sabato 8 settembre 2018

Facciamo quattro chiacchiere #10


Oggi, 8 settembre (2018), è la

Giornata Internazionale dell’alfabetizzazione,

una ricorrenza istituita il 17 novembre 1965 dall'UNESCO al fine di ricordare alla comunità internazionale l'importanza dell'alfabetizzazione. [Qui il link Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_dell%27alfabetizzazione ]. 

Siamo vicini alla riapertura delle scuole, l’accenno alla conoscenza dell’alfabeto è d’obbligo. La scuola (intesa come persone, non come struttura) ha il compito di fornire gli strumenti ai ragazzi per costruire il loro futuro.

Prendo a prestito la definizione della Treccani:


Con la parola alfabetizzazione si intende l'insegnamento e l'apprendimento delle abilità minime della comunicazione scritta: leggere, scrivere e far di conto. Questo insegnamento è rivolto ai bambini e agli adulti che non hanno avuto l'opportunità di frequentare la scuola. Le moderne società occidentali sono quasi completamente alfabetizzate, ma nel mondo gli analfabeti sono ancora più di un miliardo. Oggi si affaccia il problema dell'alfabetizzazione funzionale, cioè la necessità di assicurare a ogni cittadino il possesso di quelle capacità minime che gli consentano di partecipare in modo attivo e consapevole alla vita politica, sociale ed economica del suo paese.

Compito principe dei docenti dovrebbe proprio essere questo, fornire le basi ovvero ciò che sui nostri documenti scolastici definiamo “strumentalità di base”, anche se, secondo la mia opinione, dovremmo dare molto di più. Dovremmo instillare nei ragazzi la curiosità, il gusto/piacere della ricerca, il voler sapere di più… Essi non si dovrebbero accontentare, ma dovrebbero approfondire le proprie conoscenze per il solo gusto di farlo, perché andare alla ricerca è fare un viaggio meraviglioso, che li porta a nuove scoperte, a nuove competenze e anche a nuovi traguardi. Ecco perché sono sempre più convinta che sia vero il detto:

Non si smette mai di imparare.

Io, personalmente, imparo tutti i giorni qualcosa dai miei alunni, infatti dico ogni volta che cresco un pochino anche io con loro.

Un’altra cosa che ripeto sempre ai miei alunni è una frase di Leo Buscaglia (credo di averla letta in Vivere, amare, capirsi, Mondadori, 1982 o Nati per amare, Mondadori, 1993): Bisogna imparare una cosa nuova ogni giorno, anche fosse solo una parola nuova. Forse la citazione non è proprio corretta, perché l’ho riportata a memoria; purtroppo quei due libri, che ho amato con tutta me stessa, sono andati persi in un allagamento che la mia casa ha subito qualche anno fa. Prima o poi, però, torneranno a fare parte della mia biblioteca personale, ci sono troppo affezionata per diversi motivi.

2 commenti:

  1. "Bisogna imparare una cosa nuova ogni giorno, anche fosse solo una parola nuova." è proprio una frase bellissima, un motto che ho sempre cercato di fare mio.
    Credo che uno degli obiettivi della scuola sia proprio questo: far capire agli studenti quanto sia importante e meraviglioso tornare a casa con un insegnamento nuovo, anche piccolo, ma che ti arricchisce ogni giorno di più.

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    1. È proprio quello che dico ai miei alunni. Devono arricchirsi sempre

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