettere i pensieri di Maddy sulla mia vita, ad interrogarmi sul mio modo di agire in famiglia e a riflettere sugli errori che inevitabilmente compio quotidianamente. Questo è stato il regalo più grande che mi abbia fatto questa lettura.
    Bacci

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    1. Grazie, il libro arriva dritto al cuore… è molto forte… Vero, anche io ho iniziato a ripensare i miei atteggiamenti...

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  3. Recensione toccante e meravigliosa, complimenti. Questo libro è in WL da settimane ma non ho ancora avuto modo di leggerlo. Come hai detto tu, e come già immaginavo, si rivela un libro doloroso. Ma, ahimé, sono proprio i libri dolorosi che mi catturano spesso.

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    1. è doloroso, ma ti assicuro che vale la pena di essere letto

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