martedì 29 gennaio 2019

Incontro con… Marco Malvaldi




Il 17 gennaio 2019, presso la Libreria Nuova Europa nel CC I Granai a Roma, ho assistito alla presentazione dell’ultimo libro di Marco Malvaldi: La misura dell’uomo.

Mi piace moltissimo questo autore. È simpaticissimo nelle sue presentazioni e i libri che scrive sono tutti molto interessanti. Per il momento io ho letto solo una delle sue opere, ma con quella mi sono divertita da matti: La briscola in cinque. Ora, siccome a breve ho intenzione di leggere il seguito, con i vecchietti del BarLume protagonisti, ovvero Il gioco delle tre carte, ho preso al volo l’occasione di incontrarlo e farmi firmare la mia copia.

L’incontro è stato condotto da Massimiliano Coccia (giornalista di Radio Radicale).



Titolo: La misura dell’uomo

Autore: Marco Malvaldi

Casa Editrice: Giunti Editore

Data di pubblicazione: 6 novembre 2018

Pagine: 300



Ottobre 1493. Firenze è ancora in lutto per la morte di Lorenzo il Magnifico. Le caravelle di Colombo hanno dischiuso gli orizzonti del Nuovo Mondo. Il sistema finanziario contemporaneo si sta consolidando grazie alla diffusione delle lettere di credito. E Milano è nel pieno del suo rinascimento sotto la guida di Ludovico il Moro. A chi si avventura nei cortili del Castello o lungo i Navigli capita di incontrare un uomo sulla quarantina, dalle lunghe vesti rosa, l'aria mite di chi è immerso nei propri pensieri. Vive nei locali attigui alla sua bottega con la madre e un giovinetto amatissimo ma dispettoso, non mangia carne, scrive al contrario e fatica a essere pagato da coloro cui offre i suoi servigi. È Leonardo da Vinci: la sua fama già supera le Alpi giungendo fino alla Francia di re Carlo VIII, che ha inviato a Milano due ambasciatori per chiedere aiuto nella guerra contro gli Aragonesi, ma affidando loro anche una missione segreta che riguarda proprio lui. Tutti, infatti, sanno che Leonardo ha un taccuino su cui scrive i suoi progetti più arditi - forse addirittura quello di un invincibile automa guerriero - e che conserva sotto la tunica, vicino al cuore. Ma anche il Moro, spazientito per il ritardo con cui procede il grandioso progetto di statua equestre che gli ha commissionato, ha bisogno di Leonardo: un uomo è stato trovato senza vita in una corte del Castello, sul corpo non appaiono segni di violenza, eppure la sua morte desta gravi sospetti... Bisogna allontanare le ombre della peste e della superstizione, in fretta: e Leonardo non è nelle condizioni di negare aiuto al suo Signore. A cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Marco Malvaldi gioca con la lingua, la scienza, la storia, il crimine e gli ridà vita tra le pagine immaginando la sua multiforme intelligenza alle prese con le fragilità e la grandezza dei destini umani. Un romanzo ricco di felicità inventiva, di saperi e perfino di ironia, un'indagine sull'uomo che più di ogni altro ha investigato ogni campo della creatività, un viaggio alla scoperta di qual è - oggi come allora - la misura di ognuno di noi.



Nota: le parole dell’autore in blu e in corsivo. Le domande e le affermazioni di Massimiliano Coccia sono scritte in verde.



Marco Malvaldi ha conversato del suo libro con lo spirito tipico dei toscani, in modo conviviale, raccontando aneddoti della vita di Leonardo e arricchendo la conversazione con ricordi personali. Infatti tutta la presentazione ha avuto un clima familiare, una sorta di racconto tra amici. Stimolato da Massimiliano Coccia, Marco ha iniziato a parlare di questo libro affermando che è nato come lavoro su commissione. La Giunti mi ha convocato per affidarmi questo lavoro in occasione dell’anniversario della scomparsa di Leonardo, avvenuta a maggio del 1519. Una volta accettato il lavoro, l’autore si è reso conto che: Di Leonardo ne so abbastanza da sapere che non ne so abbastanza. Quindi egli è ricorso agli storici, agli esperti che ci parlano di Leonardo, ma questi libri di esperti poco parlano dell’uomo Leonardo. Quindi Malvaldi si è dedicato allo studio delle lettere e degli studi linguistici che il grande genio toscano ha condotto. Da qui la scelta di scrivere un libro che ritragga il Leonardo uomo che vive a Milano, dove è stato chiamato come intrattenitore di corte.



La scelta di ambientare il romanzo a Milano ci fa vedere un Leonardo diverso.



Leonardo arriva a Milano non come pittore, non come architetto, non come ingegnere. Leonardo arriva a Milano come musicista, come suonatore e improvvisatore su una lira da braccio progettata e costruita da lui stesso. È accompagnato dal suo aiutante Atalante.

Leonardo scrive quindi un curriculum a Ludovico il Moro per indicare cosa vuole fare e cosa sa fare, un curriculum piuttosto spassoso perché inizia scrivendo “so costruire fortezze inespugnabili, so dragare fiumi, so bonificare paludi, sono anche un po’ pittore”, ma a metà della lettere di presentazione si compromette promettendo di dare lustro alla casata sforzesca con una statua equestre. La statua equestre è una fissazione di Ludovico il Moro.



Malvaldi ha raccontato quindi quali erano le modalità di lavoro di Leonardo. Chiaramente la statua equestre di Leonardo è un’opera mirabile e studiatissima da tutti, è considerata la massima opera di Leonardo, ma ha una caratteristica che di solito è sfavorevole alle opere d’arte: non è mai stata costruita.

Malvaldi quindi ha parlato dell’attività di scultore e pittore di Leonardo con riferimenti all’opera di Leonardo stesso.



All’interno del libro c’è un episodio che funge da agente provocatore, ovvero che Leonardo è famoso per la sua conoscenza del corpo umano. Infatti viene chiamato per risolvere un omicidio. Perché chiamare Leonardo per risolvere il caso?

Io parto con l’idea di scrivere un giallo, per cui, quando si scrive un giallo, è buona educazione ammazzare qualcuno e fare in modo che all’interno della storia ci sia qualcuno che possa risolvere il caso. In questo caso l’investigatore doveva essere Leonardo, in un posto che è la Milano di fine Quattrocento, dove la giustizia era amministrata in modo molto blando. Leonardo può investigare proprio per la sua conoscenza del corpo umano.



Questo libro ci permette di conoscere Leonardo come un uomo estroverso ed eccentrico.



Ho trascorso un’ora piacevolissima ad ascoltare Marco Malvaldi. Avevo già avuto modo di incontrarlo in altre presentazioni e, come le altre volte, l’ho trovato coinvolgente e anche preparato. Scherzando, egli ha raccontato fatti personali (come il suo lavoro di dottorando di chimica) e fatti storici della vita del genio toscano. Un momento divertentissimo è stato quando egli ha posto l’accento sull’importanza delle lettere sia nella Storia del Quattrocento sia nel suo romanzo. Ha raccontato anche come venivano condotte alcune pratiche, specie quelle per garantire la procreazione. Interessante come poi ha esposto il percorso biografico di Leonardo, da giovinetto a uomo adulto ed affermato. Marco ha raccontato come Leonardo era affascinato dai problemi: tutto era un problema da risolvere.



Al termine dell’incontro l’autore si è fermato a firmare le copie del suo romanzo ed io mi sono avvicinata con la mia bella copia del secondo volume della serie del BarLume, Il gioco delle tre carte. Lui ha sorriso della mia scelta, ma mi ha anche avvisata che è il peggiore della serie. Ci siamo fermati a scambiare anche due parole e confermo che a mio giudizio è simpaticissimo, una persona che mi piace tanto tanto. Ammetto che ho voglia di leggere anche questa sua opera, perché la presentazione è stata spassosissima.



Biografia di Marco Malvaldi



Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974. Chimico, ha esordito nel 2007 per Sellerio con La briscola in cinque, primo degli ormai sette volumi dedicati ai “vecchietti del BarLume”, divenuti nel 2013 anche una serie televisiva. Ha pubblicato inoltre i romanzi Odore di chiuso (Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), Milioni di milioni, Argento vivo, Buchi nella sabbia, La battaglia navale, Negli occhi di chi guarda e i saggi L’infinito tra parentesi. Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges, Capra e calcoli. L’eterna lotta tra gli algoritmi e il caos, Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà, L’architetto dellinvisibile ovvero come pensa un chimico e Per ridere aggiungere acqua. Piccolo saggio sullumorismo e il linguaggio.


Le foto presenti nel post sono state prese dalla pagina FB della Libreria e dal web con la ricerca Google per le immagini,

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